Siria. Veto russo alla Risoluzione Onu contro Assad. A Mosca, scintille tra il ministro degli esteri russo, Lavrov, e il segretario di Stato Usa, Tillerson

Siria. Veto russo alla Risoluzione Onu contro Assad. A Mosca, scintille tra il ministro degli esteri russo, Lavrov, e il segretario di Stato Usa, Tillerson

La Russia ha posto il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu nella quale si richiede la cooperazione del regime di Damasco sull’attacco chimico contro civili nella provincia di Idlib, attribuito al presidente siriano Bashar al-Assad. E’ l’ottava volta che Mosca ricorre al diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza per bloccare azioni riguardanti il suo alleato Assad. Il testo ha ricevuto 10 voti a favore, 3 astenuti e due voti contrari, della Bolivia e della Russia. Quest’ultima ha affermato il suo diritto di veto come membro permanente. La Cina, che ha posto il suo veto nelle sei precedenti risoluzioni sulla Siria dall’inizio del conflitto, si è astenuta, come l’Etiopia e il Kazakhstan.

Il britannico Johnson: “la Russia è dalla parte sbagliata”. Il russo Safronkov: “avete paura dell’indagine indipendente”

Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson si è detto “costernato” dal veto della Russia alla risoluzione dell’Onu sul sospetto attacco chimico in Siria. “Questo pone la Russia dalla parte sbagliata della questione”, ha dichiarato Johnson in un comunicato da Londra. “Accettare la bozza occidentale voleva dire legittimare il raid americano in Siria”, ha replicato il vice rappresentante permanente di Mosca all’Onu, Vladimir Safronkov, commentando il veto russo in Consiglio di Sicurezza. “Avete paura di una indagine imparziale, quella che chiede la Russia”, ha affermato. “Non c’è alternativa al tentativo di trovare soluzioni comuni in Siria, noi restiamo impegnati a collaborare con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza per farlo”, ha detto l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente all’Onu, dopo aver espresso voto favorevole alla risoluzione. “La comunità internazionale ha il dovere di fermare le sofferenze orrende del popolo siriano e di riportare la pace e la speranza per il futuro del Paese”, ha aggiunto Cardi.

Staffan de Mistura, inviato Onu in Siria è pessimista

L’inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura, è risoluto nel sottolineare che “i fragili progressi raggiunti in Siria sono in grave pericolo”, affermando che servono “progressi irreversibili”, ma soprattutto è “urgente” trovare “consenso tra i maggiori attori in Siria per sostenere concretamente” una soluzione politica. Eppure il suo monito sembra cadere nel vuoto, stando all’aspra contrapposizione a Palazzo di Vetro, con Gran Bretagna e Usa che hanno ribadito con fermezza la loro accusa a Mosca: “E’ dalla parte sbagliata”, pur ricordando che il corso si può ancora invertire. Il senso dell’impasse lo ha dato però anche il tono dello scontro verbale: “Nessuno ha ancora visitato il sito dell’attacco e francesi e inglesi hanno già avuto prove certe: è incredibile!”, ha esordito polemicamente il vice rappresentante permanente russo all’Onu, Vladimir Safronkov, che ha attaccato poi il delegato britannico: “Guardami in faccia quando parlo!”.

Il segretario di Stato americano a Mosca: “le due più grandi potenze del mondo non possono avere questo tipo di relazioni”

La Russia non sta cercando di coprire nessuno nel presunto attacco con armi chimiche in Siria, in cui hanno perso la vita 89 persone e di cui è accusata l’aviazione di Damasco, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, dopo un incontro a Mosca tra Vladimir Putin e il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson. “Lo ripeto ancora una volta: non sto andando ad accusare nessuno e non sto andando a coprire nessuno”, ha detto Lavrov. “Insistiamo per una indagine imparziale su cosa è avvenuto il 4 aprile”. Lavrov ha proposto di “inviare un gruppo internazionale di esperti, imparziali e professionali, sia nel posto in cui gli agenti tossici sono stati usati sia all’aerodromo che, secondo gli americani, è stato usato per far decollare i jet con bombe con armi chimiche”. Secondo il segretario di Stato Usa, le relazioni degli Stati Uniti con la Russia sono “ad un livello molto basso”. Le due più grandi potenze non possono avere “questo tipo di relazioni”, ha aggiunto il capo della diplomazia statunitense ribadendo che il nodo principale di contrasto tra i due paesi continua a restare la gestione della situazione in Siria e la sorte di Bashar al Assad. Tillerson è parso più morbido nei toni rispetto a Trump, ma non nella sostanza, sottolineando come il presidente siriano abbia usato armi chimiche “in oltre 50 occasioni”. Secondo gli Stati Uniti, ha ribadito Tillerson, non c’è futuro per Assad e la sua famiglia, al governo della Siria. E la Russia, grande alleata del regime di Damasco, deve “riconoscere questa realtà”. L’uscita di scena di Assad comunque dovrà avvenire “in modo ordinato”. Sulla vicenda siriana Mosca tiene il punto, ma Lavrov ha mostrato di voler aprire a una possibilità di dialogo: la Russia è pronta a riprendere gli accordi sul coordinamento militare con gli Stati Uniti in Siria, ha detto. “Siamo disposti a riprendere l’impegno se tutti saremo d’accordo che l’obiettivo delle operazioni aeree sarà la lotta contro al Nusra e le altre organizzazioni terroristiche” insieme all’impegno per la “distruzione e il totale annientamento dell’Isis”.

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