Siamo alla frutta. Raschiamo il barile per coprire la manovrina da 3,4 miliardi. Rissa nel governo su tasse per Coca Cola e simili. Commissione Ue: cauto sì alle proposte di Padoan

Siamo alla frutta. Raschiamo il barile per coprire la manovrina da 3,4 miliardi. Rissa nel governo su tasse per Coca Cola e simili. Commissione Ue: cauto sì alle proposte di Padoan

Siamo alla frutta. O meglio alle bevande con alto contenuto di zucchero, leggi in primo luogo Coca Cola, che potrebbero essere tassate per far cassa e presentare alla Commissione Ue la correzione della manovra, trovando così parte di quei ormai famosi 3,4 miliardi, lo 0,2% del Pil che ci viene tassativamente richiesto da Bruxelles, pena l’apertura della procedura di infrazione, il commissariamento della nostra economia. Negli ambienti ministeriali, quelli di Padoan, si fa presente che in alcuni paesi europei l’uso di queste bevande viene  così scoraggiato in modo da combattere obesità e diabete. Davvero encomiabile questo interesse per la nostra salute, in un paese, il nostro, dove la sanità pubblica non è un esempio di efficienza malgrado l’impegno del personale. Visto che andiamo verso l’estate verrebbe da suggerire una tassa sui gelati. Anche il cono e le altre forme di gelato non sono la migliore cura per il diabete e l’obesità. Scherziamo, ma non troppo. Perché un paese che ricorre a queste proposte per sanare il bilancio malato è davvero alla frutta. E nel governo è scontro: il viceministro dell’economia, Luigi Casero, alfaniano, ha detto di essere pronto a fare le barricate contro le tasse sulle bevande.

Il Parlamento non ne sa niente, mentre le indiscrezioni volano

Nel frattempo, sui media continuano le indiscrezioni sulla manovrina. Il Parlamento non ne sa niente. Sembra estraneo al problema. Non solo, ogni giornale ha le sue fonti e i provvedimenti annunciati sono diversi a seconda di chi “informa” il giornalista. Il presidente del Consiglio sembra aver assunto il ruolo di chi deve diffondere ottimismo e invece di entrare nel merito delle proposte per recuperare i miliardi che ci chiede la Ue parla di quelli che nel futuro, il Piano casa, verranno utilizzati per coprire le spese di ricostruzione nelle zone terremotate e per gli interventi per mettere in sicurezza il territorio. Per quanto riguarda le entrate si parla di una “tassa sulla fortuna”, sulle vincite passerebbe dal 6 al 10% l’aumento del prelievo sulle slot machine, aumento anche sulle accise per i tabacchi di minor pregio, una nuova lotteria. Poi i più volte annunciati tagli ai ministeri, lotta all’evasione, non solo le rottamazioni delle cartelle ma anche dei contenziosi col fisco. Torna in auge lo split payment, la trattenuta della pubblica amministrazione dell’Iva dei fornitori verrà estesa alle società controllate dallo Stato. Addirittura per questo provvedimento c’è già stato il sì dell’Eurogruppo che si è riunito a Malta. Infine non è noto quale sia la fine delle privatizzazioni sulle quali Padoan si è impegnato con la Commissione Ue. Renzi ha messo il veto, in campagna per le primarie e poi per le elezioni meglio di no. Gentiloni  lo ha subito seguito. Si sarebbe trovata una soluzione provvisoria in attesa di tempi migliori. La quota privatizzata di Poste e Ferrovie verrebbe passata provvisoriamente alla Cassa depositi e prestiti. Insomma dalla manovrina si passa ad un decretone pasquale che  martedì dovrebbe fare la sua comparsa con l’invio a Bruxelles. Il ministro Padoan è ottimista. Si è sentito più volte al telefono con i Commissari, ha spiegato loro il contenuto della manovra ed ha avuto un assenso di massima.

Dombrovskis. Lascio alle autorità italiane annunciare le misure

Le telefonate sono state con il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis e con il Commissario Moscovici. Nessuno dei due ha voluto però annunciare le misure di cui gli ha dato conto Padoan. Dice il vicepresidente della  Commissione: “Lascio alle autorità italiane annunciare le misure, ma posso dire che come le ha descritte sono in linea con quello che abbiamo discusso e che ha raccomandato la Commissione”. C’è una “chiara determinazione del Governo” ad “attenersi alla traiettoria concordata, allo stesso tempo lavorando a misure di crescita”. Ma le autorità italiane non hanno detto una parola fino ad ora. Parla di un incontro con il nostro ministro e fa riferimento ad una sola delle misure che stanno circolando sui nostri giornali, lo split payment dell’Iva, “che ha già migliorato la raccolta dell’Iva e quindi la Commissione l’ha estesa”, anche se la proposta di Bruxelles “deve ancora essere approvata all’unanimità dal Consiglio”.

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