Sergio Pirozzi (sindaco di Amatrice): “sarà una Pasqua di rinascita. Ottenuto tante grandi vittorie”

Sergio Pirozzi (sindaco di Amatrice): “sarà una Pasqua di rinascita. Ottenuto tante grandi vittorie”
“Partiamo prima dalle buone notizie. Radio Amatrice sarà premiata a Milano con il Premiolino, questa è la testimonianza che attraverso la radio si è tenuta coesa la popolazione. Poi c’è stata l’inaugurazione della mensa col primo pranzo solidale, quindi abbiamo già un posto per stare tutti insieme e riprendere quella vita sociale. Poi c’è il cinema provvisorio che sabato prossima farà la prima proiezione. Il nuovo liceo. I primi di giugno prenderanno il via i lavori per la scuola definitiva. Queste sono tutte grandi vittorie”. Con queste parole Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, ha voluto portare la sue testimonianza sulla Pasqua ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
Sicuramente questa è una Pasqua di rinascita- prosegue il sindaco di Amatrice- perchè rivedo negli occhi delle persone quella speranza che i 4 terremoti sembravano aver spazzato via. Certo, mi sarei aspettato qualcosa di più per lo smaltimento delle macerie, se le normative fossero state più elastiche. Mi auguro che si faccia tesoro di quello che non è andato bene. Poi la vera Pasqua è il decreto dell’altro giorno che prevede l’esenzione dei contributi e delle tasse per il mondo delle micro imprese, senza queste misure tutto quel mondo che oggi ripartirà ha possibilità e speranza di sopravvivere. E’ stato bello veder riconosciuta una richiesta che il governo ha capito non essere un assalto alla diligenza. Se non ci fossero state queste misure noi eravamo destinati a perdere”.
Ho imparato ad apprezzare le virtù umane- continua Pirozzi-, ma anche a metabolizzare internamente le debolezze umane. Ho visto persone, poche, che hanno fatto una corsa sfrenata all’accaparramento dei beni materiali, alcuni si sono approfittati degli aiuti, ma la maggior parte di questa comunità è stata straordinaria. Roosvelt in un momento di grande difficoltà della propria nazione seppe infondere quel coraggio, quella voglia di mettere il noi davanti all’io, che è un po’ il pane quotidiano dei miei discorsi a Radio Amatrice. Tutto quello che ho chiesto non era solo per Amatrice, era per tutti”.
“Il sindaco è un’istituzione, non si deve lamentare, ma deve indicare una via. Sono 8 mesi che vivo nella polvere e nelle macerie, quando inizi a vedere la luce è un momento di ripartenza. Devo guardare la futuro, il passato è passato. I miei antidepressivi sono stati l’area food e la solidarietà dell’Italia e del mondo. So che non ci dovremo fermare qui, che ci saranno altri momenti in cui bisognerà battere i pugni. Ho conosciuto donne e uomini straordinari, una serietà che mi rende orgoglioso di essere italiano. Soffro quando qualcuno vuole screditare il lavoro di tante persone che ringrazio. Uno di questi uomini era un volontario, Paolo, è morto per Amatrice. Cerco di far mantenere la linea dritta”, conclude.
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