San Pietroburgo. Attentato nella metropolitana. Si segue la pista del terrorismo. 10 i morti e 39 i feriti, dei quali 6 in condizioni gravissime

San Pietroburgo. Attentato nella metropolitana. Si segue la pista del terrorismo. 10 i morti e 39 i feriti, dei quali 6 in condizioni gravissime

È di dieci vittime e 39 feriti il bilancio dell’esplosione avvenuta attorno alle 13.40 ora italiana nella stazione Sennaja della metropolitana di San Pietroburgo, seconda maggiore città della Russia. Una fonte citata dall’agenzia “Interfax” ha riferito che l’esplosione è stata determinata da un ordigno esplosivo artigianale costituito da 200-300 grammi di Tnt. La bomba sarebbe stata lasciata nel vagone; non si tratterebbe dunque di un attentatore suicida. In ogni caso rimangono aperte tutte le ipotesi mentre sono in corso le indagini.

Il ministro della salute russo, Veronika Skvortsova, ha specificato che, in base ad un bilancio ancora provvisorio, delle 10 vittime causate dall’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo, sette sono morte sul colpo e tre poi in ospedale per le ferite riportate nell’esplosione. Trentanove sono le persone ricoverate in ospedale, incluso un 15enne. Di queste, 6 sono in condizioni gravi.

Intanto, il comitato degli inquirenti (una sorta di Fbi russa) che sta seguendo le indagini sull’attentato conferma che si tratta di terrorismo ma ha specificato che intende anche prendere in considerazione altre piste. La dichiarazione è coerente con l’estrema prudenza finora dimostrata da tutte le autorità, che hanno scrupolosamente evitato di attribuire una matrice all’attentato. L’incertezza è anche acuita dall’assenza di una rivendicazione di qualsiasi tipo da parte dei ‘soliti sospetti’ quando si verificano attentati in Russia: ribelli ceceni o del Daghestan o anche Isis che potrebbe aver tentato di compiere un attacco nel cuore della Russia. Se così fosse sarebbe un colpo grosso perché altamente simbolico: avviene nel giorno in cui nella ‘sua’ città è presente proprio il presidente Vladimir Putin, che dal 30 settembre 2015 ha schierato le sue truppe in Siria al fianco di quelle del regime di Damasco sovvertendo l’esito del conflitto. L’Isis sul terreno sta perdendo, anche se la sua capacità di colpire all’estero non risulta indebolita in alcun modo.

Anche il primo ministro russo Dmitri Medvedev si è riferito all’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo come a un “attacco terroristico”, poi ha espresso solidarietà alle vittime e ha comunicato che i ministeri di Salute e Situazioni di emergenza hanno ricevuto istruzioni. Lo ha affermato sulla propria pagina Facebook ed è stato ripreso dai media russi. Inoltre, due persone sono ricercate come presunti responsabili dell’esplosione. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Interfax, citando una propria fonte. I media russi hanno diffuso l’immagine di un uomo che sarebbe uno dei responsabili dell’esplosione. L’immagine sarebbe stata ricavata dai filmati delle telecamere di sorveglianza. Si tratta di un uomo di apparente mezza età, con la barba, che indossa abiti e un cappello neri.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin: “Ho appreso con costernazione – afferma il capo dello Stato – la notizia dell’esplosione che ha appena provocato vittime e numerosi feriti tra i passeggeri della metropolitana di San Pietroburgo. Seguo con viva apprensione gli sviluppi di questo tragico avvenimento e desidero porgere a lei e all’amico popolo russo il sentito cordoglio degli italiani tutti e mio personale. L’Italia si stringe ai familiari di coloro che hanno perso la vita e ai feriti, dei quali ci auguriamo un pronto ristabilimento. In attesa di incontrarla a Mosca, colgo l’occasione per rinnovarle le più sentite condoglianze ed espressioni di sincera amicizia per il suo Paese”,

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