Riordino delle Forze di Polizia. Silp Cgil: non soddisfa né le esigenze degli operatori né quelle dei cittadini. Mobilitazione e iniziative del sindacato

Riordino delle Forze di Polizia. Silp Cgil: non soddisfa né le esigenze degli operatori né quelle dei cittadini. Mobilitazione e iniziative del sindacato

Il Consiglio di Stato ha emesso, come previsto, il parere sullo Schema di decreto legislativo relativo alla revisione dei ruoli delle Forze di Polizia. Un parere atteso, non vincolante dal punto di vista giuridico, che concede un sostanziale via libera allo Schema di decreto legislativo, pur evidenziando varie criticità.  I magistrati che compongono l’alto consesso hanno semplicemente fotografato la situazione esistente, non tenendo conto dei ritardi della nostra Amministrazione che, in 20 anni, non ha mai bandito regolari concorsi e non ha dato attuazione ad una Legge dello Stato che prevedeva l’istituzione del Ruolo Direttivo Speciale, cosa che invece hanno fatto le altre Forze di Polizia.

“Noi, la Polizia di Stato siamo rimasti al Palo”

Il risultato è che mentre Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e pure Polizia Penitenziaria hanno, nel tempo, emanato bandi di concorso interni e attuato il Ruolo Direttivo Speciale, noi – la Polizia di Stato – siamo rimasti al palo! Il Consiglio di Stato, come denunciamo in un comunicato della segreteria del Silp Cgil , ignorando questo fondamentale pregresso, “contesta” in qualche modo la proposta contenuta nello Schema di decreto legislativo relativa ai 1.800 Sostituti Commissari destinati a ricoprire, nel giro di 2 anni e mezzo, 1.500 posti da Commissario Capo. Si sostiene, assurdamente, che a fronte di ben 1800 posti previsti per la Polizia di Stato “in sostituzione del Ruolo Direttivo Speciale”, per il “Ruolo straordinario ad esaurimento” dell’Arma dei Carabinieri ve ne siano appena 800. Si omette di considerare, però, che questi 800 posti sono già un regalo per l’Arma che si aggiungono alle migliaia di carabinieri promosso al Ruolo Speciale fino dal 1993 e che oggi – diversamente dai poliziotti – possono col Riordino accedere alla dirigenza.  Secondo il Consiglio di Stato, questa norma – rispetto agli altri Corpi dello Stato – è un disallineamento e per soddisfarla ci vorranno, per altro, altri 18 mesi da aggiungere ai 2 anni e mezzo previsti. 4 anni in buona sostanza.

Tutte le contraddizioni negli altri Corpi cancellate come neve al sole

Il paradosso è che per le altre Forze di Polizia, che sono arrivate più preparate a questo Riordino, non vi sono segnalazioni di disallineamento. E tutte le contraddizioni negli altri Corpi evidenziate dal SILP CGIL? Cancellate come neve al sole perché, come ripetiamo, il Consiglio di Stato ha solo fotografato l’attuale situazione. Sono tante, in ogni caso, le osservazioni del Consiglio di Stato che sono degne di nota. Un richiamo forte e stavolta in linea con le posizioni del SILP CGIL è quello del Coordinamento: “Andrebbe meglio chiarita – dice il Consiglio – la dichiarata razionalizzazione nell’espletamento dei compiti istituzionali delle Forze di Polizia introdotta con la riforma” e occorre “porre le basi per un modello organico unitario che migliori l’efficacia dell’intero sistema ‘Sicurezza’ da operarsi sulla base delle esigenze di funzionalità dei servizi al cittadino”. Dunque, si sostiene, c’è “necessità di monitorare la riforma ai fini di un eventuale correttivo”. Il SILP CGIL ha sempre sostenuto, a partire dall’ultimo congresso, la necessità di una unificazione delle Forze di Polizia a competenza generale oltre alle molte critiche sempre da noi avanzate in merito alla mancata attuazione dei principi introdotti con la Legge 121/1981.

Riordino sì ma non così. Ruolo unico agenti, assistenti, sovrintendenti

Il Consiglio di Stato tocca, poi, un punto a noi caro e segnala un’anomalia relativa ai Ruoli Agenti Assistenti e Sovrintendenti. Infatti, visto che secondo la Costituzione per accedere a impieghi pubblici bisogna partecipare ad un concorso pubblico, per il Consiglio bisognerebbe prevede bandi “esterni” anche per i Sovrintendenti e i Brigadieri (almeno in parte) oppure creare un Ruolo unico come il SILP CGIL chiede da tempo, nonostante il secco NO dell’Amministrazione e le fantasiose narrazioni di qualche sindacato che alimenta la falsa speranza che tutti gli Assistenti Capo diventeranno Sovrintendenti. Questo è il passaggio chiave del parere: “Ferma restando la necessità di valorizzare le professionalità interne – garantendo loro adeguate prospettive di carriera – esigenze di compatibilità della norma con il dettato costituzionale suggerirebbero comunque, ad avviso di questo Consiglio di Stato, di prevedere un meccanismo necessario e selettivo di avanzamento nell’ambito di un ruolo unitario che ricomprenda, oltre al ruolo dei Sovrintendenti, anche quello inferiore”. Un ruolo unico e unificato nonché di concetto avrebbe rappresentato una scelta coerente alla luce dell’introduzione dell’obbligo del possesso del diploma per l’accesso alla qualifica iniziale.

Nella fase transitoria i concorsi dovevano essere banditi prima del riordino

Anche per quel che concerne la fase transitoria, il Consiglio di Stato ci fornisce un assist incredibile perché come SILP CGIL nelle nostre tesi abbiamo sostenuto sempre che i concorsi in Polizia dovevano essere banditi “prima” del Riordino, come è stato fatto con il concorsone per Sovrintendenti. Il Consiglio di Stato dice una cosa che noi sosteniamo da sempre in quanto, se ciò si fosse veramente verificato – ex ante – , molte posizioni si sarebbero potute inquadrare già nelle diverse qualifiche, anche dirigenziali, cosa avvenuta per gli omologhi colleghi delle altre Forze di Polizia. ll lungo regime transitorio, criticato dal Consiglio di Stato, nasce purtroppo dal fatto che l’età media anagrafica degli attuali Ispettori, Sovrintendenti ed Assistenti capo è elevatissima. Motivo che ci ha spinto a criticare un Riordino che non riuscirà, considerati i tempi, a ristorare tutte le situazioni oggi in essere, anche per tale motivo. Si è perso tempo e oggi paghiamo il prezzo di esserci seduti ad un tavolo, quello interforze (a cui erano assenti le rappresentanze sindacali), non con le carte in regole e decisamente svantaggiati rispetto agli altri Corpi dello Stato.

Attendiamo il pronunciamento delle Commissioni parlamentari

Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello relativo al trattamento di fine servizio. Secondo il Consiglio di Stato si tratta di una norma incompatibile con le regole attualmente vigenti in materia previdenziale. Per coloro che, come noi, si trovano in regime di Tfs, è sicuramente una buona notizia aver cassato una norma non chiara che va, pertanto, eliminata dal testo. Questa è un’analisi sintetica, ma crediamo attenta, sul parere del Consiglio di Stato. Emerge ancora una volta la responsabilità dell’Amministrazione che non ha coinvolto le organizzazioni sindacali come avrebbe dovuto. Oggi, però, esiste l’occasione di coinvolgere i sindacati e di gestire la fase transitoria, destinata a durare a lungo, nel migliore dei modi.  Attendiamo ora il pronunciamento delle Commissioni parlamentari, atteso per maggio, salvo rinvii, che sono già al lavoro e alle quali abbiamo consegnato le nostre proposte, disponibili sul nostro sito internet e presso le nostre Segreterie Regionali e Provinciali. La nostra mobilitazione non si è mai interrotta, i nostri canali parlamentari e governativi sono costantemente aperti e nei prossimi giorni ci sarà un nuovo, fondamentale passaggio del nostro percorso di lotta: non chiediamo il riconoscimento di privilegi o benefici particolari ma, esclusivamente, un Riordino equo ed equilibrato che sani le perequazioni in atto nell’interesse del personale della Polizia di Stato e dei cittadini.

Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil

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