Regione Lazio, ecco il piano sociale 2017/19

Regione Lazio, ecco il piano sociale 2017/19
Il piano sociale regionale 2017-2019 “Prendersi cura, un bene comune” è stato presentato nella sede della regione Lazio dal Presidente Nicola Zingaretti, dall’assessore alle politiche sociali, sport e sicurezza Rita Visini, Antonio Vannisanti della Segreteria Assessore Politiche Sociali, Sport e Sicurezza, Lena Rodolfo Presidente VIII commissione politiche sociali e salute e Panella Vincenzo della direzione regionale salute e politiche sociali. “È stato un percorso lungo, durato quasi 12 mesi. Per quasi vent’anni la Regione Lazio è andata avanti senza avere una legge sulle politiche sociali. Il piano sociale è il primo piano regolatore delle politiche sociali di cui la regione Lazio si dota dal 1999”, ha detto Rita Visini durante la presentazione del piano sociale regionale 2017-2019.
Si tratta un piano volto a disegnare la nuova governance delle politiche sociali a livello regionale e locale, con la partecipazione della comunità e del mondo del sociale alle scelte di programmazione e otto obiettivi specifici di servizio del piano come il contrasto della povertà con misure integrative del reddito di inclusione, aumentare la coesione delle comunità, potenziamento dei servizi domiciliari, assicurare servizi di qualità in tutti i territori, accesso facilitato ai servizi sociali e sociosanitari, generare autonomia, servizi adeguati ai bisogni delle persone e la presenza di dati affidabili. Vincenzo Panella ha parlato di 5 componenti del piano “innanzitutto il modo di governarlo, poi il tema dell’integrazione sociosanitaria, il metodo della programmazione, il sistema informativo sociosanitario e i livelli delle prestazioni”. Il Presidente della regione Lazio ha affermato come “in questi anni abbiamo vinto battaglie importanti. Io interpreto questa nuova sfida, l’approvazione del piano, come un nuovo giro di boa. Questa regione per 16 anni non aveva recepito la 328, il fatto che insieme ce l’abbiamo fatta con legge, piano e budget vuol dire che si poteva fare e se non si è fatto in passato è soprattutto per una grande responsabilità delle classi dirigenti che si sono succedute nel corso di questi decenni”.
 
 

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