Pari Napoli-Juve, ne beneficia la Roma, Lazio e Atalanta corsare, l’Inter perde in casa, il Milan rimedia un punto contro l’ultima

Pari Napoli-Juve,  ne beneficia la Roma, Lazio e Atalanta corsare, l’Inter perde in casa, il Milan rimedia un punto contro l’ultima

Il tema della trentesima giornata. Il pari di Napoli-Juve favorisce la Roma che guadagna su entrambi due punti preziosi, avvicinando i bianconeri ora a +6 e distanziando i partenopei a -4: distacchi che a, prima vista, non sembrano incolmabili e potrebbero rimettere in gioco le poltrone delle prime posizioni, lasciando qualche speranza Champions anche alle altre inseguitrici Lazio e Atalanta che comunque galoppano, mentre l’Inter scivola in casa. Per l’Europa League frenata del Milan a Pescara.

Napoli-Juventus. È finita in parità (1-1) quella che era stata qualificata come una tappa durissima per la Juventus nella corsa allo scudetto, tappa  che, seppure con il vantaggio sulla Roma calato di due punti, può essere archiviata con soddisfazione,   consentendo agli uomini di Allegri di ripresentarsi a Napoli, mercoledì prossimo, più che caricati per riaffrontare l’undici di Sarri nel difficile ritorno di semifinale di Coppa Italia dopo il 3-1 dell’andata a Torino. Juve, dunque, missione compiuta ma senza strafare, nonostante il vantaggio iniziale di Khedira avesse fatto ben sperare; si è vista una Juve che, progressivamente, in particolare nella ripresa, si è fatta imbrigliare da un ottimo Napoli che al 60’ riusciva a  pareggiare con Hamsik. Tema del gioco lasciato all’avversario, difesa ordinata, impostazione utilitaristica finalizzata a non perdere e traguardo raggiunto: questa la Juve. Predominio territoriale notevole, belle trame di gioco, pressing costante e veloce hanno costituito da cornice al quadro del Napoli che, però, è riuscito a concretizzare solo una volta; forse perché davanti mancava di un rapinatore come Higuain per acciuffare il bottino pieno, peccato che il Pipita fosse dall’altra parte  più a osservare che a giocare i pochissimi palloni che gli arrivavano molto di rado. Infine una buona notizia: questa partita, classificata da sempre come incandescente, stavolta, non ha lasciato nessuno strascico di polemiche e  recriminazioni, senza il benché minimo incidente né in campo né fuori dallo stadio e tutto è filato liscio, contestazione compresa al “core ingrato” Higuain fischiato e sbeffeggiato ma nei limiti della correttezza. Una nota di merito alle due tifoserie in particolare a quella napoletana.

Dzeko torna… Dzeko.  E la Roma, con una sua doppietta, supera agevolmente l’Empoli e difende la posizione, rosicchiando punti da tutte le parti, blindando il secondo posto dagli attacchi del Napoli e osservando meglio, seppure da lontano, la Juve che le sta davanti.  Ora gli uomini di Spalletti possono affrontare  con maggior fiducia la Lazio stasera per tentare l’impresa difficile ma non impossibile di arrivare in finale di Coppa Italia dopo il 2-0 dell’andata. In casa giallorossa, un’altra interessante notizia è che Dzeko, con questi gol, entra nella storia della Roma quale miglior marcatore in assoluto di tutti i tempi, con la possibilità di ulteriore miglioramento del record, visto che mancano ancora otto partite al termine della stagione.

Tre punti d’oro. Giornata favorevole anche per la Lazio, al decimo risultato utile consecutivo, importante e forse decisivo scatto in avanti degli uomini di Inzaghi  che, con la vittoria esterna in rimonta (2-1) contro il Sassuolo, consolidano il quarto posto, diminuendo il distacco del Napoli ora a +4, in attesa dello scontro diretto con i partenopei all’Olimpico di domenica prossima, dopo l’ostacolo derby di Coppa Italia. Fra i biancazzurri, col terzo posto a portata di mano comincia a sentirsi odor di Champions…

Cinquina Atalanta.   Vendetta tremenda, anche esagerata, quella del ritorno di Gasperini a Genova  con la sua splendida Atalanta dopo la cacciata dello scorso anno per assumere il mediocre Juric: 5-0 e il sogno del manipolo bergamasco di poter entrare in Europa continua. Non c’è stata partita e i tifosi genoani si sono accaniti nella contestazione al presidente Preziosi. Atmosfere agli antipodi nei due spogliatoi, col Genoa colato a picco e l’Atalanta sempre più su.

Inter, che tonfo!  L’Inter cade malamente e sorprendentemente nel posticipo di s. Siro contro la Sampdoria facendosi rimontare nella ripresa il vantaggio iniziale,  gettando al vento tre punti preziosi, e forse indispensabili, per la rincorsa Champions alla quale Pioli aspirava. Questa è una sconfitta che brucia doppiamente perché è contestuale ai risultati favorevoli di tutte le altre concorrenti e inchioda l’Inter al sesto posto alla vigilia del derby pasquale con il Milan che si presenta come un vero spareggio per un posto in Europa League, accantonando aspirazioni maggiori.

Che brutto Diavolo!   Un Milan inguardabile si fa imbrigliare da un bel Pescara, perdendo così l’opportunità di allungare in classifica; i rossoneri, solo negli ultimi 10 minuti hanno cercato di vincere la partita, colpendo pure un palo:  troppo poco con l’aggiunta che Donnarumma, salvatore della patria in tantissime altre partite, stavolta sbaglia pure lui insieme a Paletta concedendo un meritato vantaggio al Pescara, al quale si era pure riusciti a rimediare pareggiando, senza,  però, andare oltre, contro la squadra più perforata del campionato. Delusione per il successo mancato, attenuata lunedì sera dopo la sconfitta dell’Inter, alla quale, comunque si è recuperato un punticino. Meglio che niente…

Le altre.  Fa capolino subito dopo le milanesi la Fiorentina vincitrice sul Bologna e alla terza  vittoria consecutiva; affannosa rimonta di due gol del Torino sull’Udinese in casa, con solita arrabbiatura di Mihajlovic.

Le ultime. L’exploit del Crotone a Verona col Chievo consente di scavalcare il Palermo, battuto alla Favorita dal Cagliari, e di ridurre a cinque punti il vantaggio dell’Empoli, che, da mesi, continua ad inanellare risultati negativi in una caduta libera che  appare irrimediabile, all’opposto del Crotone che, dopo essere tornato a vincere, riprende lecitamente a sperare in una rimonta.          

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