Ora Grillo vuole “disintermediare” la presenza dei lavoratori nelle imprese. Tradotto, eliminare i sindacati. Landini (Fiom Cgil): un arretramento democratico. Un colpo alla contrattazione collettiva

Ora Grillo vuole “disintermediare” la presenza dei lavoratori nelle imprese. Tradotto, eliminare i sindacati. Landini (Fiom Cgil): un arretramento democratico. Un colpo alla contrattazione collettiva

Se i big di Confindustria avessero letto il programma  messo sul blog di Beppe Grillo per quanto riguarda il lavoro, o meglio il ruolo dei sindacati, senza dubbio si sarebbero presentati in massa a Ivrea, nella vecchia Officina Olivetti dove Gianroberto Casaleggio iniziò la sua carriera. È il Corriere della Sera che con un articolo di Lorenzo Salvia, “scopre” il “grillismo” nel campo dei sindacati, della rappresentanza dei lavoratori. Il linguaggio usato lascia supporre che non sia farina del sacco di Grillo ma ci sia lo zampino di qualche “sociologo” che si è avvicinato al movimento. Leggiamo: “Difendere il lavoratore significa anche promuovere forme nuove di democrazia e partecipazione sui luoghi di produzione, tagliando al tempo stesso i vecchi privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato tradizionale”. Poi arriva la stoccata: “La presenza e l’incidenza del lavoratore nella governance della propria impresa va disintermediata”. La parola è difficile ma la traduzione è semplice: significa, per esempio nel settore commerciale il contatto diretto tra il cliente e il produttore. Nel linguaggio della politica significa l’eliminazione dei partiti, o  di tutti quei soggetti che hanno un ruolo di rappresentanza. Nel caso in questione  si tratta di  saltare il ruolo del sindacato, almeno di “limarne” il ruolo. Nell’era del web la parola “disintermediare” va di moda. Per quanto riguarda i sindacati già Renzi Matteo l’aveva usata in passato quando aveva perfino eliminato la sala a Palazzo Chigi in cui si svolgevano gli incontri fra sindacati e governo.  Disintermediazione altro che concertazione.

Già nel 2013 in un comizio Grillo aveva detto “meglio eliminare i sindacati”

Per quanto riguarda Grillo non è una novità. Già nel 2013, nel suo tour elettorale, parlando a Brindisi aveva detto che “per uno stato con le palle i sindacati sono una struttura vecchia come i partiti, meglio eliminarli. Le aziende devono essere di chi lavora”. Di nuovo, rispetto ad allora, solo un fatto: non usa più la parola “palle”, si è adeguato al nuovo stile austero del giovane Casaleggio che scala l’’Himalaya figuratevi se può pensare a cose “umane”, terrene. Immediate le reazioni dei sindacati. In particolare Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, intervistato da Repubblica risponde per le rime all’attacco dei grillini. Parla di diritto dei lavoratori ad organizzarsi collettivamente. “È l’unico strumento per non essere soli – afferma – soli e divisi si è sempre più deboli”. Parla di “arretramento democratico” della proposta che compare sul blog grillino. “Il sindacato – prosegue – esiste se le persone vogliono organizzarsi. Si faccia una legge sulla rappresentanza che consenta ai lavoratori di poter decidere liberamente senza essere sottoposti a ricatti”. Ricorda che “per avere diritto di accesso alla Fiat di Marchionne è dovuta ricorrere alla Corte Costituzionale”.

Il segretario Fiom: Loro fanno votare solo gli iscritti, noi tutti i lavoratori

Poi sbotta: “Ma di cosa parlano, di quali privilegi, incrostazioni? Fanno votare agli iscritti su una piattaforma il programma di governo e la chiamano democrazia. Noi sui problemi che riguardano i lavoratori li facciamo votare tutti, iscritti e non iscritti”. E per quanto riguarda la produttività, spiega il segretario generale della Fiom, “è un valore aggiunto, prodotto nell’ora di lavoro, mettendo nel conto investimenti, tecnologia, intelligenza”. Ma  a questo il grillismo non arriva. Landini conclude sottolineando la pericolosità dell’iniziativa del M5S che “vuol dire rinunciare alla contrattazione collettiva”.

Il Movimento precisa: ci preoccupiamo per la sopravvivenza del sindacato

Arriva la precisazione del Movimento, poche parole firmate dai parlamentari della Commissione lavoro: “Non ci pare d’aver detto che una volta al governo scioglieremo i sindacati d’imperio, tutt’altro. Stiamo parlando di un rinnovamento che, anzi, è ormai fondamentale per la loro stessa sopravvivenza”. Ma guarda guarda, i grillini sono preoccupati della sopravvivenza dei sindacati. Forse a risolvere i loro problemi, i sindacati sono in grado di pensarci da soli, in fondo Cgil, Cisl, Uil contano su più di undici milioni di iscritti. I grillini alle elezioni politiche  sono arrivati a poco più di otto milioni e mezzo.

De Masi, sociologo, Cremaschi, ex  Fiom, collaboratori di M5S ne sapevano niente?

Sarebbe interessante sapere invece se Domenico De Masi, il sociologo che è stato relatore al convegno di Ivrea, proprio sui problemi del lavoro, era al corrente del blog comparso sul sito grillino. Per ora tace. Chi parla invece  è Giorgio Cremaschi, già segretario della Fiom Cgil, che “guarda con interesse ai Cinque Stelle, come tutti gli italiani in questo momento”. Che siano interessati tutti gli italiani ci pare un po’ troppo, comunque lui ha preparato un video per i grillini con il quale propone tre modifiche che riguardano il sindacato che è “essenziale come essenziale è il suo rinnovamento”. Riguardano problemi organizzativi. Chi lo intervista  gli chiede: “Ma la famosa disintermediazione?”. “Mah – risponde – non ne so niente, è una parola sbagliata. Spero non vogliano inseguire Renzi su questo terreno”. Ancora: “Lei non ne parla nel video?”. “No, ma io mi limito a una spiegazione tecnica. Cosa fare lo decideranno gli iscritti al movimento”. Poi con una battuta al vetriolo, stile Cremaschi per chi lo conosce da tanti anni si corregge: “Iscritti al movimento? Anzi lui, Beppe Grillo” . E la chiamano democrazia diretta.

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