Migranti e integrazione, la denuncia del Centro Astalli sugli stop alla protezione internazionale. Numeri impressionanti nella gestione dell’emergenza

Migranti e integrazione, la denuncia del Centro Astalli sugli stop alla protezione internazionale. Numeri impressionanti nella gestione dell’emergenza
Ci sono sempre più ostacoli da superare, in Italia, per chi richiede protezione internazionale: “le procedure amministrative continuano a non essere uniformi e alcune sono cambiate” nel tempo creando difficoltà. Molti anche gli ostacoli che impediscono a richiedenti e titolari di protezione di fruire di diritti garantiti per legge: l’iscrizione anagrafica “è uno dei primi scogli”, a cui segue, ad esempio, la mancata esenzione del ticket sanitario per gli inoccupati. Così si crea “precarietà e marginalità”, mentre serve un impegno “non occasionale” per “maggiori investimenti in integrazione”. “Lavoro e casa sono le richieste più pressanti” dei rifugiati e preoccupa che la probabilità di ottenere protezione nell’ultimo anno si “sia ridotta”. La denuncia è del Centro Astalli, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati, che oggi a Roma ha presentato il Rapporto annuale 2017 sulle condizioni dei rifugiati e dei richiedenti asilo assistiti dai volontari. Ma andiamo per ordine e sfogliamo i punti più significativi del rapporto presentato questo martedì.
 
Sono 181.436 le persone arrivate in Italia nel 2016
 
Nel corso del 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone di cui 25.772 minori non accompagnati. Le richieste di protezione internazionale presentate nel nostro Paese nel corso dell’anno sono state 123.000. Il sistema d’accoglienza nazionale ha registrato un totale di 176.554 presenze nello stesso anno. Nel mondo sono 65 milioni i richiedenti asilo e rifugiati e soltanto nel 2016 sono stati 362.376 gli arrivi registrati in Europa a fronte di 1.015.078 arrivi del 2015. Questi i numeri del rapporto annuale del Centro Astalli.
 
Boldrini: “La Comunità internazionale non riesce a dare risposte”
 
“La realtà ci dice che i rifugiati crescono nel mondo perchè la comunità internazionale non riesce a dare risposte ai conflitti nel mondo – ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini – I dati ci dicono che i migranti non vengono tutti in Europa, ma questo dato non viene considerato: sembra che si voglia dire che vengono tutti da noi, che siamo sotto assedio.
Abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il possibile per salvare vite umane: in mare si salva, non c’è alternativa”.
 
Ecco la fotografia dell’impegno del Centro dei gesuiti
 
Il Centro Astalli, le cui sedi coprono lo 0,5% di posti complessivi che lo Stato mette a disposizione nelle varie forme (Cas, Sprar e centri per minori non accompagnati), nell’anno appena trascorso ha risposto ai bisogni di circa 30mila persone. Di questi trentamila circa la metà sono state assistite nelle sedi territoriali di Catania, Palermo, Napoli, Vicenza, Padova e Trento, l’altra metà a Roma.
Nel dettaglio “le nostre strutture di accoglienza hanno ospitato poco più di 900 persone, di cui 234 a Roma – ha spiegato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – I progetti avviati o conclusi nel 2016 sono stati 13 e ancora una volta abbiamo avuto un’attenzione particolare per le persone più vulnerabili: donne sole, vittime di tortura o violenza, nuclei familiari, persone con problemi di salute o in particolare condizione di marginalità”.
 
Nelle scuole raggiunti oltre 26mila studenti, oltre 600 i volontari coinvolti
 
Con i progetti nelle scuole sono stati raggiunti 26.500 studenti, con un rapporto di quasi uno a uno tra rifugiati e giovani coinvolti nel progetto. I volontari coinvolti nei diversi servizi sono stati 634 mentre i costi sostenuti dal Centro Astalli, pareggiati da corrispondenti entrate, ammontano a 3.100.000 euro nella sola sede di Roma.
 
Un quarto dei finanziamenti arriva dai privati
 
“Anche per il 2016 circa un quarto dei finanziamenti si deve alla generosità di donatori privati, tra cui Cei, fondazione Migrantes, fondazione Bnl e segretariato sociale della Rai”, ha aggiunto padre Ripamonti.
Sempre nell’anno appena trascorso sono stati circa 60mila, 220 al giorno, i pasti distribuiti presso la mensa di via degli Astalli e circa 90 le colazioni offerte quotidianamente.
“Un numero che negli ultimi due anni ha registrato una leggera flessione, in parte attribuibile a una distribuzione più sistematica dei migranti sul territorio nazionale, ma non possiamo fare a meno di chiederci se questo significhi che è davvero calato il numero di persone che hanno bisogno di servizi di bassa soglia o se, piuttosto, ci stiamo dimenticando di qualcuno – ha sottolineato padre Ripamonti – il timore è che questa diminuzione vada letta come una maggiore difficoltà dei servizi di raggiungere chi ne avrebbe bisogno”.
 
Aumentano i ricorsi contro i dinieghi per la protezione internazionale
 
A fronte di ciò è però aumentata la percentuale di donne accompagnate dal servizio legale, passata dal 20% del 2012 al 45% del 2016 e “sono aumentate anche, in linea con il dato nazionale, le persone che hanno necessità di presentare ricorso contro il diniego della protezione internazionale”, ha spiegato Ripamonti.
Rispetto al tema della salute dei migranti “che spesso preoccupa l’opinione pubblica, e si tratta per lo più di paure infondate” ha sottolineato Ripamonti, nel 2016 sono aumentati gli accessi all’ambulatorio di via degli Astalli: sono stati 3200 nel corso dell’anno con una media giornaliera di 20 persone. Tra questi accessi un incremento notevole è stato registrato tra le donne la cui percentuale è passata dall’8% del 2015 al 33% del 2016.
 
Perplessità e preoccupazione per il Decreto Minniti-Orlando in discussione alla Camera
 
Nel corso della presentazione, a cui hanno preso parte tra gli altri Emma Bonino, Riccardo Magi dei Radicali, Patrizio Gonnella dell’associazione Antigone, soddisfazione è stata manifestata per la recente approvazione della legge sui minori non accompagnati mentre “abbiamo espresso preoccupazione per il decreto Minniti-Orlando in questi giorni in.discussione alla Camera – ha spiegato padre Ripamonti – i muri si costruiscono con cemento e filo spinato ma si possono erigere anche con le norme e temiamo che sia quello che sta avvenendo in Italia”.
I migranti nel mondo sono circa 65 milioni “e spesso si dimentica questo numero e si esasperano alcuni e pochi casi. Guerre, calamità naturali e cambiamenti climatici sono il retaggio di quello che noi abbiamo compiuto, come occidente, in quei territori. Non saranno i controlli alle frontiere a fermare queste persone in fuga, queste persone vanno guardate negli occhi e aiutate”, ha concluso Monsignor Nunzio Galantino, segretario Cei.
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