Mattarella a Mosca incita Putin a rivedere le sue posizioni. Ma il presidente russo lo gela, e rivela un complotto ai danni di Assad

Mattarella a Mosca incita Putin a rivedere le sue posizioni. Ma il presidente russo lo gela, e rivela un complotto ai danni di Assad

Incontro apparentemente istituzionale, tra il presidente Mattarella e il presidente russo Putin. Ma sotto covava la cenere del dissenso e delle vicende siriane, ucraine, libiche e coreane. Il presidente Mattarella ha esordito con garbo istituzionale in conferenza stampa, infatti: “Abbiamo passato in rassegna i principali scenari di crisi e bisogna riflettere sulla necessità di modificare i comportamenti per iniziative di dialogo. Per quanto riguarda la Libia, l’Italia è convinta che non serva una soluzione militare e contiamo sull’atteggiamento costruttivo di tutte le parti e di Mosca, vista la necessità di stabilità in quell’area”. Poi naturalmente il Capo dello Stato ha voluto rendere omaggio alle relazioni italo-russe che “testimoniano la frequenza dei contatti politici, la profondità delle relazioni economiche ed energetiche – che ci auguriamo possano divenire sempre più ampie e diversificate, sulla base di interessi convergenti e della complementarietà delle nostre economie. A quest’ultimo proposito registriamo con particolare favore il rinnovo – durante questa visita – dell’accordo per la ricerca nel campo delle scienze fondamentali tra l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare italiano e il Centro Congiunto per la Ricerca Nucleare di Dubna. La cultura lega storicamente russi e italiani, tradizionalmente e particolarmente i giovani. Quello sui giovani – sulla loro mobilità, sulla loro capacità e possibilità di esprimersi, sulla loro creatività – è un investimento di assoluta rilevanza per ogni Paese ed è suscettibile di esercitare effetti positivi. E si basa essenzialmente sulla comune sensibilità culturale, quella sensibilità – e ne sono grato ancora – che ha indotto la Russia a restaurare il monumento de l’Aquila”, ha concluso Mattarella.

Mattarella cambia il protocollo e affronta i temi caldi del rapporto politico e diplomatico con Mosca

Poi però, Mattarella non ha potuto, né voluto astenersi da una serie di considerazioni critiche sullo scenario internazionale. Ha stigmatizzato con durezza “l’uso di armi chimiche” in Siria che “è inaccettabile: auspichiamo che Mosca possa esercitare tutta la sua influenza”. L’Italia comunque è per “il principio dell’accertamento delle responsabilità ed è pronta a fare la sua parte sia nel quadro europeo che in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. Un messaggio preciso all’esecutivo guidato da Gentiloni, giudicato troppo immobile, mentre l’Italia è membro non permanente dell’Onu? Ancora sulla Siria, lo stesso Mattarella propone la soluzione politica e diplomatica: “i drammatici fatti della settimana scorsa dimostrano l’urgente esigenza di trovare soluzioni condivise alla crisi, soluzioni che devono scaturire da un dialogo a molteplici livelli: tra parti siriane oggi contrapposte, tra attori regionali e nell’ambito della comunità internazionale nel suo complesso. Si deve lavorare per una soluzione politica sostenibile, sotto l’egida dell’ONU e nel percorso tracciato dai negoziati di Ginevra”. Anche sull’Ucraina, Mattarella ha voluto ribadire la posizione italiana: “L’Italia è molto preoccupata per la crisi in Ucraina: nessuno trae beneficio da una crisi prolungata. Rinnoviamo la nostra fiducia al ‘formato Normandia’ e speriamo che la Russia usi tutta la sua influenza per raggiungere un cessate il fuoco, e questa è una richiesta che facciamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi”. Insomma, abbandonati gli abiti istituzionali, Mattarella ha voluto conferire alla visita a Mosca un enorme significato politico-diplomatico. E che sia è così, è dimostrato dalle risposte che Putin prima e il premier Medvedev hanno dato al nostro presidente.

Le repliche di Putin, al di là del protocollo: ribadisce tutte le posizioni russe, e anzi sostiene che Assad non è colpevole

Intanto, Putin ha rivelato che la Russia è in possesso di informazioni secondo le quali provocazioni con le armi chimiche come quella avvenuta nella provincia di Idlib potrebbero ripetersi in altre zone della Siria. Ovvero, Assad non è colpevole, ma sarebbe vittima di una trappola. E già questa affermazione allontana Putin dai convincimenti occidentali, poiché continua a sostenere la dittatura siriana. Infatti, ammette che sull’attacco chimico di martedì scorso nella provincia siriana di Idlib la Russia “richiede un’indagine meticolosa” e vuole “rivolgersi alla Corte dell’Aja per chiedere un’indagine”, e poi “in base al risultato di queste inchieste prendere una decisione molto ponderata”. Un modo elegante per stigmatizzare il bombardamento ordinato da Trump contro la base aerea siriana di Homs. E alla domanda di un giornalista sugli Usa, Putin ha replicato che le mosse di Trump sulla Siria “mi ricordano gli avvenimenti del 2003 quando i rappresentanti Usa in consiglio di sicurezza parlavano delle armi chimiche in Iraq. E ci ricordiamo come sono andate le cose poi in Iraq, con il paese distrutto”. L’accostamento tra Saddam Hussein e Bashar Al-Assad, come esempi di errori americani, è stato un gioco da ragazzi per Putin.

Insomma, l’incontro bilaterale tra il presidente Mattarella e il presidente Putin, al di là del protocollo e degli effetti economici, si è rivelato un vero e proprio la dimostrazione dell’impasse drammatica in cui versano i rapporti tra Mosca e l’Occidente, soprattutto dopo l’attacco ordinato da Trump sulla base aerea di Homs. In particolare, la frase con cui ha bollato l’intervento militare americano come un ricordo del 2003 è rimbalzata sulla stampa internazionale con molto fragore, soprattutto perché tra poche è previsto l’attesissimo incontro tra i due ministri degli esteri Usa e Russia, Tillerson e Lavrov. La partita è ancora tutta da giocare, e noi siamo sugli spalti.

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