Martini (Cgil) a RadioArticolo1: Referendum, senza la legge il 28 maggio alle urne. Alla Camera il decreto del governo. Dissensi nella maggioranza. La “settimana della verità”. Confronto con Confindustria sulla contrattazione

Martini (Cgil) a RadioArticolo1: Referendum, senza la legge il 28 maggio alle urne.  Alla Camera il decreto del governo. Dissensi nella maggioranza. La “settimana della verità”. Confronto con Confindustria sulla contrattazione

Arriva in Aula alla Camera il decreto sull’abrogazione dei voucher e  la responsabilità solidale in materia di appalti. La discussione sulle linee generali prenderà avvio mercoledì a conclusione della seduta. A partire da giovedì, con priorità rispetto agli altri argomenti in calendario, discussione e votazione del decreto che scade il 16 maggio da inviare al Senato. I tempi sono strettissimi, il referendum è previsto per il 28 maggio. L’ultima parola spetta alla Cassazione che dovrà stabilire se la legge corrisponde a quanto previsto dai quesiti posti dalla Cgil per quanto riguarda l’abolizione dei voucher e la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti. La Confederazione di Corso d’Italia per bocca del segretario generale, Susanna Camusso, nel corso di una delle tante manifestazioni che sono state tenute in tutto il paese, ha annunciato l’organizzazione di un presidio davanti a Montecitorio. “Non ci fidiamo – ha detto – la mobilitazione continua, la nostra presenza in piazza è un segnale preciso”.  Di “settimana della verità” ha parlato in una intervista a RadioArticolo1 Franco Martini, segretario confederale. Giovedì la votazione alla Camera, se non ci saranno intoppi, imprevisti.

Circolano infatti “voci” su problemi insorti nella maggioranza di governo con gli “alfaniani” che non intenderebbero votare a scatola chiusa. Vogliono conoscere  come il governo, il Pd, intende introdurre nuove norme e quali che sostituiscono i  voucher. Sempre le “voci” diffondono notizie allarmanti. Si parla sì di lavori occasionali ma riguarderebbero anche le piccole imprese e anche le più grandi in particolari settori. La “vigilanza” in piazza della Cgil è più che giustificata. Martini sottolinea che “il decreto del governo rappresenta un risultato importantissimo, ma serve un testo di legge. Per questo la mobilitazione della Cgil continua”. E ricorda che in “settimana dovrebbe riprendere il confronto fra sindacati e Confindustria sulla contrattazione e le relazioni sindacali”. “Due momenti – dice – che riportano in primo piano la questione lavoro, il primo problema del nostro Paese”. “La campagna del sindacato non si ferma per due ragioni – dice Martini – la prima è che senza una legge il 28 maggio si voterà comunque. E poi perché l’appuntamento referendario è anche uno strumento a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la Carta dei diritti, il nostro progetto in positivo per ricostruire un diritto del lavoro che in tutti questi anni è stato massacrato”.

La Carta dei diritti universali, rimette il lavoro al centro della discussione

“La Carta dei diritti universali è una proposta in 97 articoli che rimette al centro della discussione pubblica il lavoro e i diritti dei lavoratori – prosegue Martini – anche a fronte della debolezza della politica. Quella politica che negli ultimi anni ha messo al centro della sua azione l’attacco al lavoro e ai diritti. Il merito di questo cambio di paradigma è sicuramente della Cgil, perché la sua iniziativa si è offerta come contenitore di un grande disagio, di protesta, di insofferenza per le scelte fatte da questi ultimi governi”.

Per quanto riguarda il confronto sulla contrattazione e le relazioni industriali la discussione sulla proposta unitaria di Cgil, Cisl, Uil ha già prodotto alcune intese con le organizzazioni imprenditoriali. “Il punto più critico al momento è il confronto con Confindustria. Ma evidentemente su questo tema pesano anche elementi di incertezza che riguardano le dinamiche interne a viale dell’Astronomia”. “È del tutto evidente – conclude Martini – la difficoltà della maggiore associazione di rappresentanza delle imprese italiane a rendere un po’ più concreto il confronto. Naturalmente tutto ciò incide nel quadro complessivo, perché Confindustria rappresenta, o perlomeno dovrebbe rappresentare, le imprese strategiche del nostro sistema produttivo. Ma in generale registriamo una tendenza di natura difensiva da parte un po’ di tutti i sistemi di impresa. E questa è l’ennesima conferma che non ci sono all’orizzonte politiche di sviluppo sostenute dalle istituzioni. Questo inevitabilmente produce un ripiegamento generale un po’ di tutti i settori del mondo del lavoro”.

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