Mafia Capitale, l’accusa chiede oltre 500 anni di carcere. Per l’ex Nar Carminati, 28 anni e per Salvatore Buzzi 26 anni e tre mesi

Mafia Capitale, l’accusa chiede oltre 500 anni di carcere. Per l’ex Nar Carminati, 28 anni e per Salvatore Buzzi 26 anni e tre mesi
Ventotto anni di reclusione per Massimo Carminati e ventisei anni e tre mesi per Salvatore Buzzi. Sono queste le richieste di condanna avanzate dalla Procura di Roma nell’ambito del processo Mafia capitale. Gli stessi pubblici ministeri hanno sollecitato ai giudici della decima sezione penale la condanna anche degli altri 44 imputati finiti a processo. Tra questi amministratori di partecipate, politici, funzionari di uffici pubblici e semplici portaborse.
 
La Procura di Roma vuole Carminati delinquente abituale e lui in videoconferenza esulta
 
La Procura di Roma ha chiesto che Massimo Carminati venga dichiarato “delinquente abituale” e che, una volta espiata l’eventuale pena, l’imputato vada per due anni in una colonia agricola o in una casa di lavoro. Allo stesso Carminati, se saranno accolte le richieste della Procura, saranno confiscate le opere d’arte che gli sono già state sequestrate. Alla richiesta della Procura, in collegamento video dal carcere, Carminati ha esultato alzando le braccia al cielo.
 
Oltre 500 anni di carcere sono le pene complessive richieste dall’accusa
 
Oltre cinquecento anni di carcere per i 46 imputati del processo Mafia Capitale. E’ l’ammontare complessivo delle richieste di condanna avanzate dalla procura di Roma nei confronti degli imputati. Le attenuanti generiche sono state chieste solamente per Luca Odevaine, che ha collaborato con la magistratura. Per tutti gli altri non sussistono per la spregiudicatezza criminale dimostrata. Secondo l’accusa, che ha fatto la sua requisitoria nell’aula bunker di Rebibbia, il processo riguarda “fatti gravi” ed “è stata riscontrata una spiccata capacità di delinquere” negli imputati. Ancora, i pm hanno chiesto una condanna a 19 anni e 6 mesi per Luca Gramazio, a 21 anni per Franco Panzironi e a 22 anni per Fabrizio Franco Testa. Secondo i pubblici ministeri da parte degli imputati “sono state osservate plurime azioni criminose”. I pm sono Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, mentre il procuratore aggiunto è Paolo Ielo. Il Pm ha chiesto di dichiarare Carminati, come detto, “delinquente abituale”.
 
Fondamentali nel sodalizio criminale i rapporti tra l’ex Nar ed il ras delle cooperative
 
Negli anni, secondo la procura, il gruppo capitanato dall’ex Nar Massimo Carminati, che in origine aveva stretti legami con la banda della Magliana, sarebbe cresciuto diventando più potente e ampliando il proprio raggio d’azione da gruppo criminale dedito all’estorsione, a organizzazione che si occupa del controllo di attività economiche, appalti e commesse pubbliche. A quel punto sarebbero scattati i legami con Salvatore Buzzi e, attraverso le coop dell’imprenditore, con la pubblica amministrazione romana: l’associazione sarebbe ulteriormente cresciuta, sostiene l’accusa, “arrivando a condizionare politica e amministrazioni, senza però mai abbandonare la strada originaria, della violenza, dell’estorsione e dell’usura, perché da quella, sostengono i pm, trae forza la ‘nuova mafia’, proprio come quelle ‘tradizionali’. A Roma la cosa pubblica è stata gestita come ‘fette di una caciotta da spartire’, senza alcuna preoccupazione per il bene comune”, sostiene il procuratore aggiunto Paolo Ielo, aggiungendo che “in nome dell’emergenza, in questa storia si è passati troppe volte sopra alle regole”.
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