Londra. La premier chiede di andare al voto anticipato l’8 giugno. Corbyn e laburisti d’accordo. L’ultimo sondaggio prevede Tories in testa al 44%

Londra. La premier chiede di andare al voto anticipato l’8 giugno. Corbyn e laburisti d’accordo. L’ultimo sondaggio prevede Tories in testa al 44%

La premier britannica Theresa May ha annunciato che chiederà di tenere elezioni anticipate il prossimo 8 giugno. May ha spiegato che la Gran Bretagna ha bisogno di certezze, stabilità e forte leadership dopo il referendum sull’uscita dall’Unione europea. E per giustificare la sua decisione di chiedere elezioni anticipate, la premier britannica ha aggiunto: “Il Paese sta procedendo unito, ma Westminster non lo è”. E se fino a qualche tempo fa, Theresa May non prevedeva elezioni prima del 2020, ora ha concluso che “l’unico modo per garantire certezza e sicurezza per i prossimi anni è quello di tenere queste elezioni”. May ha quindi accusato gli altri partiti politici britannici “di non fare sul serio”, aggiungendo che questo mette a rischio la capacità del Regno unito di avere “una Brexit di successo” e causa “un’incertezza dannosa e un’instabilità per il paese”. Per rafforzare il suo ragionamento, riporta la Bbc, Theresa May ha ricordato che il Partito laburista ha minacciato di votare contro l’accordo finale di Brexit, mentre i liberaldemocratici hanno dichiarato di voler mantenere “l’attività di governo a un punto morto”. D’altra parte, il Partito nazionale scozzese (Snp) ha chiarito che avrebbe votato contro i negoziati e membri “non eletti” della Camera dei Lord – ha ricordato la premier britannica – hanno promesso di “combatterci in ogni passo del cammino”. “Se procediamo a un’elezione generale ora, il loro gioco politico continuerà e le trattative con l’Unione europea raggiungeranno la loro fase più difficile durante la corsa alle prossime elezioni generali”, ha inistito May, che ha lanciato un guanto di sfida agli avversari: “Questo è il momento per voi di mostrare che fate sul serio, di dimostrare che non vi state opponendo al governo solo per il gusto di farlo, di mostrare che non trattate la politica come un gioco”. “Domani votiamo per le elezioni, portiamo avanti i nostri piani per la Brexit e i nostri programmi alternativi per il governo e poi lasciamo che sia il popolo a decidere”, ha concluso.

Per ottenere lo scioglimento anticipato della Camera dei Comuni e votare l’8 giugno, è necessario il voto dei due terzi dei suoi componenti, 434 deputati, entro la prima settimana di maggio. Il portavoce della premier May ha confermato la telefonata alla regina Elisabetta II per avvertirla della decisione prima di darne notizia. Alla domanda sulle ragioni di questo voltafaccia della May sul voto anticipato, il portavoce ha spiegato di non poter aggiungere null’altro a quanto già affermato dalla stessa May quando ha sostenuto di aver “deciso, sia pure repentinamente e con riluttanza” di andare al voto anticipato per garantire stabilità politica al Paese.

Jeremy Corbyn, leader laburista: “Accolgo con favore la decisione di votare”

Jeremy Corbyn ha accolto con favore l’annuncio della premier britannica Theresa May di convocare elezioni anticipate per il prossimo 8 giugno. “Accolgo con favore la decisione del primo ministro di dare al popolo britannico la possibilità di votare per un governo che metterà avanti gli interessi della maggioranza – ha detto il leader laburista – Il Labour offrirà al Paese un’alternativa efficace ad un governo che ha fallito nella ricostruzione dell’economia e che non ha mantenuto le promesse sugli standard di vita e sui dannosi tagli alle scuole ed al servizio sanitario nazionale”. Corbyn ha quindi rivendicato che nelle ultime due settimane il Labour ha presentato delle politiche che “offrono una scelta chiara e credibile per il Paese”.

Nicola Sturgeon, leader scozzese contro la premier May

“Lottiamo per la Scozia”. Cosi’ la leader scozzese Nicola Sturgeon commentando su Twitter l’annuncio di elezioni anticipate fatto dalla premier britannica Theresa May. Per la ‘first minister’, May vuole portare la Gran Bretagna a destra. Non solo, i conservatori intendono anche “forzare il Paese attraverso una hard Brexit e imporre tagli maggiori”.

Per ora, conservatori in netto vantaggio nei sondaggi

I conservatori hanno un vantaggio di 18 punti sul Labour nell’ultimo sondaggio pubblicato da Icm per il sito del Guardian. I Tories sono quindi il primo partito del Regno Unito, con il 44% dei consensi, seguiti dai laburisti al 26%, l’Ukip all’11% e i libdem al 10%. In una rilevazione pubblicata domenica dall’Observer il margine dei Tories era dato però in calo a 9 punti. Il sondaggio dell’Observer fornisce questi risultati: CON 38 (-3); LAB 29 (+1); LD 7 (-1); UKIP 14 (+1); GRN 5 (+2). Tuttavia, va ricordato che il sistema elettorale britannico è a turno unico con collegi uninominali, dove vince il candidato che arriva primo, e che dunque le percentuali nazionali segnano solo una tendenza. Occorre attendere i sondaggi calibrati sulle cosiddette Constituencies, cioè sui collegi uninominali, molto più vicini al cosiddetto “Sistema elettorale Westminster”.

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