La “manovrina” diventa un decretone. C’è di tutto, di più. Perfino una norma che richiama lo stadio della Roma. Renzi gongola e apre sulla legge elettorale purché si vada subito alle urne. Le anticipazioni dell’Ansa, agenzia ufficiale del governo?

La “manovrina” diventa un decretone. C’è di tutto, di più. Perfino una norma che richiama lo stadio della Roma. Renzi gongola e apre sulla legge elettorale purché si vada subito alle urne. Le anticipazioni dell’Ansa, agenzia ufficiale del governo?

La “manovrina” è pronta.  Il governo non si è fatto mancare niente, come ai vecchi tempi, prima quelli della  Dc, poi quelli di Berlusconi. Ora si capisce perché il ministro Padoan nel chiedere scusa per il ritardo nel presentare l’aggiustamento dei conti pubblici che attendono a Bruxelles che ci costa 3,4 miliardi, lo 0,2% del Pil, abbia parlato di un  documento “corposo”. C’è di tutto e di più. L’Ansa ci parla di una settantina di articoli, forse più. Si passa dal grande torneo mondiale  di golf , secondo solo ai mondiali di calcio assicurano gli organizzatori, che porterà a Roma il fior fiore dei ricconi alla costruzione degli stadi, leggi stadio della Roma che interessa molto ai costruttori romani. In fondo era quello che voleva Renzi Matteo. Non usare mai la parola tasse  aveva intimato al ministro, guai a parlare di progressività fiscale per non turbare i sogni dei paperoni. Spizzicare qua e là, qualche simil bonus, qualche premio di produttività, un colpo al cerchio e uno alla botte per venire incontro agli imprenditori. Ma come si trovano quei tre miliardi e poco più che ci chiede Bruxelles? Semplice, raschiando un po’ da una parte un po’ dall’altra, una multa per chi viaggia sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto, il solito aumento del prezzo dei tabacchi, le vincite ai giochi, qualche nuovo gioco e cose simili. Renzi è talmente contento che vede avvicinarsi il suo desiderio di andare alle urne il più presto possibile. Dai suoi collaboratori arrivano notizie fresche, di giornata, sulle “aperture” dell’ex premier in merito alla legge elettorale. Avrebbe abbandonato il “Mattarellum” e anche i capilista bloccati. Piccoli collegi e via il blocco dei nominati dai segretari dei partiti. Irrinunciabile il premio di lista. Non ci vuole molto a fare due più due. Una volta assicurato che la “manovrina” sarà indolore subito al voto, al dopo ci si penserà. Certo il dopo non sarà indolore. In autunno c’è il bilancio e non sarà un libro dei sogni come il Def, Documento di economia e finanza, ben 900 e più pagine che i ministri non hanno neppure letto. Ma quando Lui, con la L maiuscola, tornerà a Palazzo Chigi, penserà a mettere le cose a posto, quei burocrati di Bruxelles abbasseranno le penne.

I contenuti della “manovrina” illustrati dall’agenzia di stampa

Detto tutto questo, veniamo ai contenuti della  “manovrina” stile decretone. Ufficialmente non si conoscono. Pare che al Tesoro abbiano bisogno ancora di qualche giorno per dare la sistemazione definitiva. Ma l’Ansa, trasformata in agenzia ufficiale di Palazzo Chigi o del ministero di Padoan, bruciando tutti i retroscenisti di professione che albergano nelle grandi testate, i segugi scriba che hanno  i loro rapporti con gli uffici ministeriali, ha avuto la possibilità di leggere il “brogliaccio” della manovrina-decretone. Ne ha diffuso ampi stralci. A noi non resta che prenderne atto e confidare sulla serietà della fonte, facendo però rilevare la “originalità” della diffusione di materiale così importante affidata ad una sola fonte della informazione. Riportiamo  i lanci come l’Ansa li ha titolati e messi in rete.

“Sconto” per spinta a compartecipazione lavoratori. Contributi ridotti e premi produttività

Arriva una spinta alla compartecipazione dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Nella Manovra correttiva – secondo la bozza che l’ANSA ha potuto visionare – arriva una rimodulazione dello sconto contributivo sui premi di produttività per le aziende e per i lavoratori che adottano questo tipo di organizzazione. In particolare: viene ridotta di 20 punti percentuali l’aliquota a carico del datore di lavoro per i contributi di invalidità, vecchiaia e superstiti (ma su una quota non superiore a 800 euro); nulla è invece dovuto per la corrispondente quota del lavoratore; analoga riduzione è applicata sui contributi ai fini pensionistici. L’Ansa non dice, non era suo compito, che questa norma interessa molto le aziende, molto meno i lavoratori, in numero ridotto, che riguarda in particolare solo grandi aziende, dove è possibile la contrattazione di secondo livello. Certamente non nelle piccole e medie imprese che danno lavoro a milioni di persone.

Anas con Fs, +20% investimenti in 2 anni. Mef trasferirà azioni Anas a Fs con aumento capitale

Nozze in vista per Anas e Fs, con l’impegno ad aumentare gli investimenti del 10% nel 2017 e di altrettanto nel 2018. È quanto prevede un articolo della bozza della Manovra che autorizza il ministero dell’Economia, nel rispetto delle normative europee, a trasferire le azioni di Anas alle Ferrovie dello Stato, attraverso un aumento di capitale. L’obiettivo – scrive Ansa – è il rilancio degli investimenti del settore attraverso una gestione integrata delle reti ferroviarie e stradali di interessa nazionale. Non si capisce perché per aumentare gli investimenti il ministero debba trasferire azioni Anas a Fs. Forse nasce un nuovo carrozzone di quelli che piacciono tanto all’ex premier?

Per i comuni arrivano assunzioni con lo sponsor

I Comuni sono autorizzati a fare assunzioni, a tempo determinato di tipo stagionale, se a pagare il costo sarà “interamente” uno sponsor o un accordo di collaborazione con un soggetto privato. È una delle novità previste dalla bozza della Manovra in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La norma, in deroga al blocco delle assunzioni, prevede che le assunzioni siano finalizzate solo a servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. Le procedure per assumere dovranno essere ”di natura concorsuale ad evidenza pubblica”. Che si tratti di un modo per reintrodurre i voucher? La formula sembra proprio quella. Misteriose le procedure. Quel “di natura concorsuale ad evidenza pubblica” è un capolavoro di lingua italiana. Da scoprire cosa c’è sotto questo linguaggio ermetico.

Stop Imu-Tasi su piattaforme offshore per le trivelle che ricadono nel mare

Niente Imu-Tasi e nemmeno Ici sulle piattaforme offshore, le cosiddette trivelle, che ricadono nel cosiddetto ”mare territoriale”. È quanto prevede una delle norme contenute in una delle ultime bozze della Manovra correttiva. La norma, di fatto interpretiva, prevede che ”non rientrano nel presupposto impositivo dell’imposta comunale sugli immobili (Ici), dell’imposta municipale propria (Imu) e del tributo per i servizi indivisibili (Tasi), le costruzioni ubicate nel mare territoriale, in quanto non costituiscono fabbricati iscritti o iscrivibili nel catasto fabbricati”. La norma non ha bisogno di commenti. Siamo al ridicolo. C’è da vergognarsi se inviamo a Bruxelles una norma di questo genere. Certo che le costruzioni nel mare non sono fabbricati. Non ci voleva il ministro Padoan a dirlo, ma qualcosa dovrebbero pagare. Oppure no?

Manovra: norma pro-Alitalia, aumento 300 mln Invitalia

“Al fine di favorire le attività di investimento nel settore dei trasporti, funzionali al consolidamento e sviluppo dei relativi servizi, anche tramite la attrazione di investimenti esteri, il Ministero dell’Economia e delle Finanze  è autorizzato a deliberare e sottoscrivere, anche in più soluzioni, un aumento del capitale sociale di Invitalia, nella misura massima di 300 milioni di euro nell’anno 2017”. Lo si legge nell’ultima bozza della manovrina. L’aumento dovrebbe consentire alla controllata del Tesoro di fornire garanzia pubblica ad Alitalia. Si tratta di una norma richiesta da chi dovrebbe investire nella compagnia aerea. I quali non si fidano e esigono garanzie dallo Stato, invece di mettere a punto un vero piano di rilancio. La notizia viene diffusa proprio mentre i lavoratori sono chiamati al voto per il referendum sulla  ipotesi di intesa che riguarda i licenziamenti e la riduzione di salari e stipendi.

Da  1 giugno cedolare affitti brevi e Airbnb. Aliquota al 21%, la trattengono agenzie e portali online

Scatteranno dal primo giugno le nuove regole sulla cedolare sugli ‘affitti brevi’ che riguarderà sia le case vacanze, sia gli immobili affittati tramite portali come Booking e AirBnb. La norma conferma l’aliquota al 21% (opzionale) ma stabilisce che i soggetti che esercitano l’attività di intermediazione, agenzie immobiliari o portali online, agiscano da sostituti d’imposta trattenendo le tasse da pagare. In caso di irregolarità nella comunicazione dei contratti è prevista una multa fino a 2.000 euro. Un favore fatto alle agenzie immobiliari? Sembrerebbe di sì. Sarà interessante leggere il dispositivo.

Da riordino tabacchi 83 mln 2017, 125 da 2018

Il riordino delle accise sui tabacchi farà incassare allo Stato 83 milioni nel 2017 e 125 milioni a regime dal 2018. È il contributo del settore alla correzione dei conti della manovrina di aprile, secondo quanto si legge nell’ultima bozza che l’Ansa ha visionato. I tempi del riordino sono fissati in 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Siamo in piena regola. Quando non si sa dove prendere i soldi, là dove sono, si ricorre all’aumento delle tasse su tabacchi e su alcolici, questa volta forse sono salvi. Si dice che fanno male alla salute e con questo  si fanno tornare anche i conti della sanità.

C’è norma per stadi,guarda a Roma.Costruzioni non sportive ed uso area commerciale

Spunta anche una norma per la costruzione di grandi impianti sportivi nella manovrina per la correzione dei conti attesa per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’Articolo sembra costruito ad hoc per lo ”Stadio della Roma” pur non facendo alcun riferimento alla struttura: regolamenta le demolizioni e le cessioni di superficie, disciplina la realizzazione di immobili non sportivi, concede il diritto allo sfruttamento commerciale dell’area limitrofa in occasione di grandi eventi. L’articolo contenuto nella bozza stabilisce che lo studio di fattibilità per la costruzione di impianti sportivi viene presentato da una società o associazione sportiva – che deve rispettare specifici criteri anche associandosi con altri soggetti o consorzi – e può ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazione d’uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell’impianto. Sono possibili demolizioni e anche ricostruzioni con diverse volumetria e sagoma. Se le aree utilizzate sono pubbliche è possibile prevedere anche la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie per un massimo di 90 anni e di usufrutto per trenta. Viene stabilito che la conferenza di servizi decide in “modalità sincrona” e anche in modo unificato con quella che esprime la valutazione di impatto ambientale e il verbale conclusivo può costituire adozione di variante al piano regolatore comunale: in questo caso il verbale è trasmesso al sindaco che lo sottopone all’approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile. Per impianti omologati per una capienza superiore a 20.000 posti si può prevedere che, entro 300 metri dal perimetro dell’area riservata, da cinque ore prima dell’inizio delle gare a tre ore dopo la conclusione, l’occupazione di suolo pubblico per attività commerciale sia consentita solo alla società sportiva o all’associazione che utilizza lo stadio, oppure da terzi da loro autorizzati. In questo caso – informa l’Ansa – le autorizzazioni già date rimangono sospese per una giornata e devono essere previsti indennizzi a carico della società sportiva utilizzatrice dell’impianto.

Non c’è bisogno di molte parole. Sembra un promemoria dettato da chi è impegnato nella costruzione dello stadio della  Roma. I richiami alla conferenza dei servizi, alle aree pubbliche, sono un segnale inequivocabile. Geniale la trovata della “modalità sincrona” con cui viene redatto il verbale conclusivo che “ può costituire variante al piano regolatore”. Sembra un invito, qualcosa di più, al Campidoglio a venire incontro alle esigenze di chi vuole costruire a Tor di Valle non uno stadio ma un grande centro commerciale.

Ci fermiamo qui. Ce n’è abbastanza. Renzi sarà soddisfatto per la manovrina. Gentiloni un po’ meno perché avverte sempre più puzza di bruciato.

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