Il caso vaccino contro il papilloma virus sollevato da Report. Facciamo parlare la scienza, per favore

Il caso vaccino contro il papilloma virus sollevato da Report. Facciamo parlare la scienza, per favore

Possibile che in Italia anche i dibattiti più delicati e importanti che riguardano la vita e la salute delle persone, la prevenzione di malattie crudeli come il tumore ovunque si manifesti nel corpo, la decisione di morire con dignità assumano sempre la veste di una battaglia tra Guelfi e Ghibellini? Davvero, non se ne può più di confondere i piani della discussione scientifica con quella politica, o peggio ideologica. E non se ne può più di celebrare processi sommari, ora contro i medici, ora contro i giornalisti, senza neppure sapere di cosa davvero si stia parlando. Il dibattito, anzi il polverone, che si è sollevato grazie al servizio mandato in onda dalla trasmissione Report sul caso dei vaccini Hpv, contro il papilloma virus, è un caso di scuola. Diciamo la verità, anche Report, che ha una redazione composta da fior di giornalisti, può prendere un abbaglio, sbagliare un servizio, porre le domande giuste, ma a persone sbagliate. Il servizio è stato considerato inoltre, da chi avrebbe voluto la chiusura del programma ideato da Milena Gabanelli già da anni, come la classica buccia di banana sulla quale si poteva cascare. Così, il tema scientifico dei vaccini si è trasformato nel processo a Report.

La bufera sul servizio sui vaccini Hpv diventa così un vero e proprio caso politico oltre che scientifico, ma il programma informativo di Rai Tre comunque non sarà cancellato, come ha confermato la presidente della Rai, Monica Maggioni. La comunità scientifica, dopo il duro attacco di Report che metteva nel mirino la mancata informazione su presunti danni collaterali del vaccino, cerca di ristabilire la propria verità: il medico Roberto Burioni ha avuto un botta e risposta su Facebook con l’autrice del servizio, che sosteneva di aver cercato di contattarlo proprio sul social network, e ha precisato a Radio Deejay: “Mi è arrivato un messaggino su facebook il 2 gennaio, ovviamente non l’ho letto, altrimenti avrei accettato l’invito per parlare del vaccino. E’ necessario ascoltare la voce della scienza, non la mia ma quella di tutti i clinici. Non credo che la comunità scientifica stia chiedendo la chiusura di Report, ma devo sottolineare che il programma ha trasmesso un messaggio errato, è stato detto che il vaccino non funziona, che crea problematiche. Questo è un vaccino contro il cancro, ci rendiamo conto della sua importanza?”. Eccola la domanda giusta, posta dallo scienziato all’intero sistema dell’informazione, che implica questa volta l’etica della responsabilità. La ricerca dello scoop ad ogni costo può far perdere di vista il senso di uno mestieri più belli al mondo, quello di informare con correttezza. La comunità scientifica è preoccupata dal messaggio lanciato da Report, che purtroppo potrebbe essere interpretato malissimo dai pazienti e dai giovani, i quali potrebbero rinunciare alla prevenzione garantita dal vaccino. Ecco di seguito alcuni interventi di noti esponenti del mondo scientifico che spiegano valore clinico e diffusione del vaccino contro il papilloma virus.

Walter Ricciardi (Iss): “consigliamo il vaccino perché assolutamente sicuro. Ha già salvato migliaia di vite”

“Ho visto la puntata di Report sul vaccino contro il Papilloma virus: mi ha dato fastidio il fatto che non sia stata enfatizzata la gravità del cancro, soprattutto della cervice uterina, e la sua diffusione mondiale: sono infatti migliaia le donne che muoiono nel mondo di questa malattia terribile. Mi ha dato fastidio anche il fatto di aver messo in dubbio che è una malattia grave. E, infine, il fatto di non aver verificato l’attendibilità delle fonti: nella puntata di scienziati veri, accreditati, ce ne era soltanto uno: il professor Garattini, il quale non ha parlato nel merito della vaccinazione Hpv, di cui è un fortissimo sostenitore”, ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi, a margine della prima giornata delle celebrazioni degli 83 anni dell’Iss. “Il vaccino Hpv – ha aggiunto Ricciardi – è il primo vaccino prodotto per combattere il cancro della cervice uterina, ma anche quello della vulva, del pene, dell’ano, della bocca e della gola. Noi lo consigliamo perché è un vaccino assolutamente sicuro: è stato distribuito in milioni e milioni di dosi in tutto il mondo. Ha già salvato migliaia di vite. Non dimentichiamo che in Italia muoiono ogni anno tra 1.000 e 1.500 donne per un cancro alla cervice uterina, che è assolutamente prevenibile con questo vaccino”.

Elsa Viora, presidente dei ginecologi: “siamo stupiti che nessuno ci abbia contattati”

“Tutte le evidenze scientifiche – dichiara la dottoressa Elsa Viora, Presidente AOGOI – mostrano che il vaccino anti-HPV è caratterizzato da un eccellente profilo di sicurezza e di efficacia, ed è in grado di far diminuire significativamente il numero di infezione da papilloma virus, e quindi le conseguenti lesioni precancerose. Senza entrare nel merito della polemica sul taglio giornalistico del servizio mandato in onda da Report – prosegue Viora – mi limito a rilevare che i responsabili e gli aderenti alle nostre Associazioni sono francamente meravigliati del fatto che nessuna delle nostre società scientifiche, che pure rappresentano la quasi totalità dei ginecologi e degli ostetrici italiani, sia stata contattata dalla redazione per un parere autorevole, e scientificamente supportato, riguardo all’efficacia e alla sicurezza della vaccinazione anti-HPV”.

Alberto Ugazio (Ospedale Bambin Gesù) e Luciano Mariani (Istituto nazionale tumori): “Vaccino tra i più utili e sicuri creati negli ultimi anni” 

Il professor Alberto Ugazio, responsabile Isba Istituto per la Salute del bambino Ospedale Bambino Gesù di Roma, e il professor Luciano Mariani, responsabile della Ginecologia Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, sono intervenuti ai microfoni del programma Genetica Oggi condotto da Andrea Lupoli a Radio Cusano Campus: “Il vaccino conto l’HPV – ha detto Ugazio – è uno dei più utili creati negli ultimi anni, ed elimina praticamente il rischio di carcinoma del collo dell’utero. Tutte queste notizie, del tutto false, che vengono propagandate lasciano veramente perplessi perché sono appunto false e poi perché in fondo arrivano da reti televisive importanti. Non si sa bene se essere più stupiti o più sospettosi. Io sono sospettoso perché penso che i giornalisti siano delle persone colte che sono in grado di informarsi in maniera compiuta e quindi mi sembra strano che dei giornalisti siano semplicemente vittima di dicerie e di fake-news. Magari c’è la volontà di compiacere qualche politico”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mariani, Responsabile della Ginecologia Istituto Nazionale Tumori Regina Elena: “Dopo la trasmissione di Report c’è bisogno di mettere ordine nella comunicazione di questo vaccino perché si rischia qualcosa di brutto. Questa trasmissione ha instillato il tarlo del dubbio, del sospetto, la cosa peggiore che si possa fare. Questo è avvenuto sull’onda di eventi che sono aneddotici e che nessuno vuole ignorare ma bisogna ricondurli alla loro reale condizione numerica, episodica. E’ del tutto marginale rispetto ad 80 milioni di individui vaccinati che equivalgono a oltre 200 milioni di sodi somministrate”. Potremmo andare oltre a segnalare altre decine di testimonianze provenienti dal mondo scientifico. Che lezione trarre? Sui vaccini non si può scherzare, non si può essere superficiali, e la ricerca dello scoop può essere un enorme boomerang per i giornalisti e un gravissimo problema per i medici, oltre che per i pazienti.

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