Gabriele Del Grande è libero. L’annuncio via twitter del ministro Alfano

Gabriele Del Grande è libero. L’annuncio via twitter del ministro Alfano

“Gabriele Del Grande è libero”. Lo annuncia su Twitter il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. “Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia – spiega Alfano – Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”. “Questa notte il collega ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio. #iostocongabriele”, continua Alfano su Twitter.

“Stiamo andando a prenderlo. E’ un gran giorno”, ha detto Massimo Del Grande, padre del giornalista Gabriele, liberato oggi dalla Turchia dov’era stato fermato il 9 aprile. Ai microfoni di RaiNews 24 Massimo Del Grande ha aggiunto: “Mi ha chiamato il ministro Alfano. Ci hanno detto che sta bene”.  “Siamo felicissimi. Lo aspettiamo. La notizia è stata improvvisa e ci rende felicissimi. Non vediamo l’ora di riabbracciarlo”. Così, questa mattina, al telefono, Alessandra Ballerini, legale della famiglia di Gabriele Del Grande, commenta emozionata la notizia della liberazione del blogger e documentarista lucchese, dopo 15 giorni in stato di fermo in Turchia, in un centro di detenzione amministrativa a Mugla. “Dovrebbe essere già in viaggio – aggiunge l’avvocato Ballerini – e dopo che sarà arrivato faremo tutte le valutazioni”.

“Finalmente Del Grande è libero! Alfano ringrazia il ministro degli Esteri della Turchia. Nessun ringraziamento dopo un arresto illegale. #iostocongabriele”, questa la prima reazione del segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.

Gabriele Del Grande, trentacinquenne documentarista, giornalista e blogger (oggi i profili professionali non sono facilmente riconducibili agli stereotipi tradizionali) era stato arrestato dalla polizia turca il 9 aprile scorso, al confine tra Turchia e Siria, mentre si stava occupando di profughi siriani.

Arrestato perché? In due settimane di detenzione non lo si era proprio capito. La Turchia di Erdogan, che ha il dente avvelenato con l’Europa e che non sopporta le accuse di illiberalità e di autocrazia – ovviamente moltiplicatesi dopo il recente referendum, svoltosi in un clima torbido e liberticida – sembrava voler lanciare minacciosi messaggi alla comunità occidentale, utilizzando la figura di un reporter cane sciolto, che, al confine fra due civiltà, viene sorpreso ad occuparsi di ciò di cui non deve occuparsi.

Attenzione. A molti di noi può apparire (come è realmente) che il diritto alla inchiesta giornalistica, al reportage possa essere esercitato senza costrizioni, ovviamente nel rispetto delle leggi. In uno stato di polizia come oggi è la Turchia tutto ciò non è affatto ovvio e scontato. E non lo è, purtroppo, neppure in Italia per molti, secondo i quali – andarsi a scorrere molti blog e social, e non solo quelli scopertamente di destra – chi, come Del Grande, si attiva per una informazione non addomesticata o velinara, è giusto che paghi di persona, visto che i guai se li è cercati. Questa becera visione dell’informazione è figlia della convinzione che il giornalista è o un avventuriero alla ricerca di profitto personale (se è free lance) o è una semplice funzione di un potere (economico o politico) e a questo soltanto spetta la responsabilità per ogni rischio in cui il giornalista si possa imbattere nell’esercizio della professione. Queste illuminate tesi si compendiano nell’affermazione che Regeni era una spia internazionale e Del Grande è un burattino nelle mani di Soros.

Sono sciocchezze naturalmente, ma sono, ahimè, sciocchezze alquanto diffuse e soprattutto insufficientemente contraddette.

Tornando alla liberazione di Del Grande, il trentacinquenne lucchese è già in volo per l’Italia. L’annuncio è stato dato stamattina su twitter – che ormai è il canale principe dell’informazione governativa – da Angelino Alfano, al quale non è parso vero apparire come il ministro degli Esteri che risolve i problemi (col curriculum di “smaronate” che ha messo insieme come ministro degli Interni, sarebbe anche ore). “Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”. Così ha twittato all’alba il ministro.

Sulle circostanze della liberazione ancora non si sa molto. Come del resto, a due settimane dall’inizio della detenzione, si sapeva ancora molto poco delle ragioni del suo fermo. Né era riuscito ad avere informazioni adeguate neppure il legale del giornalista che aveva potuto parlare con il suo assistito un paio di giorni fa. Di certo, Del Grande non è stato oggetto di un regime restrittivo duro: questo è stato riconosciuto sia da Del Grande sia dal legale. Ma proprio l’assenza di un specifico contorno politico-giudiziario che in qualche misura giustificasse il suo arresto alimentava inquietudini e timori circa la natura degli addebiti che gli fossero mossi, al punto che nei giorni scorsi abbiamo letto preoccupate analisi circa i possibili sviluppi e il timore che la detenzione di Del Grande potesse protrarsi per molti mesi, anche per la presunta inerzia del governo italiano.

Lo sbarco di Del Grande è previsto per le ore 10,15 all’aeroporto di Bologna. Ad attenderlo troverà i familiari.

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