Dopo il crack sportivo, la Roma vede ‘congelato’ anche il nuovo Stadio. Conferenza dei Servizi chiusa con parere negativo. Speranze fino al 15 giugno se il Mibact non farà scattare i sigilli sulle Tribune di Tor di Valle

Dopo il crack sportivo, la Roma vede ‘congelato’ anche il nuovo Stadio. Conferenza dei Servizi chiusa con parere negativo. Speranze fino al 15 giugno se il Mibact non farà scattare i sigilli sulle Tribune di Tor di Valle

Dopo il crack sportivo che ha visto la sua Roma vivere e soffrire l’eliminazione dalla Europa League ed ancor più dolorosa l’eliminazione da parte della Lazio di Claudio Lotito dalla Coppa Italia, James Pallotta rischia di veder sfumare, almeno nel breve periodo, l’apertura dei cantieri e la posa della prima pietra per lo Stadio giallorosso. Dopo una infinita battaglia burocratica ed amministrativa la Conferenza dei Servizi ha detto no al progetto, chiudendo i lavori con  esito negativo.

Era nell’aria dopo i no dei tecnici di Roma Capitale e Città Metropolitana

Il parziale de profundis sull’opera era già arrivato nelle scorse settimane con i pareri negativi dei rappresentanti di Roma Capitale e Città Metropolitana. La decisione era praticamente scontata, erano infatti nulli i margini di manovra, anche dopo l’annuncio, per ora, dell’apposizione dei vincoli sulle tribune, vicine al collasso da parte del Mibact. Ma ecco la nota del’assessore alle Politiche del Territorio, Michele Civita, che spiega le motivazioni che hanno fatto esprimere parere negativo e soprattutto i tempi, per rimodulare la progettazione: “La Direzione Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio ha concluso con esito negativo la Conferenza dei Servizi indetta per la valutazione del progetto relativo allo ‘Stadio della Roma’, prendendo atto dei pareri trasmessi dalle varie amministrazioni interessate. Gli Uffici della Regione hanno contestualmente comunicato ai proponenti l’avvio della chiusura del procedimento, come prevede la legge, sottolineando il mancato completamento della variante urbanistica da parte di Roma Capitale e l’avvio del procedimento di apposizione di vincolo relativo alla porzione dell’immobile denominato ‘Ippodromo Tor di Valle’ e area circostante da parte del Mibact.

I proponenti hanno tempo fino al 15 giugno per le controdeduzioni, data ultima per l’eventuale apposizione del vincolo da parte del Mibact

Il proponente, anche considerando che Roma Capitale – aggiunge – con propria deliberazione di giunta comunale del 30 marzo, ha avviato il procedimento di revisione del progetto come condizione necessaria per la dichiarazione di interesse pubblico, avrà tempo fino al 15/06/2017, data ultima per l’eventuale apposizione del vincolo da parte del Mibact, per presentare le controdeduzioni, anche mediante una diversa formulazione che, mantenendo le opere pubbliche e di interesse generale e garantendone la contestuale esecuzione con quelle private, potrà determinare l’avvio di una nuova conferenza dei servizi”.

La Regione contro il Comune di Roma: “Sette mesi per decifrare pareri confusi e contraddittori”

Poi la nota della Regione si fa polemica nei confronti dell’Amministrazione Raggi: “Si chiude una prima fase richiesta dal Comune di Roma Capitale che, per 7 mesi, ha impegnato molte pubbliche amministrazioni anche a decifrare pareri confusi e contraddittori. Auspichiamo che la revisione, da poco avviata, per modificare il progetto sia rapida e chiara, a garanzia dell’interesse pubblico”. Ma la storia, c’è da giurarci, non finirà qui…

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