Convertito in legge il decreto Minniti, che segue la logica securitaria della destra. Manconi e Tocci non votano la fiducia. Sinistra Italiana durissima, come associazioni e sindacati

Convertito in legge il decreto Minniti, che segue la logica securitaria della destra. Manconi e Tocci non votano la fiducia. Sinistra Italiana durissima, come associazioni e sindacati

Dopo il via libera definitivo del Senato, con voto di fiducia, il Decreto Sicurezza del ministro dell’Interno, Marco MINNITI, è legge. Nel testo vengono introdotte disposizioni in materia di sicurezza integrata e sicurezza urbana, “intendendo per sicurezza integrata, l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato e dagli enti territoriali nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato con la finalità del benessere delle comunità territoriali”. Mentre per “sicurezza urbana, il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso una serie di interventi, quali quelli di riqualificazione – anche sociale, culturale e urbanistica – delle aree o dei siti degradate, l’eliminazione dei fattori di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, cui concorrono prioritariamente, anche con interventi integrati, lo Stato e gli enti territoriali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni”. Per gli agenti della polizia locale arriva l’equo indennizzo (non la pensione privilegiata), mentre viene reintrodotto l’arresto in flagranza differita, non più limitato ad atti di violenza per eventi sportivi, ma anche per le manifestazioni in piazza. Si tratta del cosiddetto Daspo dei comuni. Tra le altre novità c’è la mano meno pesante contro chi occupa abitazioni, se sono presenti minori o persone che necessitano di tutela. In questi casi il sindaco può dare disposizioni in deroga alle previsioni di legge. Infine, si inasprisce la disciplina del Daspo, che viene allargato anche a chi spaccia o vende alcolici nelle vicinanze di scuole, plessi scolastici e sedi universitarie. E il questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di pregiudicati o persone pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini.

L’approvazione del decreto Minniti ha suscitato molte proteste, soprattutto da parte di associazioni e organizzazioni che si occupano di assistenza ai poveri, agli ultimi e ai migranti, che hanno anche protestato nei giorni scorsi a Montecitorio con un presidio. Dura anche la posizione dei sindacati confederali contro la legge.

Manconi e Tocci (Pd): “norme inutili e gravi. Non votiamo la fiducia”

“Abbiamo deciso di non votare la fiducia sul ‘decreto legge Minniti-Orlando’ in materia di sicurezza urbana perché riteniamo che le norme lì contenute siano prevalentemente declamatorie e non rispondenti a criteri di razionalità, efficacia e ragionevolezza. Con questo provvedimento si estendono ulteriormente, a tutela del ‘decoro e della vivibilità urbana’, quei poteri di ordinanza dei sindaci, sinora esercitati prevalentemente per realizzare un diritto diseguale e discriminatorio nei confronti di immigrati e degli strati sociali meno garantiti”. Lo affermano in una nota i senatori Dem Luigi Manconi e Walter Tocci che parlano di norme “inutili e gravi” che peraltro introducono “il perverso ossimoro” dell’arresto in flagranza differita.

Peppe De Cristofaro (Sinistra Italiana): “indietro nella storia, a quando la povertà era reato”

“La legge senza la giustizia sociale diventa sopruso. Questo decreto riporta le lancette della storia a quando la povertà era un reato. Si tratta di un cedimento culturale e politico alle destre, che non porterà alcun beneficio in termini elettorale per chi l’ha proposto”, ha detto in Aula il senatore di Sinistra Italiana Peppe De Cristofaro, annunciando il voto contrario al decreto Minniti. “Per la sinistra – ha proseguito – il cosiddetto ‘decoro’ era un problema di sostanza, e per risolverlo occorreva dare risposte sociali a quei fenomeni che producono marginalità e insicurezza. Un senzatetto o un povero che rovista in un cassonetto non sono mai stati un problema di ordine pubblico, ma una fragilità da assistere e sostenere. E’ troppo facile citare papa Francesco e poi nella pratica politica agire in modo opposto, sostituendo i suoi propositi di accogliere, proteggere, promuovere ed integrare con sanzionare, punire, imprigionare, escludere”.

Nicola Fratoianni, segretario nazionale Sinistra Italiana: “un colpo ai diritti non solo dei migranti, ma di tutti”

“Quella di oggi è una brutta pagina per il Parlamento Italiano: è stato approvato un Decreto poliziesco sull’immigrazione. Per l’ennesima volta una risposta emergenziale di fronte ad un grande fenomeno strutturale. Si toglie il diritto all’appello per chi fa richiesta di asilo politico in Italia e da domani chi si oppone ad una multa ingiusta avrà tre gradi di giudizio, mentre chi vuol vedere riconosciuto il suo diritto a sopravvivere alla guerra, alla persecuzione non avrà più questa possibilità. E’ un colpo non solo ai diritti dei migranti, è un colpo al diritto di tutti e di tutte. Una pessima pagina per la storia di questo Paese”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

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