Consip. L’indagine riparte da zero. Sotto accusa un capitano dei carabinieri del Noe. Avrebbe depistato l’inchiesta

Consip. L’indagine riparte da zero. Sotto accusa un capitano dei carabinieri del Noe. Avrebbe depistato l’inchiesta

L’incontro tra Alfredo Romeo e Tiziano Renzi, se non era la prova cardine di tutta l’inchiesta, era considerato sicuramente un indizio molto significativo. Indizio che però adesso la Procura di Roma ha demolito, svelando un’attività di manipolazione di buona parte dell’indagine e mettendo sotto inchiesta per falso materiale e per falso ideologico un capitano dei carabinieri del Noe, Gianpaolo Scafarto: nell’informativa finita agli atti del procedimento, l’ufficiale ha riportato due circostanze non corrispondenti al vero. ‘In primis’, proprio il presunto incontro tra Alfredo Romeo, l’imprenditore campano in carcere da oltre un mese per aver dato soldi al dirigente Consip Marco Gasparri, e il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi, a sua volta indagato per traffico di influenze illecite.

Il pm Mario Palazzi, davanti al quale Scafarto ha preferito oggi avvalersi della facoltà di non rispondere riservandosi di farlo quando avrà maggiore contezza delle carte che lo riguardano, ha contestato all’ufficiale di aver attribuito nella sua relazione di servizio all’imprenditore campano la frase (estrapolata da una intercettazione ambientale registrata il 6 dicembre scorso negli uffici della Romeo Gestioni spa) “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato”, frase che è stata pronunciata in realtà dall’ex parlamentare Italo Bocchino. Non solo, ma Scarfato avrebbe anche riferito il falso in merito alla presenza di soggetti ritenuti appartenenti ai servizi segreti che avrebbero controllato i militari del Noe mentre erano impegnati nel recupero dei ‘pizzini’ di Romeo dalla spazzatura da cui poi risultano indicati i nomi di presunti beneficiari di tangenti: ebbene, il soggetto notato dai carabinieri e sospettato di essere uno 007, era un cittadino che abitava in quella strada ma la sua identità era stata omessa alla magistratura.

Insomma, per la Procura, che il 4 marzo scorso dopo l’ennesima fuga di notizie ha deciso di revocare la delega al Noe e di affidarla ai carabinieri del Comando Provinciale di Roma, si tratta di un grave depistaggio. Non a caso, l’indagine Consip è ripartita da zero e tutti gli atti fin qui compiuti sono sottoposti a ulteriore verifica e rilettura.

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