Camusso a 1500 quadri e delegati Cgil: grande manifestazione a Roma il 6 maggio. Non smobilitiamo

Camusso a 1500 quadri e delegati Cgil: grande manifestazione a Roma il 6 maggio. Non smobilitiamo

Una grande manifestazione a Roma il prossimo 6 maggio, perché dal “Decreto alla legge la sfida continua per conquistare la Carta dei diritti universali del lavoro”: questa la decisione assunta dagli oltre 1500 quadri e delegati della Cgil che sabato mattina si sono riuniti al Teatro Brancaccio di Roma. L’iniziativa del sindacato ha avuto luogo dopo che giovedì scorso la Camera dei deputati ha approvato il decreto legge con le disposizioni urgenti per l’abrogazione delle norme in materia di lavoro accessorio e per la modifica della responsabilità solidale in materia di appalti. I delegati e i quadri sono stati convocati per decidere come proseguire la campagna referendaria e sulle iniziative di mobilitazione a sostegno della ‘Carta dei diritti universali del lavoro’.

“Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo”, ha ribadito il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Ora ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato”. “In ogni caso – ha aggiunto il leader della Cgil – la battaglia per i diritti non si ferma perché vogliamo il reintegro in caso di licenziamento illegittimo e perché l’obiettivo finale è la legge di iniziativa popolare della Carta dei diritti universali del lavoro”.

L’agenda della Cgil, come elenca ancora Susanna Camusso, contempla anche molto altro: “vogliamo risposte sugli investimenti e su un piano straordinario di occupazione giovanile” ma sopratutto sulla “lotta alla precarietà che resta la nostra bussola”. Troppe le forme di lavoro per far fronte “alla stagionalità, alla superstagionalità”, ironizza ancora, “e poi parlano di mercato rigido”, schierando però il sindacato a favore di un riordino delle troppe formulazioni contrattuali per governare e semplificare i rapporti di lavoro. Una mediazione che alla Cgil però appare difficile visto l’attuale panorama imprenditoriale: “siamo stufi di associazioni di imprese che contrastano sul territorio la legge sul caporalato; stufi e preoccupati di un sistema di aziende che alza le spalle se arrivano le agenzie interinali romene” dice prima di attaccare Confindustria. “Siamo stufi di associazioni industriali che premono per misurare la rappresentanza del sindacato mentre continuano ad applicare contratti pirata nei settori più difficili del mondo del lavoro”, conclude Camusso. A fare da cornice, il prossimo 6 maggio, nuovamente la periferia romana “per tessere quel filo di solidarietà, di indentità, e per dire che si può, si può continuare a parlare di diritti e di lavoro”.

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