Campania. Operazione dei carabinieri a Quarto e Calvizzano: ricostruito sistema di estorsioni a imprenditori. Trenta arresti nel Clan Orlando

Campania. Operazione dei carabinieri a Quarto e Calvizzano: ricostruito sistema di estorsioni a imprenditori. Trenta arresti nel Clan Orlando
Trenta persone sono state arrestate nelle prime ore della giornata di martedì dai carabinieri perché accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti e detenzione di armi da guerra. Gli arresti, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda, sono stati eseguiti nei comuni a Nord del capoluogo.
 
Nel corso delle indagini gli investigatori hanno ricostruito la struttura del clan “Orlando”, capeggiato da un latitante, e dimostrato la provenienza dei profitti del sodalizio: estorsioni a imprenditori e controllo diretto di attività commerciali ma, soprattutto, importazione dalla Spagna di ingenti quantità di hashish che venivano redistribuite sulle piazze di spaccio di Marano, Calvizzano e Quarto.
 
A mettere a segno l’operazione i carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza in carcere emessa dal g.i.p. di Napoli su richiesta della Dda partenopea a carico di 30 persone ritenute elementi di spicco del clan “Orlando” e responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti e detenzione di armi da guerra.  Nel corso delle indagini i carabinieri hanno ricostruito la struttura del clan “Orlando”, capeggiato da un latitante, e dimostrato la provenienza dei profitti del sodalizio: estorsioni a imprenditori e controllo diretto di attività commerciali ma, soprattutto, importazione dalla spagna di ingenti quantità di hashish che venivano redistribuite sulle piazze di spaccio di Marano, Calvizzano e Quarto, con i “gestori” che pagavano “il pizzo” al clan.  Documentate anche attività di condizionamento per le quali il 30 dicembre scorso era stato sciolto il comune di Marano per infiltrazioni camorristiche.
 
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