Basilicata. La Giunta regionale sospende per 90 giorni il COVA, Centro oli val d’Agri, dell’Eni per sospetto inquinamento delle falde. Vince il principio di precauzione

Basilicata. La Giunta regionale sospende per 90 giorni il COVA, Centro oli val d’Agri, dell’Eni per sospetto inquinamento delle falde. Vince il principio di precauzione

Il centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni sarà fermo per 90 giorni: lo prevede il provvedimento di sospensione adottato dalla giunta regionale della Basilicata, che sarà notificato all’azienda petrolifera entro domani, mercoledì. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Marcello Pittella: “La nostra linea sarà di estremo rigore”, ha aggiunto. L’Eni ha deciso la “chiusura temporanea” del centro oli di Viggiano e ha avviato le “procedure per il fermo dell’impianto”. Si tratta della conseguenza della delibera della giunta regionale della Basilicata adottata la vigilia di Pasqua. L’Eni ha ribadito di “aver adempiuto a tutte le prescrizioni imposte dagli enti competenti, che sono sempre stati tenuti informati sulle attività di intervento e di monitoraggio ambientale in corso”.

La conferenza stampa del presidente della Basilicata, Marcello Pittella: “la sospensione dovuta a ritardi e inadempienze dell’Eni”

Per sostenere le posizioni assunte dalla Regione Basilicata su questa delicata vicenda, che ancora una volta vede confrontarsi qualità dell’ambiente e interessi aziendali, il presidente della Giunta Marcello Pittella ha convocato una conferenza stampa ad hoc. Pittella ha spiegato che “dopo una serie di prescrizioni del Dipartimento Ambiente e dall’Arpab e dopo le diffide regionali, siamo arrivati all’incontro in Prefettura alla vigilia di Pasqua: in quella sede, la giunta da me guidata ha deciso di deliberare la sospensione delle attività del Cova, di fronte alle inadempienza e ai ritardi di Eni”, dopo lo sversamento dei serbatoi del Cova (Centro Oli Val d’Agri). Presenti all’incontro con i giornalisti, anche i sindaci dei comuni interessati, Imperatrice di Grumento Nova e Cicala di Viggiano. “Abbiamo provveduto – ha proseguito il governatore – a ricontestualizzare le stesse prescrizioni iniziali, dal momento che si è verificata una propagazione della contaminazione. Questo – ha aggiunto Pittella – ci ha messi nella condizione di dover assolutamente scongiurare che l’inquinamento arrivasse al fiume Agri e da lì anche oltre. Siamo intervenuti, tra l’altro, anche perché Eni non ha provveduto, come da prescrizione, a svuotare il serbatoio ancora pieno. La nostra valutazione, dunque, ha fatto sì che il principio di precauzione e la preoccupazione per l’ambiente e per la salute passassero attraverso un atto molto forte come la sospensione”.

Pittella: “abbiamo deciso la sospensione delle attività per 90 giorni. Dobbiamo scongiurare il rischio di altre contaminazioni nel fiume Agri nella diga del Pertusillo”

La sospensione per ragioni di rispetto per l’ambiente, dopo che era stato accertato il rischio che le nuove trivellazioni potessero inquinare le falde acquifere dei fiumi e della Diga del Pertusillo, ha suscitato, com’era prevedibile, molte polemiche, soprattutto da parte di coloro che in questi casi usano il ricatto occupazionale, come gli imprenditori dell’immenso indotto che si determina attorno ai pozzi. Inoltre, la Giunta regionale è stata oggetto perfino delle “manganellate” di alcuni quotidiani, a partire dal Sole24ore e da Libero, che ne hanno contestato apertamente le decisioni. A costoro, lo stesso presidente Pittella ha replicato: “A chi ci chiede come mai queste azioni siano state messe in campo in questo momento, rispondiamo che oggi si sono verificate le circostanze per cui un presidente e la sua giunta sono stati chiamati a decidere. Dato che non siamo distratti e che abbiamo scelto la linea del rigore, seguiremo responsabilmente il solco tracciato dalle nostre azioni e andremo avanti”. Pittella ha ricordato l’impegno messo in campo nelle ultime settimane dagli uffici della Presidenza e del Dipartimento Ambiente e dall’Arpab, di concerto con i sindaci interessati e con la Provincia di Potenza. “E’ stato – ha evidenziato il governatore – un lavoro meticoloso, complesso e articolato, che ha visto la convergenza dei vari attori in campo”. Pittella ha quindi spiegato che “la sospensione sarà di un tempo di 90 giorni, come previsto dalla legge” e che i controlli, la verifica ed i monitoraggi “già effettuati con straordinario impegno, rafforzato dalla collaborazione con il Ministero all’Ambiente e con Ispra” continueranno “da parte della Regione e dell’Arpab, affinche’ tutto cio’ che e’ stato intimato ad Eni venga realizzato nei tempi dovuti”. Inoltre, ha proseguito Pittella, “abbiamo preso questa decisione per evitare eventuali contaminazioni che potessero interessare tanto l’Agri che il Pertusillo: una scelta legata ad una esigenza che è quella della sicurezza del territorio e della salute dei cittadini. La nostra – ha concluso il governatore – continuerà ad essere una linea di estremo rigore”.

L’Eni: il Centro Oli Val d’Agri, COVA, si chiude, ed effettueremo le necessarie verifiche

Nel frattempo, l’Eni ha deciso la chiusura temporanea del Centro Olio Val d’Agri e di conseguenza ha dato avvio alle procedure per il fermo dell’impianto. La decisione è stata presa “per rispetto delle posizioni espresse dal territorio, dal Presidente della Regione e dalla Giunta Regionale”, afferma la società in una nota. Con riferimento al comunicato stampa emesso sabato sera dalla Regione Basilicata, Eni conferma di “aver adempiuto a tutte le prescrizioni imposte dagli enti competenti che sono sempre stati tenuti informati sulle attività di intervento e di monitoraggio ambientale in corso”. Durante la chiusura, Eni “proseguirà con le verifiche necessarie a rassicurare gli stakeholder sulla correttezza ed efficacia del proprio operato, l’integrità dell’impianto e la presenza di tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività di esercizio”.

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