Alitalia. I lavoratori bocciano il pre-accordo: 8.816 no contro 3.206 sì. Ora si apre una diffcile transizione

Alitalia. I lavoratori bocciano il pre-accordo: 8.816 no contro 3.206 sì. Ora si apre una diffcile transizione

Netta bocciatura per il preaccordo di salvataggio di Alitalia da parte dei lavoratori della compagnia. Secondo i risultati definitivi comunicati dal comitato elettorale composto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto aereo, Anpac e Anpav il referendum sul verbale di confronto siglato il 14 aprile scorso dall’azienda con organizzazioni sindacali e associazioni professionali si è concluso con 3.206 sì e 8.816 no per un totale di 10.173 votanti su 11.646 aventi diritto. Insignificante la percentuale della schede bianche (17) e nulle (134).

All’esito della consultazione, Alitalia, che a questo punto si avvia a grandi passi verso il commissariamento, ha convocato per oggi il Consiglio di Amministrazione, mentre il governo si è detto preoccupato. In un comunicato congiunto i ministri dello Sviluppo Carlo Calenda, dei Trasporti Graziano Delrio e del Lavoro Giuliano Poletti hanno espresso “rammarico e sconcerto per l’esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia. A questo punto – hanno spiegato i ministri – l’obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori”.

Soddisfazione, invece, da parte dell’Usb, che rivendica di essere stata “l’unica organizzazione sindacale che ha partecipato alle trattative ad assumersi la responsabilità di non sottoscrivere l’intesa”. “La bocciatura della pre-intesa conferma appieno la nostra linea politica e, pertanto, ribadiamo al Governo la nostra ferma richiesta di continuare i negoziati”, sottolinea il sindacato, che lancia “un appello a tutte le forze politiche e sociali di questo Paese affinché si percorrano tutte le ipotesi, senza escludere l’intervento diretto dello stato e la nazionalizzazione prevista dalla Costituzione italiana (art. 43)”.

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