Usa. Trump scatenato contro l’Europa. Ora vorrebbe scatenare la guerra commerciale. Nel mirino anche la Vespa e l’acqua minerale. La Chiesa americana durissima contro di lui

Usa. Trump scatenato contro l’Europa. Ora vorrebbe scatenare la guerra commerciale. Nel mirino anche la Vespa e l’acqua minerale. La Chiesa americana durissima contro di lui

Donald Trump, quarantacinquesimo presidente degli Usa, vorrebbe passare alla storia anche per aver scatenato la guerra commerciale contro l’Unione europea – dopo i tentativi di frantumarla – rispolverando una contesa ventennale: il bando di Bruxelles alle carni bovine Usa trattate con gli ormoni. In ballo ci sono 100 milioni di dollari l’anno di esportazioni Usa, che Trump vorrebbe vendicare con misure ritorsive su una cifra equivalente di prodotti Ue: e tra i tanti ci sono anche la Vespa e l’acqua minerale San Pellegrino. Per il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump sta valutando di imporre dazi puntitivi fino al 100% del loro valore su numerosi prodotti dell’Unione europea, in risposta al bando Ue sulla carne di manzo a stelle e strisce trattata con gli ormoni. Mentre la Commissione Ue “segue da vicino” la questione, a Bruxelles nessuno per ora vuole parlare di “conflitto” perché non ci sono stati ancora atti formali da parte dell’amministrazione Trump. Inoltre, sempre da Bruxelles si fa notare che eventuali tariffe sui prodotti Ue imposte dagli Usa come misura di rappresaglia “dovrebbero essere autorizzate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio”.

I commenti di Gentiloni e Calenda

Sviluppi veri e propri quindi non si attendono in tempo brevi, ma la polemica rimbalza da una sponda all’altra dell’Atlantico. Dall’Italia replica il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, secondo cui “dazi e protezionismi sono chiusure che non devono mettere un freno alla qualità, perché la qualità è crescita e la crescita deve essere per tutti”. Secco il commento del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che parla di “semplici indiscrezioni” e di “tensioni commerciali che non trovano giustificazione né nel contenuto, né, tantomeno, nel contesto del fondamentale rapporto strategico tra i due più importanti partner commerciali e di investimento al mondo”. La minaccia comunque resta. E nel mirino delle autorità Usa ci sono fino a 90 prodotti europei, tra i quali appunto la Vespa della Piaggio e l’acqua minerale San Pellegrino. Fonti della Piaggio hanno spiegato che l’impatto dei dazi non preoccupa perché sarebbe comunque contenuto ad appena il 2% del fatturato complessivo.

90 prodotti europei nel mirino del protezionismo annunciato da Trump

Nonostante ciò, la vicenda ha pesato sul titolo in Borsa, che dopo aver perso in mattinata fino al 4%, in chiusura ha limato un -0,53%. Dalla San Pellegrino, che mantiene un profilo basso, auspicano “una rapida soluzione della controversia come già avvenuto in passato”. Tra i prodotti nel mirino ci sono anche l’acqua minerale Perrier, le moto dell’austriaca Ktm e quelle della svedese Husqvarna, alcuni formaggi francesi tra cui il Roquefort e il foie gras francese. La guerra commerciale sulla carne agli ormoni risale al 1996, quando gli Usa portano il caso al Wto, che sanziona il bando Ue. Nel 2009 Usa e Ue fanno la pace. Tuttavia, secondo i produttori Usa il mercato Ue non è stato adeguatamente aperto. Nel 2015 il dipartimento al Commercio Usa si dice pronto a prendere provvedimenti contro l’Europa, mentre la commissione Ue propone di risolvere la disputa nell’ambito del Ttip, l’accordo di libero scambio tra Europa e Usa, naufragato a settembre. Ora Trump pensa di tornare all’attacco. Contro la linea che starebbe per essere adottata dal presidente Trump anche Facebook Italia. “Il protezionismo per noi è un mezzo disastro, sta nella missione di Facebook di rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso”, ha detto Luca Colombo, country manager Italia del social network.

Perfino la Chiesa americana commenta con molta durezza le decisioni di Trump

Le scelte del presidente in materia di migrazioni o clima sono “una sfida, una cosa che preoccupa”, ma “per fortuna anche negli Stati Uniti ci sono alcune voci che dissentono, voci contrarie, anche in disaccordo esplicito contro le posizioni di Trump”, ha dichiarato il cardinale Peter K.A. Turkson, presidente del nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale lanciando un messaggio chiaro: “Contiamo anche sull’azione di lobby della Chiesa Usa e speriamo che le cose cambino”. In un incontro con la stampa per illustrare il convegno che organizzerà il suo dicastero i prossimi 3-4 aprile, Turkson ha espresso la speranza che il presidente americano “cominci a ripensare” ad alcune delle sue promesse elettorali. Primi fra tutti, il bando contro le immigrazioni e il muro al confine con il Messico.  “Spero che ora che è diventato presidente si renda conto che vi è una certa dissonanza tra la realtà e le espressioni usate in campagna elettorale”, ha commento esprimendo dure critiche alla volontà dell’amministrazione Trump di difendere ‘il grande risveglio’ militare americano (citando le stesse parole del presidente) con un aumento delle spese per la Difesa, che andrebbe a militarizzare il Paese a livelli storici per essere in tempo di pace. In questo senso, il cardinale di origine ghanese ha ricordato il messaggio da poco inviato da papa Francesco all’Onu in cui ribadiva che il disarmo nucleare “è un imperativo morale e umanitario” che bisogna raggiungere.

Share

Leave a Reply