Unione Europea. Iniziato ufficialmente l’iter della Brexit. La premier GB Theresa May ha consegnato la lettera a Bruxelles. Le reazioni della UE

Unione Europea. Iniziato ufficialmente l’iter della Brexit. La premier GB Theresa May ha consegnato la lettera a Bruxelles. Le reazioni della UE

Il Regno Unito ha attivato oggi l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che segna l’avvio dei negoziati con l’Ue per raggiungere un accordo sull’uscita dal blocco comunitario e quindi arrivare alla Brexit. L’attivazione è avvenuta tramite una lettera di notifica formale consegnata dall’ambasciatore britannico presso l’Ue, Tim Barrow, al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

La lettera della premier britannica May ai vertici dell’Unione Europea

Ecco una sintesi dei punti principali contenuti nella lettera, con i principi proposti per i negoziati. 1. “Dovremmo intavolare un dialogo in modo costruttivo e rispettoso, con uno spirito di sincera cooperazione”. In questo punto si fa riferimento al fatto che il Regno Unito non continuerà a far parte del mercato unito. La premier Theresa May indica che il suo Paese “comprende” e “rispetta” la posizione dell’Ue “che le quattro libertà del mercato unico sono indivisibili” e segnala che i britannici capiscono che “ci saranno conseguenze” per il Regno Unito con l’abbandono dell’Ue. “Sappiamo che perderemo influenza sulle normative che riguardano l’economia europea”, ha detto May, ribadendolo anche nel suo discorso alla Camera dei Comuni. 2. “Dovremmo sempre mettere al primo posto i nostri cittadini”. In questa seconda sezione May riconosce “l’ovvia complessità dei negoziati” che il Regno Unito sta per intraprendere con Bruxelles, ma sottolinea che “al cuore dei negoziati” ci sono gli “interessi” di tutti i cittadini. “Ci sono, per esempio, molti cittadini degli altri Stati membri che vivono nel Regno Unito, e cittadini britannici che vivono in altre parti dell’Ue, e dovremmo tenere come obiettivo quello di arrivare a un rapido accordo sui diritti”, sottolinea May. 3. “Dovremmo lavorare con l’obiettivo di assicurare un accordo ampio”. Qui la prima ministra esprime la volontà britannica di arrivare a una “alleanza profonda e speciale fra il Regno Unito e l’Ue”, che tenga in considerazione la “cooperazione in materia economica e di sicurezza”.

4. “Dovremmo lavorare insieme per minimizzare i disagi e dare la massima certezza possibile”. In questo punto, May evidenzia che le persone e le imprese da entrambe le parti, cioè sia nel Regno Unito che nell’Unione europea, beneficeranno di un periodo di applicazione che permetterà un aggiustamento graduale e ordinato alle nuove disposizioni. 5. “In particolare dobbiamo prestare attenzione alla relazione unica che il Regno Unito ha con la Repubblica di Irlanda e all’importanza del processo di pace in Irlanda del Nord”. La prima ministra sottolinea, enunciando questo principio, che la Repubblica di Irlanda è “l’unico membro dell’Ue con una frontiera di terra con il Regno Unito” e assicura che si vuole evitare un ritorno a una frontiera molto controllata fra i due Paesi al fine di mantenere la zona di frontiera aperta fra i due. Parla inoltre di “importante responsabilità” del suo Paese per assicurare di “non mettere in pericolo” il processo di pace in Irlanda del Nord. 6. “Dovremmo cominciare negoziati tecnici sulle aree politiche il prima possibile, ma dovremmo dare priorità alle sfide più importanti”. In questo punto, il Regno Unito propone anche un accordo di libero commercio “valido e ambizioso” fra il Regno Unito e l’Unione europea. 7. “Dovremmo continuare a lavorare insieme per avanzare e proteggere i nostri valori europei condivisi”. May in questo punto sottolinea che “ora più che mai il modo ha bisogno dei valori liberali e democratici dell’Europa” e mette in evidenza la volontà britannica di giocare il suo ruolo “al fine di assicurare che l’Europa continui ad essere forte e prospera e capace di essere leader nel mondo, proiettando i suoi valori e difendendosi dalle minacce di sicurezza”.

La reazione dell’UNione Europea: ridurre al minimo l’impatto della Brexit

L’Unione europea cercherà di ridurre al minimo l’impatto della Brexit in termini di costi per gli Stati membri, le imprese e la popolazione europea. Perciò ha stilato una bozza di dichiarazione per conto dei 27 Stati membri in risposta alla notifica ufficiale di uscita del Regno Unito dall’Ue. “Ci si aspetta che, immediatamente dopo la notifica ufficiale della Brexit, sarà resa pubblica una dichiarazione dei leader dei 27 Paesi Ue”, ha anticipato una fonte da Bruxelles. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha commentato: “Il nostro obiettivo è chiaro: per ridurre al minimo i costi faremo tutto quanto in nostro potere. Ed abbiamo tutti gli strumenti per raggiungere questo obiettivo”. Tusk ha sottolineato il “forte mandato” che lui e la Commissione europea hanno ricevuto in vista della tutela degli interessi dei 27 Stati membri dell’Ue ed ha anche aggiunto che il diritto dell’Unione continuerà ad applicarsi “nei confronti e all’interno del Regno Unito” per tutta la durata del processo negoziale. Rispetto al quale è stato chiaro: “Entrambi le parti non hanno nulla da vincere. Sostanzialmente si tratta di limitare i danni”.

L’Europarlamento: le condizioni per l’approvazione finale di qualunque negoziato per la Brexit

La Conferenza dei presidenti dell’europarlmento ha adottato una mozione di risoluzione, proposta dai leader di quattro gruppi politici e dalla commissione per gli affari costituzionali, nella quale sono esposte le condizioni per l’approvazione finale da parte del Parlamento europeo di qualsiasi accordo di uscita con il Regno Unito. Il progetto di risoluzione sarà discusso e votato dal Parlamento mercoledì prossimo in Plenaria. Nella mozione si riserva grande importanza al trattamento equo dei cittadini dell’Unione e si sottolinea la necessità che non ci sia discriminazione tra i cittadini britannici che vivono nell’UE e i cittadini UE che vivono nel Regno Unito. Inoltre i deputati concordano sul fatto che i colloqui sulle eventuali disposizioni transitorie possano iniziare sulla base di piani per il futuro rapporto tra l’UE e il Regno Unito, tuttavia solo nel caso in cui siano stati compiuti buoni progressi per la procedura d’uscita. Un futuro accordo di relazione può essere concluso solamente quando il Regno Unito avrà effettivamente lasciato l’UE; un accordo transitorio non può durare più di tre anni. Il Regno Unito deve continuare a godere di tutti i suoi diritti e a rispettare tutti gli obblighi coperti dai Trattati UE finché non lascerà l’UE, inclusi gli impegni finanziari a lungo termine dell’attuale bilancio UE, e anche qualora quest’ultimi proseguissero oltre la data di uscita. Il Regno Unito dovrà inoltre continuare, finché non lascerà l’UE, ad accettare le quattro libertà dell’UE (libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali), la giurisdizione della Corte europea di Giustizia, i contributi generali al bilancio e l’adesione alla politica commerciale comune dell’UE. I deputati insistono poi sull’importanza di affrontare la questione del confine tra l’Irlanda (Eire) e l’Irlanda del Nord. “Un’uscita ordinata è requisito assoluto e precondizione per qualsiasi partnership futura tra l’UE e il Regno Unito. Ciò non è negoziabile. Con il privilegio di appartenere all’Unione si assumono delle responsabilità e assumersi tali responsabilità significa garantire le quattro libertà. Le quattro libertà sono il collante di tutto e sono indivisibili”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

La presidente della Camera Boldrini commenta la lettera della May

“La Gran Bretagna oggi se ne va, ma penso che non sia necessariamente un addio, può essere un arrivederci perché cambiano gli umori e le politiche. Tanti si sono già pentiti del voto al referendum e tanti stanno manifestando”, nel giorno in cui la premier britannica Theresa May firma l’avvio della Brexit, la presidente della Camera Boldrini si mostra nonostante tutto ottimista sul futuro dell’Unione europea e afferma di vedere “il bicchiere mezzo pieno”. Presentando il suo libro “La comunità possibile” alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente della Camera afferma che “il bicchiere è necessariamente mezzo pieno. Fino a poco tempo fa molti pensavano che a Roma non si sarebbe arrivati a una dichiarazione unanime e invece nell’anniversario dei Trattati di Roma si è firmata una dichiarazione comune, che ha molti contenuti. Ora – prosegue Laura Boldrini – sta a noi dare concretezza a quella dichiarazione, a partire dalla questione sociale, perché le persone ricomincino ad apprezzare l’Europa”.

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