Trump sprizza odio e falsità da ogni tweet. Accusa Obama di averlo intercettato. Divide i genitori messicani dai loro figli. Non risparmia neppure Scwharzenegger

Trump sprizza odio e falsità da ogni tweet. Accusa Obama di averlo intercettato. Divide i genitori messicani dai loro figli. Non risparmia neppure Scwharzenegger

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato una serie di attacchi via Twitter al suo predecessore Barack Obama accusandolo di averlo intercettato durante la campagna elettorale. Accuse che non sono state corroborate da prove, hanno sottolineato i media americani, quasi tutti indignati da questa ennesima uscita. “Terrible! Just found out that Obama had my ‘wires tapped’ in Trump Tower just before the victory. Nothing found. This is McCarthyism!”, scrive Trump sul primo di una lunga serie di tweet (“Ho appena scoperto che Obama ha intercettato i miei telefoni alla Trump tower poco prima della vittoria. Non ha trovato niente. Questo è Mccartismo!”). E poi: “E’ legale che un presidente in carica faccia delle intercettazioni?”, “Un buon avvocato potrebbe costruirci sopra un caso”, scrive. Fino ad accusare Obama di essere il protagonista di un nuovo watergate: “How low has President Obama gone to tapp my phones during the very sacred election process. This is Nixon/Watergate. Bad (or sick) guy!” – “Quanto è caduto in basso il presidente Obama per aver intercettato i miei telefoni durante il sacro processo delle elezioni. Questo è come Nixon e il Watergate. Ragazzo cattivo (o malato)”. Gli attacchi di Trump arrivano mentre la sua amministrazione deve fare i conti con le nuove accuse di contatti con la Russia prima delle elezioni, con il caso delle mail private del vicepresidente Mike Pence e con le indiscrezioni sulla nuova stretta sui migranti in arrivo. Secondo quanto riportato da Reuters e verificato anche dalla Cnn, il Dipartimento per la sicurezza interna starebbe valutando la proposte di dividere le famiglie messicane che provano ad entrare negli Stati Uniti illegalmente allontanando i bambini dagli adulti.

Dalle file di Obama, la replica durissima. Ma tutto proviene da una radio di estrema destra

Dalle file di Obama si replica con estrema durezza: “Solo un bugiardo può montare un caso su questo. Nessun presidente può ordinare un’intercettazione. Queste restrizioni sono state messe in atto per proteggere i cittadini da gente come te”: così Ben Rhodes, uno dei fedelissimi di Barack Obaama, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale, replica su Twitter a Donald Trump che ha accusato il suo predecessore di aver messo i telefoni della Trump Tower sotto controllo. Rhodes, rivolgendosi poi a chi ha applaudito il discorso di Trump in Congresso, attacca: “E’ ancora ‘presidenziale’ chi chiama il suo predecessore malato?”.

Ma è noto che giovedì il commentatore radiofonico conservatore Mark Levin ha sostenuto che Obama avrebbe usato tecniche da “stato di polizia” per fermare l’avanzata di Trump negli ultimi mesi della campagna elettorale. Una tesi ripresa con grande evidenza al sito conservatore Breitbart, diretto fino a questa estate dall’attuale consigliere del presidente Steve Bannon

Le farneticazioni di Levin riprese dal sito di estrema destra Breitbart, fondato da Steve Bannon, il consigliere di Trump

“L’amministrazione Obama ha cercato, e poi ottenuto, l’autorizzazione per intercettare comunicazioni della campagna di Trump”, scrive Breibart, il sito fondato da Steve Bannon, “ed ha continuato a monitorare la squadra di Trump anche quando non sono emerse prove di atti illeciti”. In realtà quello del sito vicino all’alt right, il movimento di estrema destra ormai sdoganato dalla vittoria di Trump, non è un vero scoop dal momento che, già dal titolo, fa riferimento all’intervento di Mark Levin, che esortava il Congresso ad avviare un’inchiesta non “su teorie complottiste riguardo a presunte interferenze russe nelle elezioni per aiutareTrump” ma sul tentativo dell’ex presidente di portare a termine “con tattiche da stato di polizia un silenzioso colpo di stato”. Anche quello di Levin, comunque, non è stato giornalismo investigativo, dal momento che, come fa anche Breitbart, si fa riferimento ad una serie di notizie già pubblicata anche da altri siti come Heat Street – considerato l’Huffington Post della destra libertarian – e testate storiche della destra Usa, come National Review. Ma vengono citate testate nazionali, quotidianamente bollate da Trump come fake news, come Washington Post e New York Times. Dopo aver fatto una mappa in dieci punti delle zone oscure di questo presunto tentativo di golpe su cui, a detta di Levin e Breitbart, il Congresso dovrebbe appunto indagare, il sito di Bannon, in sintesi, accusa ancora l’ex amministrazione democratica di aver “cambiato le regole della Nsa per permettere che le prove vengano condivise in modo maggiore all’interno del governo, assicurandosi così che le informazioni, comprese le conversazioni di privati cittadini, potessero arrivare ai media”. E nei giorni scorsi, in un’intervista televisiva, Trump ha accusato Obama di essere alla regia occulta delle fughe di notizie che stanno creando problemi alla sua amministrazione.

Il caso Schwarzy: ascolti bassi per lo show The Apprentice, considerato trumpista. L’attacco di Trump contro l’attore

Ed ecco il tweet contro il noto attore austro-americano, “Arnold Schwarzenegger non lascia volontariamente The Apprentice, è stato licenziato per i suoi ascolti patetici, non per colpa mia. Una triste fine per un grande show”. Dopo i tweet con le accuse pesantissime rivolte a Barack Obama, ecco che Trump passa all’attacco dell’attore ed ex governatore della California. In realtà è in corso da diverso tempo il duello tra i due, entrambi eletti come repubblicani ma politicamente distanti anni luce, con l’attuale presidente che già altre volte ha attaccato Schwarzy per gli ascolti bassi dello show. L’attore, che ha comunicato alla Nbc la sua decisione di non voler condurre una seconda stagione dello show televisivo, si è difeso dagli attacchi di Trump affermando in una intervista al magazine “Empire” che è proprio l’associazione fra “The Apprentice” e il presidente americano ad aver danneggiato l’audience.

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