Tiziano Renzi interrogato dai magistrati. E Matteo Renzi si fa intervistare da Lilli Gruber. Coincidenze? O sottile scelta comunicativa?

Tiziano Renzi interrogato dai magistrati. E Matteo Renzi si fa intervistare da Lilli Gruber. Coincidenze? O sottile scelta comunicativa?

Si è concluso poco prima delle ore venti, dopo oltre quattro ore, l’interrogatorio di Tiziano Renzi, sentito dai magistrati di Roma e Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip. Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo e indagato per traffico di influenze illecite, ha lasciato il palazzo di giustizia senza rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti. In quegli stessi istanti, Matteo Renzi, suo figlio, ex segretario del Pd ed ex premier, si faceva intervistare a la7 da Lilli Gruber e dal direttore dell’Espresso Tommaso Cerno. Coincidenze? Sottile gioco degli spin doctor, abili manipolatori della comunicazione? Certo, è singolare che mentre i riflettori della libera stampa sono puntati sulla deposizione di Tiziano Renzi in merito a una vicenda che appare torbida e intricata, quella della presunta corruzione dell’imprenditore Alfredo Romeo nei confronti di un dirigente della Consip, la centrale degli appalti e degli acquisti nella pubblica amministrazione, nello stesso momento in cui l’avvocato di suo padre è circondato da giornalisti, Matteo si lasci intervistare a tutto campo in televisione. Voleva fare da schermo a suo padre? In parte c’è riuscito.

Il legale di Tiziano Renzi: “caso di abuso di cognome”

Ha parlato con i giornalisti dunque il legale di Tiziano Renzi, Federico Bagattini: “Questo di cui ci stiamo occupando è un classico, tipico, caso di abuso di cognome. Qualcuno, cioè, ha abusato del nome di Tiziano Renzi”. Secondo l’avvocato Federico Bagattini, inoltre, “Tiziano Renzi non è mai stato in Consip e non ha mai preso un soldo”. Non solo. Ai magistrati, “Tiziano Renzi ha detto di non avere mai avuto rapporti con l’imprenditore Alfredo Romeo. Non lo ha mai visto”. E quanto al bigliettino con su scritto 30mila euro associato a una T., il penalista ha spiegato: “Non lo ha scritto il dottor Renzi, bisogna chiedere a chi lo ha scritto. Di certo lui non ha preso un soldo e non c’è stato alcun incontro con Romeo. Non esistono bettole”. Insomma, si chiede il legale, “è da considerare una vittima della vicenda? Certamente. Qualcuno ha abusato della sua conoscenza”.

Tiziano Renzi ai magistrati: “Verdini? Mai conosciuto”, e sulle rivelazioni di Marroni, ad della Consip, il legale ne mette in dubbio la verosimiglianza

“Si è parlato di Denis Verdini, ma il mio assistito, Tiziano Renzi, non conosce e non lo ha mai conosciuto”, ha ancora detto ai giornalisti l’avvocato Bagattini. A proposito delle pressioni di cui avrebbe parlato l’ad di Consip Marroni, l’avvocato Bagattini ha replicato secco: “Ne ha parlato Marroni”. Quanto al fatto che il costruttore Carlo Russo, l’altro protagonista dell’inchiesta, oggi si sia avvalso della facoltà di non rispondere, per il penalista “è un problema di Russo”. Tiziano Renzi, ha aggiunto il suo difensore, “ha risposto a tutte le domande. C’è stata una prima fase dell’interrogatorio in cui è stata data lettura delle varie fonti di prova di cui avevano parlato gli organi di stampa. Con i pm ci siano lasciati con un arrivederci di cortesia nell’ambito di un clima assolutamente sereno. Renzi è ovviamente provato – ha aggiunto l’avvocato – come son provato anche io che sono più giovane di lui e faccio il penalista”. Insomma, la tesi difensiva di Tiziano Renzi è la sua assoluta estraneità ai fatti contestati dai giudici.

Matteo Renzi ospite di Lilli Gruber: “so chi è mio padre, e se fosse condannato, meriterebbe il doppio della pena”

“Se c’è un parente di un politico indagato, in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa, mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia”, ha affermato Matteo Renzi a Otto e Mezzo. “Se ci sono ricatti si va dai magistrati. Se ci sono ricatti e reati, se ci sono tangenti c’è il dovere di fare i processi. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi”, ha aggiunto. Secondo Renzi, “c’è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi”.

Matteo Renzi: le dimissioni del ministro Lotti? “Assolutamente no”

“Assolutamente no”. risponde l’ex premier, a Lilli Gruber che gli chiede se il ministro dello Sport Luca Lotti debba dimettersi. “Conosco Lotti, è una persona straordinariamente seria. Io non ho mai scaricato nessuno e mai lo farò”, aggiunge. E la condanna di  Verdini a nove anni? “Credo che la condanna di Verdini, se confermata, sia un fatto rilevante, grave, con conseguenze non solo politiche ma anche personali. Dal punto di vista politico grazie alla maggioranza sono stati approvati tanti provvedimenti, grazie a Verdini abbiamo le unioni civili”.

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