Storie di ordinaria discriminazione e intolleranza. Ad Aosta rifiutato l’affitto a una famiglia, perché la moglie porta il velo

Storie di ordinaria discriminazione e intolleranza. Ad Aosta rifiutato l’affitto a una famiglia, perché la moglie porta il velo

Ha del paradossale la grave vicenda avvenuta ad Aosta nei giorni scorsi, denunciata  dalla Federconsumatori. “Ha varcato le soglie del nostro sportello un cittadino, che chiameremo Francesco”, scrive l’Associazione, “per raccontare una recente disavventura che ha vissuto”. Alcuni mesi fa Francesco si era, infatti, recato presso un’agenzia immobiliare sita nella via principale di Aosta per visionare alloggi messi in affitto, individuandone uno che faceva al caso suo. Dopo aver bloccato con la caparra l’alloggio in questione, procede con la firma del relativo contratto di affitto, provvedendo regolarmente alle mensilità previste per la cauzione. A questo punto, come previsto, Francesco entra in possesso delle chiavi sia dell’alloggio che del relativo garage, dove inizia a spostare i mobili comprati per arredarlo. Ben presto l’entusiasmo per avere trovato una nuova abitazione coerente con i bisogni della sua famiglia viene smorzato da una improvvisa e inaspettata telefonata dell’agenzia che ha svolto tutte le procedure per l’affitto della locazione in questione. L’agente immobiliare, con voce dispiaciuta, comunica a Francesco che i proprietari dell’alloggio non intendono più onorare il contratto d’affitto regolarmente firmato, in quanto hanno avuto modo di vedere che sua moglie porta il velo e lui non è italiano.

Cieca ed ottusa discriminazione razziale. L’incitamento all’odio

Francesco prende atto di quanto comunicatogli, scoprendo poi, che la serratura del garage dove aveva depositato i mobili acquistati era stata cambiata e che tutta la mobilia al suo interno era stata messa fuori dal garage senza nessuna considerazione del valore dei beni in questione. Dopo aver chiesto all’agenzia la restituzione di quanto pagato, Francesco, amareggiato, decide di rivolgersi alla Federconsumatori per denunciare l’accaduto. L’associazione riferisce di aver intrapreso tutte le azioni e le iniziative del caso, ma proprio per sottolineare l’allarmante valore sociale dell’accaduto, ha deciso di darne notizia a tutti i media.

“Francesco si è rivolto alla nostra associazione per essere tutelato per quanto attiene ai danni subiti, tutto questo con educazione ed estrema calma, riferendo di essere purtroppo abituato a ripetute e sgradevoli situazioni di intolleranza.” – riporta in una nota Federconsumatori indignata, definendo l’accaduto come “emblematico di una cieca ed ottusa discriminazione razziale.” Dalla “caccia” alla famiglia marocchina nelle case popolari della periferia romana alle discriminazioni che avvengono nelle scuole. Atteggiamenti e pratiche di questo tipo si moltiplicano e spesso trovano spazio nelle cronache cittadine. Una tendenza che trova linfa nell’incitamento all’odio ed alla paura del diverso, istigata da molti movimenti populisti, che oggi come non mai trovano terreno fertile in cui seminare intolleranza e fanatismo.

“Chiamiamo all’appello le Istituzioni, affinché intervengano per evitare che questa forma di intolleranza diventi uso e costume di una comunità (sia quella valdostana, sia quella italiana) che aveva fatto (e vorremmo che continui a farlo) della tolleranza verso gli immigrati un valore antico e profondamente radicato. Tutto ciò non fa altro che alimentare divisioni etniche e religiose, che se non contenute avranno pesanti ricadute negative sulla convivenza civile” , aggiunge l’associazione.

Mentre il nostro Paese compie un importante passo avanti all’insegna della civiltà e dell’accoglienza, approvando il provvedimento che vieta il respingimento alla frontiera e garantisce misure di protezione e diritti ai migranti minorenni non accompagnati, quanto avvenuto ad Aosta appare una inconcepibile contraddizione, segno che nelle coscienze e nelle sensibilità spesso la diffidenza vince ancora sulla tolleranza.

Leave a Reply

Your email address will not be published.