Roma Capitale, s’arrende alle beghe del M5S il presidente dell’VIII Municipio che lascia. Le deleghe passeranno alla Raggi (auguri ai residenti…)

Roma Capitale, s’arrende alle beghe del M5S il presidente dell’VIII Municipio che lascia. Le deleghe passeranno alla Raggi (auguri ai residenti…)
E’ ormai conclamata la crisi politica interna del M5S, ed ancora una volta è Roma la cartina di tornasole della stabilità di questo movimento che non vuole essere partito ma che ha nel suo Dna tutto il peggio dei partiti della prima repubblica e solo alcune, anche se va riconosciuto come onore delle armi, innovazioni del nuovo secolo. Se in Campidoglio le polemiche sono rimaste sopite nell’interesse generale della proiezione di governo nazionale, nei Municipi cova il fuoco sotto la cenere e dopo le dimissioni di alcune decine di assessori, esplode la mina politica del presidente dell’VIII parlamentino locale, una realtà geografica di prima grandezza per la capitale, visto che nel suo recinto istituzionale assomma quartieri come Roma’70, la Garbatella, un pezzo dell’Ostiense e dell’Eur, l’Appia Antica ed il suo Parco, l’ippodromo delle Capannelle e poi giù, giù fino ai confini della metropoli con l’aeroporto di Ciampino, per un totale di residenti che arriva alle 110mila unità.
 
Ecco le motivazioni che hanno portato il presidente del Municipio alle dimissioni
 
Giovedì mattina il leader di questa piccola grande città nella città, Paolo Pace, ha deciso di rassegnare definitivamente le dimissioni dall’incarico ed ha messo i sigilli alla sua scelta: “Ho protocollato le mie dimissioni per il bene del MoVimento 5 Stelle. Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione, controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l’impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati. A nulla sono serviti i continui tentativi di mediazione effettuati dal sottoscritto – prosegue Pace – Neppure le dimissioni rassegnate dal vice presidente sono state utili a dirimere i conflitti interni e ricomporre il gruppo. Proprio a seguito di tutte le azioni intentate per la soluzione del problema purtroppo senza esiti positivi, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente, già nei giorni scorsi annunciate. L’ala dissidente evidentemente non ha capito il significato più profondo del nostro MoVimento, fallendo la sfida di governo e non capendo quell’esigenza di archiviare il movimentismo (come forza di opposizione). Davanti alla continua delegittimazione del sottoscritto e dei miei assessori, davanti alla impossibilità di ricomporre un rapporto umano e politico con l’ala dissidente, davanti ai continui tentativi di sabotare l’azione di cambiamento che stiamo portando avanti in Municipio, ho deciso come suddetto di protocollare le mie dimissioni affinché il caos provocato dai dissidenti in Municipio VIII non contagi anche le altre amministrazioni”.
 
Il presidente Pace senza peli sulla lingua: “Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica di questo disatro”
 
“Risulta evidente che qualcuno, non certo il sottoscritto, dovrà assumersi la responsabilità politica di questo disastro – continua l’esponente M5S – Con rammarico debbo sottolineare che a causa del comportamento sterilmente ostruzionistico da parte dei dissidenti il nostro Municipio è passato da fiore all’occhiello dell’Amministrazione Capitolina (come documentato anche da attestazioni di stima da parte dei cittadini) al caos. Da parte mia, lasciando un’Amministrazione sana, ribadisco che anche da cittadino continuerò ad impegnarmi per il bene del nostro municipio e della città”.
 
Ecco l’iter che porterà al ‘governo’ la Raggi e successivamente alle elezioni anticipate
 
Ora la parola, o meglio ancora la palla della gestione in prima persona passerà alla sindaca Raggi, che sarà chiamata a governare uno dei Municipi probabilmente più importanti della città. Ecco comunque l’iter del procedimento che si avvierà nelle prossime settimane: Scioglimento del consiglio, comunicazione del sindaco al Prefetto, poi indizione di nuove elezioni nei termini di legge. Questo l’iter amministrativo previsto dallo Statuto di Roma Capitale in casi di dimissioni del presidente di un municipio. Come stabilisce lo statuto di Roma Capitale, al comma 20 dell’articolo 27 “Ordinamento dei Municipi”, le dimissioni del presidente “diventano irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio del Municipio”. Successivamente, come stabilisce il comma 28B, il sindaco Raggi dovrà provvedere a sciogliere il consiglio municipale con un’ordinanza. Il comma 29 prevede che “nel periodo che intercorre dallo scioglimento del Consiglio… le funzioni del Consiglio e della Giunta del Municipio sono esercitate dalla Giunta Capitolina, mentre le funzioni del Presidente del Municipio sono esercitate dal Sindaco”. Per quanto riguarda le nuove elezioni, come prevede il comma 30, “in caso di scioglimento anticipato del Consiglio del Municipio, il Sindaco ne dà comunicazione al Prefetto il quale, con proprio atto, indice, nei termini di legge, le nuove elezioni. Il Consiglio del Municipio rieletto dura in carica sino al rinnovo dell’Assemblea Capitolina”.
 
Il Pd capitolino a testa bassa: “Crisi annunciata da mesi. Vadano tutti a casa”
 
Durissime le reazioni delle opposizioni e tra queste quelle del Pd con il suo Gruppo Consiliare in Aula Giulio Cesare: “Con le dimissioni del presidente dell’VIII Municipio Paolo Pace cala il sipario su una crisi annunciata da mesi e la realtà prende il sopravvento sui racconti inverosimili fatti fino a oggi dalla maggioranza. Una crisi tutta interna al Movimento che nel municipio della Garbatella è letteralmente imploso. Una frattura che neppure in Campidoglio sono riusciti a ricomporre e che oggi arriva all’epilogo finale. Il movimento 5 stelle crolla sotto i colpi incessanti delle opposizioni ed è ben visibile agli occhi dei cittadini il loro immobilismo e il disinteresse per la città e per il Municipio. Chiediamo a questo punto coerenza al Presidente e nessun ripensamento. Vadano tutti a casa”.
 
Peciola: “Messo in ginocchio un territorio. La Raggi dovrebbe seguire l’esempio del suo presidente”
 
Durissimo anche Peciola, ex capogruppo di Sel sul Colle Capitolino: “Il M5S del Municipio VIII va in pezzi, sotto il peso dei propri fallimenti e incapacità. Pace si dimette dopo aver messo in ginocchio un territorio, chiuso servizi storici, tentato di umiliare comunità che hanno combattuto per i diritti di tutti. Incapace di governare, come la Raggi. La Raggi dovrebbe seguire il suo esempio. Farebbe bene a Roma!”.
 
Ferrara (capogruppo M5S Campidoglio): “Atto di irresponsabilità politica”
 
E a fine giornata si risvegliano anche i 5 Stelle con il capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara: “Quello di Pace è un atto di profonda irresponsabilità politica. Abbiamo tentato in ogni modo di far rientrare la situazione, abbiamo dialogato, cercato punti d’incontro, ma dall’altra parte abbiamo trovato un muro dietro il quale, evidentemente, si nasconde una profonda incapacità a gestire il mandato conferitogli dai cittadini romani. Pace non pensi, ora, di mettersi a fare il piccolo politico, di salire su un carro diverso da quello che l’ha portato alla guida dell’VIII Municipio. Sarebbe un alto tradimento della fiducia che i cittadini gli hanno assegnato sotto l’egida del MoVimento 5 Stelle: perché, alla fine, i romani hanno votato il M5S e il suo progetto, non una singola persona. Questi sono i principi del MoVimento e Pace, con quello che si appresta a fare, si sta già ponendo fuori dal M5S. Perché deve essere chiaro a tutti, dal Campidoglio a Ostia: non siamo andati al governo della città per vivacchiare o fare esperimenti”.
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