Referendum Cgil. Si voterà il 28 maggio. Baseotto: “insensato non andare all’election day”. Fratoianni e Civati: “no a giochini e giochetti” sulla riforma e si voti

Referendum Cgil. Si voterà il 28 maggio. Baseotto: “insensato non andare all’election day”. Fratoianni e Civati: “no a giochini e giochetti” sulla riforma e si voti

Per i referendum proposti dalla Cgil sui voucher e sugli appalti si voterà il prossimo 28 maggio. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri, che ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”, come rende noto Palazzo Chigi dopo la riunione del Cdm.

Nino Baseotto, segretario confederale Cgil, a radio Articolo1: “c’è la data, ma è insensato non decretare un election day accorpando referendum e amministrative”

“C’è la data, ed è un fatto importante perché ci consente di ragionare su un traguardo, su un appuntamento. Questa decisione ci consegna due mesi abbondanti per fare una grande campagna elettorale. E di questo dobbiamo essere coscienti, e determinati a sfruttarne l’opportunità”. Questo il primo commento del segretario organizzativo della Cgil, Nino Baseotto, ai microfoni di RadioArticolo1.

Non possiamo più tergiversare – ha continuato Baseotto – ora bisogna lavorare su questa data. L’organizzazione tutta ha in mente un solo giorno, che è domenica 28 maggio. Poi, personalmente sottolineo l’insensatezza di questa decisione. Perché in un periodo di crisi come quello che sta vivendo il paese, fissare un Referendum 15 giorni prima di quando presumibilmente ci saranno le elezioni amministrative è insensato. La nostra proposta di election day avrebbe invece fatto risparmiare molte risorse e avrebbe mandato il messaggio ai cittadini che non si ha paura della loro opinione su temi importanti,come quelli del lavoro”.

Camusso a Repubblica: “chiediamo l’abrogazione e la cancellazione di una forma di precarietà”

“Non è con un maquillage legislativo che si può pensare di risolvere il problema dei voucher. Noi ne chiediamo l’abrogazione, chiediamo la cancellazione di una forma di precarietà”, ha precisato Susanna Camusso in un’intervista a Repubblica, rilasciata prima che il Consiglio dei ministri fissasse la data del referdnum. Sui voucher, Susanna Camusso ha aggiunto: “non c’è alcun abuso. Chi lo racconta dice il falso, bisogna sfatare questa diceria. Le aziende che utilizzano i voucher lo fanno in maniera legale. E sta proprio qui la ragione della nostra iniziativa referendaria. Se fossimo davanti ad un abuso non avremmo chiesto l’abrogazione, ma il contrasto e la penalizzazione dei comportamenti illeciti. Ci troviamo di fronte, invece, all’ennesima legge che permette la degradazione del lavoro, che sostituisce lavoro ordinario e contrattato con i voucher, l’ultimo gradino della precarietà. Pensi solo al fatto che tra le categorie per le quali sarebbero utilizzabili i voucher, secondo la proposta che sta maturando in Commissione, ci sono i disabili: è una cosa che fa venire i brividi ma che rappresenta un’ulteriore conferma di una cultura del lavoro che punta alla precarietà non all’inclusione, alla partecipazione e alla qualità”.

Fratoianni e Civati: “ci risparmino balletti e giochetti per evitare il voto popolare. Si accorpi il referendum con le amministrative”

“Con 46 giorni di ritardo finalmente il governo Gentiloni – Pd ha deciso la data di svolgimento dei referendum promossi dalla Cgil e sottoscritti da milioni di cittadini. Referendum per abrogare una legge che ha prodotto solo precarietà e sfruttamento, e per maggiore trasparenza e legalità negli appalti. Ora ci risparmino balletti e giochetti vari per evitare il voto popolare. E già che ci sono, permettano la massima partecipazione democratica, accorpando il voto referendario con le elezioni amministrative”. Lo affermano Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Pippo Civati di Possibile.

Loredana de Petris, capogruppo SI in Senato: “data del referendum e amministrative coincidano”

“Finalmente il Governo si è deciso a fissare la data del referendum. Finalmente i lavoratori e gli elettori potranno esprimersi non solo sui voucher, strumento che ha reso ancora più feroce il precariato, ma indirettamente anche su tutto il Jobs act”. Lo dice in una nota la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra italiana e presidente del gruppo Misto. “Ora è fondamentale che il Governo fissi la data delle amministrative nello stesso giorno in cui si terrà il referendum, il 28 maggio. Sarebbe gravissimo se il Governo decidesse di buttare di nuovo milioni e milioni di euro per provare, in modo del tutto anti democratico, a far mancare il quorum”. “Vigileremo con la massima attenzione per evitare che il Governo tenti di aggirare il referendum con modifiche marginali e del tutto insufficienti, come quelle – conclude De Petris – di cui si è parlato negli ultimi giorni”.

Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera: election day “per risparmiare 300 mlioni”

 “Bene aver fissato la data su referendum Cgil su voucher e appalti (domani avrei fatto questione time al governo). Adesso accorpiamoli alle amministrative, per risparmiare 300 milioni di euro. Che di questi tempi non è poco”, commenta la decisione del Consiglio dei ministri il capogruppo a Montecitorio di Articolo1 – Movimento Democratico e Progressista, Francesco Laforgia.

Dario Ginefra, deputato Pd: “il governo non commetta lo stesso errore del referendum sulle trivelle. Evitare l’election day è una forma di boicottaggio”

“La data del 28 maggio, in luogo dell’accorpamento con le amministrative, scelta dal CdM per la celebrazione dei referendum promossi dalla Cgil in materia di appalti e voucher è la prosecuzione dell’errore già compiuto dalla nostra comunità in occasione del referendum sulle trivelle”. Così il deputato dem Dario Ginefra sostenitore della candidatura alla segreteria nazionale del PD di Michele Emiliano. Ginefra conclude: “non è attraverso il boicottaggio dei referendum che si ricostruiscono le connessioni con il Paese e con il mondo del lavoro. Profonda delusione per una scelta sbagliata e miope di un governo che così dimostra di essere arroccato a difendere posizioni indifendibili e a perseverare nell’errore compiuto in questi lunghi mesi ovvero bypassare le sedi del confronto con le lavoratrici e i lavoratori e provare ad imporre riforme calate dall’alto e totalmente distanti dalle esigenze reali della nazione”.

Vincenzo Caso e Michela Montevecchi, capigruppo 5Stelle a Camera e Senato: “election day per risparmiare e per garantire partecipazione”

“Referendum sui voucher e amministrative si tengano nello stesso giorno. Con l’election-day il 28 maggio, il Governo potrebbe risparmiare centinaia di milioni di euro, garantendo al tempo stesso una vasta partecipazione al voto referendario”. dichiarano i capigruppo M5S di Camera e Senato Vincenzo Caso e Michela Montevecchi. “Oppure il governo Renzi-Gentiloni ha paura proprio del voto referendario sui voucher e temendo il raggiungimento del quorum vorrà sabotare il quesito, proprio come fece lo scorso anno su quello delle trivelle?” continuano i capigruppo M5S. “In ogni modo, quando il Movimento 5 Stelle andrà al governo presenteremo una proposta di legge per abolire il quorum nei referendum. In democrazia deve contare chi partecipa”, concludono i capigruppo M5S.

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