Poliziotti in piazza manifestano davanti alle Questure. Tissone (Silp Cgil): riordino delle carriere ma non così. Spendere meglio le risorse per garantire sicurezza ai cittadini

Poliziotti in piazza manifestano davanti alle Questure. Tissone (Silp Cgil): riordino delle carriere ma non così. Spendere meglio le risorse per garantire sicurezza ai cittadini

Vedere poliziotti che manifestano davanti alle Questure di tutta Italia, distribuiscono volantini, mostrano striscioni, cartelli in cui riassumono le rivendicazioni alla base della giornata di mobilitazione, non è cosa di tutti i giorni. O meglio forse è la prima volta che avviene. In genere sono dall’altra parte quando ci sono cortei, manifestazioni. Ma anche loro, “anche noi – ci dice Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato confederale che organizza  le forze di Polizia ed ha promosso la giornata di lotta -, siamo lavoratori. E di problemi da affrontare e risolvere ne abbiamo tanti, il riordino delle carriere, fondamentale per assicurare e garantire la sicurezza dei cittadini, il rinnovo del contratto che attendiamo da nove anni. La pazienza è finita. E come Silp abbiamo dato risposta  a quanto i nostri lavoratori chiedevano, una iniziativa forte, in tutta Italia”. E migliaia di agenti sono scesi in piazza davanti alle Questure, la loro “casa madre” con uno slogan rilanciato sui social, #riordinosimanoncosi.

“Questa volta non abbiamo protestato per avere più risorse ma per spendere meglio quelle che abbiamo a disposizione e per realizzare una riforma dei ruoli e delle qualifiche che ci renda più efficienti e ci permetta di dare maggiore sicurezza ai cittadini. Dopo una lunga battaglia che ci ha visti protagonisti – prosegue – siamo riusciti ad ottenere 760 milioni per i comparti sicurezza e difesa per il 2017 e 875 milioni dal 2018. Una somma considerevole, mai avuta a disposizione in passato, che doveva essere il miglior biglietto da visita per un riordino interno delle carriere atteso da 20 anni. Così purtroppo non è stato e il provvedimento recentemente emanato dal Consiglio dei ministri lo conferma. Abbiamo però 3 mesi di tempo per apportare migliorie durante i passaggi parlamentari. Per questo siamo mobilitati”.

“Siamo stati  davanti alle Questure – conclude il segretario del Silp Cgil – per rafforzare il rapporto con  tutti i poliziotti,  i cittadini  e sensibilizzare la nostra Amministrazione, che doveva e poteva fare di più. La mobilitazione è destinata a proseguire nelle prossime settimane anche con altre iniziative. Abbiamo poliziotti con tantissima esperienza professionale e con tanti titoli che non hanno mai avuto la possibilità, come avvenuto in altri corpi di polizia, di crescere e progredire in carriera. Non devono essere ancora penalizzati. Siamo al palo dal 1995 e adesso che abbiamo a disposizione risorse, sebbene ancora senza contratto, non possiamo buttare a mare questa occasione”.

Fp Polizia penitenziaria e  Silp il15 marzo  sit insieme davanti a Montecitorio

Anche la Fp  Cgil Polizia penitenziaria  è decisa a portare avanti iniziative per  cambiare il decreto relativo al riordino delle carriere così come nelle manifestazioni che si sono svolte davanti alle Questure, “protesta riuscitissima” dice Tissone. Silp Cgil e Fp Cgil Polizia penitenziaria annunciano per il prossimo 15 marzo un sit in davanti a Montecitorio. Il decreto sulle carriere approvato di recente dal Consiglio dei ministri “non è positivo – affermano – per le lavoratrici e i lavoratori in divisa”. Tissone e Daniele Chiaramonte, segretario Fp Polizia penitenziaria, in una dichiarazione congiunta, ribadiscono che le risorse sono “state conquistate grazie ad una lunga battaglia sindacale che ci ha visto protagonisti e proprio per questo non possiamo accettare una riforma dei ruoli e delle qualifiche che mortifica gli operatori delle forze dell’ordine. Pretendiamo – concludono i sindacalisti – un riordino che elimini i disallineamenti esistenti tra i vari Corpi dello Stato, che valorizzi professionalità ed eccellenze, che migliori l’efficienza della macchina sicurezza per dare più sicurezza ai cittadini. Per una volta le risorse ci sono. Perchè dovremmo tollerare pastrocchi?”.

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