Pillola dei cinque giorni dopo. Boom di vendite all’indomani della distribuzione senza obbligo di ricetta: +96% nel 2016. Medici e associazioni avvertono: segno di scarsa consapevolezza e prevenzione in tema di contraccezione

Pillola dei cinque giorni dopo. Boom di vendite all’indomani della distribuzione senza obbligo di ricetta: +96% nel 2016. Medici e associazioni avvertono: segno di scarsa consapevolezza e prevenzione in tema di contraccezione

I dati sulle vendite della pillola dei 5 giorni dopo registrano cifre da record nel 2016: “Sono cresciute del 96% in 10 mesi”. Addirittura, rispetto al 2014 sono aumentate di 15 volte. Le pillole dei cinque giorni dopo vendute in farmacia da gennaio a ottobre 2016 sono 200.507, nel 2014 erano 13.401. Da quando in Italia è stato abolito l’obbligo della ricetta (per le donne maggiorenni) si compra una compressa ogni 2 minuti. L’eliminazione dell’obbligo di presentare la ricetta (né un test medico che accerti uno stato di non gravidanza) è avvenuta il 9 maggio 2015. L’obbligo della ricetta permane solo per le minorenni.

Ripercorrendo le tappe del percorso che ha portato a tale decisione ricordiamo che già a gennaio 2015, la Commissione europea diede indicazione di distribuire in farmacia senza prescrizione medica la ellaOne, perché ritenuta sicura e più efficace se usata durante le 24 ore successive al rapporto sessuale a rischio. L’Aifa decise pertanto di liberalizzare il farmaco, in rottura con il Consiglio superiore di sanità. Una scelta che segna un passo importante per molte donne, spesso rimbalzate da un Pronto soccorso a un consultorio per ottenere il farmaco, con inaccettabili perdite di tempo. Da allora è stato un vero e proprio boom di vendite. Ma non è oro tutto ciò che luccica…

“L’aumento della domanda di contraccettivi di emergenza ha il vantaggio di aver ridotto il numero di aborti del -9,3%, con notevoli risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale”, afferma la Federconsumatori. Un dato che, se da un lato risulta positivo, dal momento che diminuisce il numero di aborti, dall’altro rileva la scarsa prevenzione e consapevolezza in materia di contraccezione e gravidanze non desiderate, sottolinea l’associazione. Tale dato riguarda soprattutto le ventenni, che troppo spesso corrono ai ripari solo a posteriori. È bene ricordare, infatti, che la pillola dei cinque giorni dopo è sì un contraccettivo, ma d’emergenza. Alla luce di questa analisi, medici, associazioni ed organizzazioni chiedono che non cessi l’impegno verso la realizzazione di campagne di informazione rivolte alle donne per promuovere la pratica della contraccezione e la cultura della procreazione consapevole.

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