Pil: nel 2016 si attesta al +0,9%. Federconsumatori denuncia: il Paese è ancora prigioniero dello zero virgola

Pil: nel 2016 si attesta al +0,9%. Federconsumatori denuncia: il Paese è ancora prigioniero dello zero virgola

L’Istat conferma che nel 2016 il PIL si è attestato al +0,9%. In volume si trova appena al di sopra del livello registrato nel 2000.Un dato lievemente superiore rispetto alle aspettative del Governo, che nel documento programmatico di bilancio indicava una crescita del +0,8%. “Non riusciamo ad allontanarci dallo zero virgola”, sostengono Federconsumatori e Adusbef. E mettono in guardia: “Questo dato, in tutta la sua modestia, mostra come il nostro Paese stia ancora galleggiando nell’indeterminatezza. Non si retrocede, ma, questo è davvero allarmante, non si cresce a sufficienza”. La CGIA di Mestre fa notare come dei 28 Paesi che compongono l’Ue, nel 2016 solo la Grecia ha fatto peggio di noi (+0,3%) mentre il dato medio di incremento del Pil in Europa è stato del +1,9%.

Anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è cauto e afferma: “Crescita ancora troppo lenta, come prima della crisi. Per creare occupazione e benessere dobbiamo liberare energie realizzando riforme”. Una constatazione condivisa dalle associazioni dei consumatori, che evidenziano però come non sia pensabile affrontare un altro anno in questo modo e rilevano l’urgenza di una vera svolta all’andamento economico.

Un’urgenza messa in luce anche dai dati sull’inflazione diffusi ieri. “C’è da preoccuparsi, infatti, quando la crescita così accelerata del tasso di inflazione non è dovuta all’incremento della domanda interna, bensì a fattori esogeni quali la crescita dei costi energetici o a componenti di natura stagionale, come l’impennata dei prezzi dell’ortofrutta”, proseguono le Associazioni.

Alla luce di tali indicatori, avvertono Federconsumatori e Adusbef, è chiaro che la strada per avviare una nuova fase di crescita deve essere aperta da un serio piano per il rilancio occupazionale e per la redistribuzione dei redditi, nel quale convogliare tutte le risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, nonché dal contrasto a sprechi ed abusi. “Se necessario – concludono le associazioni – chiediamo di ricorrere alla vendita straordinaria di una parte delle riserve auree”.

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