Piazza del Campidoglio invasa dalle onlus contro lo sgombero degli immobili comunali. Raggi sotto accusa: “Fanno un deserto e lo chiamano onestà”

Piazza del Campidoglio invasa dalle onlus contro lo sgombero degli immobili comunali. Raggi sotto accusa: “Fanno un deserto e lo chiamano onestà”
“Fanno un deserto e lo chiamano onestà: Roma è diritti, cultura e solidarietà” e “Roma non si vende”. Questi gli slogan gridati e riportati sugli striscioni oggi in piazza del Campidoglio dove centinaia di persone hanno manifestato per chiedere il blocco degli sgomberi che pendono sugli immobili di proprietà comunale. “Il patrimonio immobiliare pubblico deve essere considerato un bene comune. Non è uno slogan, ma un’indicazione precisa: se un bene è comune, significa che non appartiene solo al Comune di Roma, ma è nella disponibilità di tutti i cittadini, che devono poterne decidere insieme l’uso e potervi accedere liberamente” ha spiegato Serena della rete Decide Roma ai microfoni allestiti in piazza. “La sfida che Decide Roma, da mesi, sta lanciando a chi oggi governa questa città è quella di aprire, sul terreno del patrimonio pubblico immobiliare, un processo permanente di democrazia diretta e di partecipazione dal basso” ha sottolineato Alessandro della rete Decide Roma.
 
Anche l’Anpi in piazza con decine di Associazioni
 
La rete racchiude le molte associazioni scese in piazza, tra cui Esc, Cip, Corto circuito, Rialto, Celio Azzurro, Ararat, San Gregorio, Accademia internazionale di Teatro, Scuola di musica popolare di Testaccio, L’Arcobalena, Circolo Gianni Bosio, Scuola di musica Ganassi, nonché una delegazione dell’Anpi e del sindacato Asia Usb. Associazioni e onlus che “sono il pezzo migliore della società – ha aggiunto Alessandro – tra tutti i pezzi della città che dovrebbero essere attaccati viene attaccato il pezzo migliore, quello che garantisce il welfare. Queste realtà si sono prese cura per anni dei luoghi abbandonati, del patrimonio abbandonato della città. Noi siamo in credito con questa amministrazione non siamo in debito: e oggi ci vengono a chiedere migliaia di euro d’affitto ma non è possibile governare la città con la minaccia del danno erariale”.
“Hanno permesso che la stella dell’acqua pubblica diventasse cadente – ha spiegato Paolo Carsetti del forum acqua pubblica che aveva sede nel centro Rialto recentemente sgomberato – L’inerzia della Giunta Raggi sarà complice della logica che sta rovinando questa città. Non è possibile che non si dia un valore sociale al ruolo svolto da queste realtà. Non si può creare il deserto sociale in nome della legalità”.
 
Cori, musica e danze fanno fibrillare la sindaca
 
“La 140 non ci fa paura la nostra forza è l’intercultura” è invece il testo di uno dei cartelli esposti dai manifestanti e che ricorda che la protesta nasce perchè “queste esperienze in piazza non possono essere messe a bando, per effetto della delibera 140 – sottolinea Serena – queste realtà non sono in grado di partecipare a un bando competitivo ma devono essere tutelate per il servizio sociale che svolgono”. La manifestazione è stata animata oltre che dagli interventi pubblici degli esponenti delle singole realtà da diversi momenti artistici, con cori, musica e danze. Tre le richieste della rete Decide Roma rivolte alla Giunta Raggi: scrittura partecipata del nuovo regolamento, riconoscimento del valore delle realtà che esistono sul territorio, riconoscimento del metodo dei beni comuni urbani.
 
Chiesta l’apertura di un laboratorio partecipato per riscrivere le regole
 
“Abbiamo chiesto alla sindaca di Roma Virginia Raggi l’apertura di un laboratorio partecipato in cui riscrivere le regole sul patrimonio pubblico: sono più di 100 le città che in Italia che hanno già approvato un regolamento sul patrimonio pubblico. I bandi creano concorrenza, noi vogliamo la cooperazione. Raggi ci ha detto di sì in campagna elettorale, oggi, da stasera, è ora di mantenere la promessa” ha concluso Alessandro della rete Decide Roma. In piazza del Campidoglio tra i manifestanti delle associazioni e onlus sono stati presenti anche diversi consiglieri capitolini del Pd, dalla capogruppo Michela Di Biase a Roberto Giachetti, Orlando Corsetti e altri che hanno pronta una proposta di delibera a “salvaguardia della legalità e finalità socioculturale del patrimonio pubblico” si legge nel documento di bozza della delibera.
La richiesta del Gruppo capitolino del del Partito Democratico “in considerazione del quadro problematico determinato dagli effetti dei provvedimenti vigenti – prosegue il documento – ritiene che occorre intervenire sulla questione garantendo: 1) il rispetto della legalità da concretizzarsi nella rigorosa verifica dei requisiti dei soggetti attualmente in possesso del bene immobile; la definizione di un nuovo Regolamento delle concessioni nel quale siano previste trasparenti regole di assegnazione; 2) la salvaguardia delle attività sussidiarie a quelle di competenza dell’ente svolte dalle associazioni in ambito sanitario, assistenziale, culturale, sociale e sportivo, al fine primario e inderogabile di prediligere l’interesse pubblico e garantire alla collettività cittadina i servizi all’uopo necessari”.
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