Nuovi volti con la Raggi in Campidoglio. Dalle retroguardie ‘veltroniane’ arriva il titolare all’urbanistica, Montuori. City manager, Giampaoletti, un colletto bianco di Unicoop Tirreno

Nuovi volti con la Raggi in Campidoglio. Dalle retroguardie ‘veltroniane’ arriva il titolare all’urbanistica, Montuori. City manager, Giampaoletti, un colletto bianco di Unicoop Tirreno
Il garante Grillo, la sindaca Raggi e quel che resta del Direttorio del M5S, cercano di cambiare registro all’asfittica squadra che governa ormai da mesi la capitale. Una svolta? Probabilmente solo un tentativo di svolta. Si cerca di dare un senso amministrativo, oltre che politico, alla vittoria del giugno 2016 cercando di coprire le caselle che strutturalmente collocano in una posizione di quasi default l’attuale compagine di governo di Roma Capitale. Basterà sostituire un assessore e far insediare un city manager per dare delle risposte alla città? Probabilmente no, visto che la scelta sia del city manager che del nuovo assessore all’Urbanistica, non portano ossigeno e soprattutto altissima qualità ed esperienza alla giunta, ma sono solo delle piccole scelte pescate nella galassia sterminata degli staff dei nuovi potenti del Colle o nelle esperienze legate ad altre amministrazioni che poco o nulla hanno a che vedere con la complessità della Capitale.
 
Per la Raggi due nuove scommesse, una arriva dal passato e l’altra dal mondo cooperativo
 
Dunque, a ragionare bene si tratta di scommesse. Va detto poi che per almeno uno dei due (il nuovo titolare all’Urbanistica ndr) sono state prese in considerazione le precedenti esperienze sul Colle Capitolino che legano, con una vicinanza quasi ‘ortodossa’ al sindaco Walter Veltroni, il nuovo assessore Luca Montuori. Per la Giunta Raggi, in questo segno c’è anche il precedente dell’assessore al Bilancio Mazzillo, anche lui veltroniano e poi fulminato sulla ‘strada di Damasco’ dal M5S. Insieme a Mazzillo, va detto anche di Luca Bergamo, che in maniera più indipendente e creativa, aveva fatto parte di quella galassia vincente che al tempo era definita ‘Laboratorio Roma’.
 
Montuori, dalla poltrona di capo segreteria del vicesindaco a quella caldissima e di primo piano di Urbanistica e Lavori Pubblici
 
Nel tardo pomeriggio di questo primo lunedì di marzo la presentazione ufficiale del neoassessore con la sindaca Raggi, che avrà, temporanemente, anche la delega ai Lavori Pubblici. “Vi presento il nuovo assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Luca Montuori” – ha annunciato la sindaca – “Stiamo continuando i colloqui per trovare un assessore ai lavori pubblici, tuttavia Montuori assumerà questa delega in via temporanea. Luca Montuori lavora con noi già da qualche mese e sono certa che condividerà il percorso del M5s in cui le decisioni sono prese in modo partecipato – ha aggiunto Raggi – È una prassi cercare persone competenti e di spessore che condividono il nostro percorso”. Dopo la Raggi, le prime parole del titolare di urbanistica e lavori pubblici: “Una sfida difficile ma bellissima, forse la più bella che si può immaginare per un architetto. A Roma non basta la bacchetta magica. È una città molto estesa, all’interno della quale esistono migliaia di città più piccole. Da qui in poi mi butto in mare senza ciambella e vediamo come va”. Poi il neoassessore ha anche detto due parole sul suo passato al fianco di amministrazioni di colore diverso da questa: “La parola rinnegare non esiste nel mio vocabolario. Io ho lavorato per questa città, era un’esperienza che ritenevo giusta in quel momento. Rinnegare è una cosa che non mi appartiene”. Montuori ha poi ricordato che lavorava in un piccolo ufficio che trattava concorsi al fine di sostenere l’idea “che avevo già all’epoca ovvero che la città è un’entità pubblica, la città è di tutti”. Poi la sindaca ha precisato e confermato parzialmente quanto si era appreso, sulla squadra di collaboratori che affiancheranno Montuori: “L’assessore avrà uno staff come tutti gli assessori. Ci sono persone che abbiamo già individuato e saranno presentate al più presto. L’avvocato Lanzalone (Lanzalone è l’avvocato che cura gli interessi del Campidoglio nella trattativa sullo stadio dell’As Roma ndr) non farà parte dello staff”.
Per l’architetto, 52 anni, romano, professore associato di Progettazione urbanistica all’Università di Roma Tre, si tratta di un salto carpiato in avanti, visto che è il capo della segreteria dell’assessore alla Cultura Luca Bergamo, che è anche vicesindaco. Il nuovo assessore avrà decine di dossier sulla sua scrivania, molti di questi ‘tossici’ e ad elevato rischio: Ex mercati generali, Piani di zona, il nodo delle periferie. Ma tra tutti quello più spinoso è lo Stadio della As Roma, le infrastrutture necessarie al suo collegamento con il resto della città e tutto quello che circonderà l’impianto, sia in termini di verde pubblico che di cementificazione.
 
E il suo predecessore Caudo benedice la scelta: “In una situazione così deprimente può metter un po’ di ordine”
 
Sul nuovo titolare dell’urbanistica è arrivata la benedizione eccellente di un suo predecessore, Giovanni Caudo, che aveva condotto il cruciale Assessorato nella squadra di Ignazio Marino: “Luca? Ottima scelta, in questa situazione così deprimente può mettere un po’ d’ordine”. Montuori sarà chiamato a gestire un percorso lasciato a metà da Berdini, che proprio sullo Stadio della Roma e sulla fiducia nei confronti della sindaca e della sua squadra di governo aveva impattato. Berdini rassegnando le dimissioni definitive aveva tolto la sua firma e la sua intestazione proprio alla progettazione dello Stadio romanista. Dunque, dopo il disco verde dei consiglieri pentastellati, Luca Montuori potrà traslocare dalla umile scrivania di capo segreteria del vicesindaco Bergamo a quella ben più complessa di assessore. Va detto che in linea di importanza viene considerata da sempre nella capitale, come la terza fila del governo di Roma, dietro solo al sindaco, al suo vice ed in linea con la postazione del Bilancio.
 
Da Genova, passando per il mondo delle Coop, arriva per la prima volta a Roma un city manager
 
Quello che lascia perplessi, non è la qualità dell’uomo e del professionista, ma il fatto che per l’ennesima volta Raggi & C, siano stati costretti a pescare per il vertice della squadra nella riserva, affidando a uomini delle segreterie incarichi di governo. Tutto questo lascia stupiti, se si ripete, e potrebbe essere il segnale di una sofferenza del M5S verso l’esterno, quasi un sedersi su precedenti esperienze amministrative. Chi arriva da fuori è invece il nuovo city manager scelto, sembra personalmente, dalla sindaca Virginia Raggi. La sua nomina è stata ratificata venerdì scorso dalla giunta capitolina. Giampaoletti è stato direttore generale del Comune di Genova, dal settembre 2015 al dicembre scorso, quando è diventato direttore di Unicoop Tirreno per le aree di servizio, dal personale ai sistemi informativi.
 
Di Biase (Pd): “All’urbanistica, oltre al nuovo assessore, anche sei consulenti scelti dalla Casaleggio Associati”
 
Sul nuovo possibile titolare dell’Urbanistica e soprattutto sui suoi collaboratori, si leva lo scudo delle opposizioni. A parlare la capogruppo del Pd in Aula Giulio Cesare, Michela De Biase: “L’ipotesi che l’assessorato all’Urbanistica sarà affidato al capo segreteria del vicesindaco e a sei consulenti scelti dalla ‘Casaleggio Associati’ è preoccupante. Il dopo Berdini è affidato ad un pool di ‘magnifici 7’. Tra loro, oltre al neo assessore, anche l’avv. Luca Lanzalone rappresentante (ancora senza incarichi istituzionali) dell’amministrazione capitolina negli incontri con l’A.S. Roma sullo stadio. In questi 8 mesi la giunta Raggi ha alterato e bloccato la pianificazione urbana e ora, dopo i giorni dell’urbanistica patteggiata su Tor di Valle, l’amministrazione Raggi approda a quella commissariata. La programmazione urbanistica della capitale e le scelte strategiche sulle opere infrastrutturali verranno prese a Milano da un’azienda privata. E’ una novità imbarazzante e di dubbia legittimità. Di fatto si cancella ogni traccia della trasparenza annunciata solo 8 mesi orsono dalla sindaca Raggi. Con le nomine preannunciate il M5S trasferisce i processi decisionali dal Campidoglio all’ombra della Madonnina”.
 
 
 
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