Melendugno, Lecce. Durissimi scontri tra manifestanti NO TAP e polizia. Fratoianni: “inaccettabile”. Emiliano: “il governo utilizza la polizia per risolvere questioni politiche”

Melendugno, Lecce. Durissimi scontri tra manifestanti NO TAP e polizia. Fratoianni: “inaccettabile”. Emiliano: “il governo utilizza la polizia per risolvere questioni politiche”

Mattinata tesa a San Foca, Melendugno, in provincia di Lecce, davanti al cantiere del gasdotto TAP. I manifestanti No TAP ed alcuni sindaci salentini erano in presidio permanente per impedire le attività di espianto di 211 ulivi che si trovano sul tracciato del gasdotto, operazioni che sono munite delle relative autorizzazioni e che hanno il via libera anche del Ministero dell’Ambiente. Alcuni No TAP hanno impedito fisicamente l’accesso al cantiere a mezzi e operai. La polizia, dopo gli inviti a non ostacolare le operazioni, ha forzato il presidio, spostando di peso le persone una per una ed avanzando con scudi protettivi, liberando così la via di accesso. Sono state fasi concitate, con urla e tanta agitazione. Una nuova carica della polizia, più energica della precedente, ha poi sgomberato la gran parte del blocco di manifestanti davanti al cantiere Tap. La carica ha provocato nuovi contusi. Un uomo di 65 anni, Ippazio Luceri, è stato colto da malore e soccorso dai sanitari giunti con un’ambulanza a seguito della prima carica della polizia compiuta davanti al cantiere. L’uomo, in sciopero della fame da una settimana, è uno degli attivisti in prima linea nella protesta contro l’eradicazione degli ulivi. Durante lo sciopero della fame – raccontano i manifestanti – l’uomo ha perso quattro chili in circa sette giorni.  Intorno alle 13.30, cinque camion, su ciascuno dei quali erano stati caricati due ulivi appena eradicati, sono usciti dal cantiere in cui Tap costruirà il microtunnel del metanodotto. I camion sono stati scortati da mezzi delle forze di polizia. L’uscita dei mezzi è stata accompagnata dai fischi dei manifestanti.

Nel pomeriggio i NO TAP si sono riuniti in assemblea per decidere quali iniziative intraprendere dopo gli scontri della mattinata, in cui sono rimasti coinvolti, tra gli altri, anche alcuni dei sindaci e degli assessori in rappresentanza dei Comuni che aderiscono al comitato ‘No Tap’. Con loro anche i consiglieri regionali Cosimo Borracino (Sinistra Italiana) e Antonio Trevisi (M5S) e la parlamentare pentastellata Daniela Donno. Nel cantiere, intanto, continua senza sosta l’espianto degli ulivi con la messa a dimora degli alberi – che saranno poi reimpiantati nella stessa area – nel centro di stoccaggio di Masseria del Capitano. Da fonti Tap si apprende che sarebbe stata scartata dall’azienda l’ipotesi di ricorrere al trasporto degli arbusti mediante l’uso di elicotteri, ipotesi che era stata presa in considerazione nelle scorse ore.

Nicola Fratoianni, segretario Sinistra Italiana, denuncia le cariche contro uomini delle istituzioni, anziani e ragazzini

“Quello che è avvenuto poco fa a Melendugno è inaccettabile”, sostiene il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “Caricare sindaci, consiglieri regionali, anziani e ragazzini”, prosegue, “non è degno di un Paese civile. Il governo ne è responsabile e ne dovrà rendere conto in Parlamento. Le autorità di Pubblica Sicurezza responsabili di questo capolavoro lo dovranno spiegare al Paese. Ora si riporti il confronto su un terreno di dialogo”.

Michele Emiliano, governatore della Puglia: “il governo usa le Forze dell’ordine per risolvere una questione politica”

“Le drammatiche notizie che giungono da San Foca”, dichiara a sua volta in una lunga nota il governatore della Puglia Michele Emiliano, “descrivono una situazione nella quale il Governo della Repubblica sta utilizzando le Forze dell’ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti ed in particolare l’indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l’approdo del gasdotto più a nord, nell’area del comune di Squinzano, che ha dato il suo consenso, evitando di impegnare una delle più belle spiagge dell’Adriatico pugliese”. Michele Emiliano sottolinea: “La battaglia del Tap è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale”. Emiliano, però, non può ignorare che il governo è espressione della maggioranza, il cui azionista principale è quel Partito democratico del quale fa parte, al punto da volerne diventare segretario. Non solo, l’accusa di Emiliano al governo si fa perfino più pesante, perché “servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e duro e severissimo con i diritti dei cittadini”.

La Chiesa leccese chiede lo spostamento del gasdotto e di ascoltare la gente, che non si arrenderà. E lancia l’allarme sullo squilibrio ambientale a Otranto

“La gente si sente scavalcata e non si arrenderà”, dice al Sir, il Servizio di Informazione religiosa, mons. Nicola Macculi, direttore dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro di Lecce a proposito delle proteste in corso a Melendugno per l’approdo del gasdotto Tap. “Uno spostamento di 20-30 chilometri – sottolinea Macculi – dovrebbe essere preso in considerazione”. Il nodo della questione, spiega al Sir mons. Nicola Macculi, “non è che il gasdotto non si faccia – nessuno lo mette in discussione -, ma che venga trasferito in un’altra area, come potrebbe essere quella industriale a sud di Brindisi, dove l’impatto ambientale sarebbe decisamente più contenuto”. Ad appoggiare questa richiesta, recentemente riproposta dal governatore Michele Emiliano, sono anche 27 sindaci e diverse centinaia di abitanti della zona. “Al di là delle autorizzazioni e dei percorsi di ordine giuridico – sottolinea Macculi – non sono certo che si allenteranno le tensioni. Anzi. Temo che la gente del luogo si senta scavalcata e sono convinto che non si arrenderà”. “San Foca – conclude – è a ridosso di Otranto: una delle aree più belle del Salento, un gioiello naturalistico, turistico e ambientale che tutti ci invidiano. Al di là delle rassicurazioni, il punto di approdo del gasdotto a San Foca potrà alterare in tempi brevissimi l’equilibrio ambientale e la geografia economico-turistica del territorio”.

Il ministro Alfano contro la Puglia e i cittadini, pare non aver capito il senso della protesta

“Sono lieto che il TAP progredisca verso una rapida realizzazione”, scrive il ministro degli esteri Alfano, che forse non ha seguito le vicende di Melendugno, e che come un marziano sulla Terra, le osserva con altri occhi. Non solo. Il ministro è uno strano cattolico: quando la Chiesa sta con il suo popolo e ne condivide le ragioni, lui è sempre dall’altra parte. In questo caso, come si è visto, la Chiesa leccese chiede saggiamente di rivedere il percorso del gasdotto spostandolo in aree industriali meno pregiudizievoli per l’ambiente e l’agricoltura. Invece, Alfano, è convinto che si vada “verso una rapida realizzazione che ci permetta di poter contare, nei tempi stabiliti, su un’infrastruttura di primaria importanza per l’Italia. Si tratta di un progetto che porterà benefici economici al nostro Paese e ne rafforzerà la sicurezza e la diversificazione energetica, obiettivi per i quali la Farnesina è fortemente impegnata e che sono al centro dell’attenzione internazionale. Di questo, ho parlato ieri anche con il ministro Lavrov, che mi ha ribadito come anche Mosca riconosca una grande rilevanza alla costruzione di un corridoio meridionale del gas”. Ma di cosa parla Alfano? Ha mai sentito le ragioni delle popolazioni locali, dei sindaci, delle istituzioni regionali? Lo sa che si poteva scegliere un altro percorso?

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