Marchionne svela un nuovo piano per lo stabilimento di Pomigliano: via la produzione della Panda dall’Italia. Fiom, Cgil, Sinistra Italiana e Mdp insorgono

Marchionne svela un nuovo piano per lo stabilimento di Pomigliano: via la produzione della Panda dall’Italia. Fiom, Cgil, Sinistra Italiana e Mdp insorgono

Nel giorno in cui in tutto il mondo si analizzano gli effetti dell’acquisizione della Opel (General Motors) tedesca da parte del gruppo francese Psa, la Peugeot, per 2,2 miliardi di euro, eco che Sergio Marchionne, amministratore delegato della FCA, nell’ambito di una conferenza stampa al Salone dell’Auto a Ginevra rivela i piani della sua azienda. E si tratta di cambiamenti di rilievo. In particolare per gli stabilimenti ex Fiat, ora FCA, del Mezzogiorno. Le parole di Marchionne non potevano non scuotere le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, che però hanno manifestato opinioni in parte differenti dai progetti illustrati da Marchionne.

“Lo stabilimento di Pomigliano”, ha detto Marchionne, col suo solito stile, “è capace di fare vetture molto più complesse della Panda. Lo abbiamo fatto per questo. La prossima versione della Panda andrà a finire altrove”, probabilmente in Polonia. “Ci deve andare di natura, ma ci vorrà tempo, quindi non chiedetemi quando arriverà, comunque non entro la fine del piano”, ha affermato Sergio Marchionne. L’amministratore delegato di Fca ha chiarito che “la prossima versione” della Panda “andrà a finire altrove, intorno al 2019-2020. Io non ci sarò, o ci sarò solo in parte”. Marchionne ha poi ribadito che “non venderemo nostri marchi ai concorrenti, non lo faremo, almeno finché ci sarò io”, cioè fino al 2018, quando scadrà il suo contratto, e rimarrà esclusivamente presidente della Ferrari. Insomma, una decisione buttata lì, quella di spostare la produzione seriale della Panda da Pomigliano verosimilmente in Polonia, senza alcun’altra specificazione, ha suscitato notevoli perplessità e interrogativi, ma perfino qualche applauso.

I dubbi di Michele De Palma, responsabile automotive della FIOM, e di Susanna Camusso 

“Le dichiarazioni rilasciate a Ginevra dall’amministratore delegato del gruppo Fca, Sergio Marchionne, sul futuro delle produzioni nel nostro paese alla luce di quanto sta accadendo nel settore, rendono urgente un confronto con tutte le organizzazioni sindacali in Italia”, dichiara Michele De Palma, responsabile automotive della Fiom-Cgil. Dopo l’annuncio fatto da Marchionne secondo cui la Panda andrà via dallo stabilimento di Pomigliano, la Fiom nota che “non c’è alcuna rassicurazione sul rientro di tutti i lavoratori”. E’ quindi “indispensabile l’avvio di un rapido confronto sindacale, visto che quei lavoratori hanno subito anni di ammortizzatori sociali e anche lo spostamento dal loro lavoro a Cassino”. Per Michele De Palma, “il governo, dal canto suo, non può continuare a tacere sulle politiche industriali e occupazionali che riguardano Fca come le aziende che lavorano nell’automotive, settore industriale strategico per il nostro paese – conclude Palma – In tutto il resto d’Europa i governi svolgono un ruolo fondamentale per l’occupazione e per il ruolo strategico dell’industria dell’auto, in Italia è ora di passare dalle dichiarazioni agli atti concreti”. Sulle dichiarazioni di Marchionne ha voluto dire la sua anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: “Sarebbe utile scoprire le strategie, la prima preoccupazione è la produzione in Italia e in Europa”.

Francesco Ferrara, vicecapogruppo di MDP: “Marchionne chiarisca quali modelli e con quali risorse produrre”

“Apprendiamo dell’intenzione di Marchionne di spostare la produzione della Panda da Pomigliano perché lo stabilimento campano è capace di fare vetture più complesse. Premesso che anche noi riteniamo che Pomigliano possa produrre di più e meglio, chiediamo a Marchionne di chiarire quali progetti industriali ha in mente per Pomigliano, quali modelli vuole produrre e con quante risorse economiche e occupazionali intende realizzarli”, dichiara Francesco Ferrara, vicecapogruppo di Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista a Montecitorio. “Infine – conclude l’esponente di Mdp – auspichiamo che qualsiasi cambio di produzione venga condiviso con le organizzazioni sindacali, in modo da tutelare l’occupazione e il futuro produttivo di tutte realtà Fca in Italia”.

Giorgio Airaudo, Sinistra Italiana: “Basta con la codardia nei confronti della ex Fiat”

“Sul futuro delle produzioni nel nostro Paese, a partire da quelle dello stabilimento di Pomigliano, preoccupano le parole di Marchionne di oggi a Ginevra. Dopo aver ‘esportato’ Fiat/ FCA in USA, aver portato la sede legale e fiscale tra l’Olanda e la Gran Bretagna, ora Marchionne vuole togliere la produzione della Panda all’Italia per trasformare la ex Fiat da produttore generalista di autoveicoli ad una carrozzeria del lusso con tutti i rischi di instabilità dei volumi e del mercato tipici di queste nicchie”. scrive in una nota Giorgio Airaudo di Sinistra Italiana. “Ma preoccupa ancora di più il silenzio del governo sulle politiche industriali e occupazionali di FCA e sugli impegni per il nostro paese. Silenzio – dice il deputato SI – in perfetta continuità con i governi precedenti. La Fiat in Italia si visita prima delle elezioni, lo hanno fatto sia Renzi che Monti, si accolgono le sue richieste e si va in America ad omaggiarli senza chiedere mai nulla per i lavoratori italiani e per l’Italia. Ricordo a Calenda e Gentiloni che l’automotive è un settore strategico per il nostro Paese. In tutto il mondo – spiega Airaudo – i governi hanno svolto un ruolo fondamentale per salvaguardare le imprese nazionali e l’occupazione. Solo l’Italia ha lasciato ‘fuggire’ il proprio produttore di automobili e il lavoro. Basta con la codardia”, conclude Airaudo.

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