Manutenzione e pulizie, perquisizioni dei Carabinieri al Palazzo di Giustizia di Napoli. Nel mirino gli affari di Alfredo Romeo

Manutenzione e pulizie, perquisizioni dei Carabinieri al Palazzo di Giustizia di Napoli. Nel mirino gli affari di Alfredo Romeo
Nuove ipotesi investigative emergono nel filone giudiziario che riguarda l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, in carcere per la vicenda Consip. Nella tarda mattinata di martedì, i carabinieri del comando provinciale di Napoli si sono presentati ed hanno eseguito una serie di perquisizioni al Palazzo di Giustizia. Nessun magistrato coinvolto, ma sembrerebbe solo ed esclusivamente personale amministrativo. Non sono stati definiti i dettagli, ma oggetto di perquisizione è stato l’ufficio del direttore generale per la gestione e la manutenzione Emanuele Caldarera, che sarebbe indagato per corruzione in concorso con Romeo: secondo i magistrati avrebbe chiesto e ottenuto l’assunzione di sua figlia presso un’azienda di Romeo per sbloccare il pagamento di alcune fatture a favore della Romeo Gestioni. Va detto che l‘imprenditore campano era già stato arrestato per un procedimento giudiziario legato alla Consip, in una operazione congiunta Gdf-Carabinieri in relazione ad un episodio di corruzione.
Le accuse traggono origine dalle dichiarazioni dell’alto dirigente della Consip Mario Gasparri, interrogato a dicembre dai pm di Napoli, Henry John Woodcock e Celeste Carrano. Gli atti sul filone Consip sono stati poi trasferiti per competenza territoriale alla Procura di Roma. Il provvedimento è stato eseguito dal comando Carabinieri tutela ambiente, dai militari dell’ Arma di Napoli e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli. Secondo l’accusa, Romeo avrebbe versato a Gasparri 5 mila euro in prossimità del Natale 2012, poi con cadenze mensili di importo variabile nel periodo compreso fra il 2014 e il 2016 per complessivi 100 mila euro.
 
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