M5S. Grillo annulla le Comunarie di Genova e avvia un secondo giro online: o votate il mio candidato o niente lista. Assolutismo puro

M5S. Grillo annulla le Comunarie di Genova e avvia un secondo giro online: o votate il mio candidato o niente lista. Assolutismo puro

Beppe Grillo, garante del MoVimento 5 Stelle “si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del MoVimento 5 Stelle”. Pertanto, scrive Grillo sul suo blog, si decide di “non concedere l’utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis”. L’alternativa alla candidata sindaca, vincitrice delle Comunarie pentastellate, è un’ulteriore consultazione, partita venerdì alle 10 con esito finale alle 19, con la quale si chiede, questa volta a tutti gli iscritti nazionali alla piattaforma Rousseau, di esprimersi sulla decisione se “non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista arri “vata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco”. Grillo giustifica questa decisione con l’accusa alla Cassimatis di aver “danneggiato l’immagine del MoVimento 5 stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle”. E “se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me”. Marika Cassimatis aveva vinto le consultazioni per il candidato sindaco 5Stelle a Genova battendo il suo rivale Pirondini con 362 voti contro 338.

La frantumazione del movimento ligure e genovese alla radice del caos

Alla radice di questo vero e proprio caos grillino vi sarebbero le guerre intestine innescate dalla frantumazione del movimento in Liguria (ma non solo), alle quali lo stesso Beppe Grillo starebbe cercando di porre rimedio intervenendo d’imperio, con decisioni molto vicine all’assolutismo monarchico. Il movimento grillino ligure, e genovese, si era già fortemente frantumato, con l’addio di quattro consiglieri comunali che avevano fondato un nuovo gruppo consiliare, “Effetto Genova”, con l’abbandono del consigliere regionale Francesco Battistini, deferito ai probiviri solo per aver solidarizzato con quei quattro consiglieri comunali. Così, nel corso delle prime votazioni per l’ammissione al ballottaggio, lo scorso 14 marzo, contro i “voltagabbana” era intervenuto pesantemente Pirondini, il candidato giunto secondo, ma considerato molto vicino all’ortodossia grillina. E aveva criticato duramente anche la sua avversaria Cassimatis, colpevole di aver intrattenuto rapporti con coloro “che hanno usato il movimento per darsi visibilità e poi creare altre liste”. Da questi veleni, nasce dunque la decisione del garante Grillo di non concedere alla Cassimatis l’uso del simbolo. Naturalmente, le motivazioni del capo del Movimento seguono, come si vede, in modo molto netto le accuse di Pirondini. Intanto, se ne va indignato uno degli attivisti storici del movimento grillino in Liguria, Cristiano Panzera, con un durissimo post sul suo profilo Facebook.  “Oggi è il mio ultimo giorno di attivismo dopo 12 anni. Ormai questo non è più il M5s, bensì un partito dove per entrare devi farti avanti a raccomandazioni. E se per caso il tuo futuro è legato ad una votazione on-line, occhio che il risultato e le regole possono essere cambiate a piacimento a seconda di chi frequenti”. Panzera rivela: “Ho delle discussioni private con lo stesso Luca Pirondini del gennaio 2016, dove lui stesso ammette che l’idea della sua candidatura viene dalla portavoce in Regione Alice Salvatore… Naturalmente rifiutai due volte l’invito essendo una violazione grave del regolamento del M5S” che vietava la formazione di ‘cordate’. E precisa: “Non sono mai stato un Pizzarottiano né un Puttiano”, altro militante storico che ha abbandonato. E sulla vicenda della candidata bocciata, Panzeri accusa: “Chiarisco subito che Marika Cassimatis non sa chi siano le persone nella sua lista, quindi non sa di cosa i componenti di questa lista siano accusati; se un componente di questa lista non va bene, lo si comunica e se ne sceglie un altro, come scritto da metodo Genova. Non possiamo rispondere alle accuse, perché non le conosciamo”.

La reazione della candidata bocciata da Grillo, Marika Cassimatis: “non riesco a capire. Bocciata perché troppo a sinistra?”

Dopo il colpo di scena della incandidabilità, intanto, Marika Cassimatis ha ricevuto “tante telefonate di solidarietà da attivisti del movimento che come me non riescono a capire cosa sia successo”, rivela. E aggiunge: “Io troppo di sinistra? Sono semplicemente democratica, vicina ai territori e ai comitati. Quando ci sono problemi io ci sono. Il mio attivismo parte dal 2012 quando sono entrata nel MoVimento. Mi sono battuta contro la Buona Scuola di Renzi, contro il Terzo Valico ferroviario tra Genova e Milano, contro la Tav, contro la riforma costituzionale, contro la Gronda”, il raddoppio autostradale per il tratto a ponente di Genova, circa 30 km in buona parte in galleria. Ora, prosegue, “mettere in dubbio una votazione democratica on line, punto cardine del MoVimento 5 stelle, è un fatto molto grave. Stiamo aspettando di capire il perché”. Marika Cassimatis conclude con un’accusa durissima alle “regole” grilline: “un episodio così non era mai accaduto. Genera insofferenza nella base. La trasparenza è un nostro cardine, così viene meno”.

Pizzarotti: “cara Cassimatis, vieni con noi”. Il giornalista del Fatto Sansa: “il movimento grillino è morto”

Tra coloro che hanno espresso solidarietà alla Cassimatis anche il sindaco di Parma, Pizzarotti, che in tweet scrive “Cara Cassimatis, vieni con noi, le porte sono aperte. Qui si parla di temi non di persone. #democraziacercasi #EffettoParma”. Insomma, questi alcuni dei fatti che hanno reso incandescente il dibattito all’interno un movimento che in fondo non è nuovo a queste vicende. I due gruppi parlamentari grillini hanno visto molti abbandoni; lo stesso Pizzarotti, vittima di una vicenda ancora oggi non chiarita a proposito di un avviso di garanzia, se n’è andato sbattendo la porta, fondando una lista civica che concorrerà alle prossime elezioni a Parma; in Campania e in Sicilia altre storie, altre vicende di guerre intestine e lotte per il potere. Forse ha ragione il giornalista del Fatto quotidiano Ferruccio Sansa quando in un talk show televisivo confessa di essere profondamente deluso dal Movimento grillino, e propone una diagnosi impietosa: “in Liguria,a Genova, il movimento è morto”.

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