Lodigiano. Un ristoratore, Mario Cattaneo, uccide un ladro, un rumeno di 33 anni. Due le ipotesi di reato: eccesso di legittima difesa oppure omicidio volontario

Lodigiano. Un ristoratore, Mario Cattaneo, uccide un ladro, un rumeno di 33 anni. Due le ipotesi di reato: eccesso di legittima difesa oppure omicidio volontario

Mario Cattaneo, il ristoratore che ha ucciso un ladro nel lodigiano, è indagato per omicidio volontario, ma l’ipotesi più grave è stata formulata “a sua garanzia”, ha spiegato il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro. “Abbiamo ritenuto di sentirlo con le più ampie garanzie e quindi con un legale, allo stato la situazione impone doverosamente che si parta dall’ipotesi più ampia”. Insomma, non si esclude che il caso possa essere derubricato a eccesso di legittima difesa oppure a legittima difesa senza neppure arrivare a un processo. L’imprenditore è stato interrogato e ha affermato che il colpo di fucile che ha ucciso il ladro è partito accidentalmente durante la colluttazione con i ladri, uno dei quali ha urtato l’arma.

E’ stato identificato l’uomo che è morto dopo essere stato colpito da una fucilata durante un tentativo di furto in un’osteria e tabaccheria di Gugnano di Casaletto Lodigiano (Lodi). Si tratta di un romeno di 28 anni le cui impronte digitali non erano mai state censite dalle forze dell’ordine. Nella mattinata di sabato un fratello si è presentato dai carabinieri accompagnato da un avvocato per il riconoscimento.

Intanto, proseguono serrate a Lodi, le indagini sulla morte del bandito colpito da Mario Cattaneo, titolare di una Osteria dopo un furto nel suo locale di Casaletto Lodigiano. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti che hanno portato Mario Cattaneo a sparare col suo fucile da caccia colpendo alla schiena il ladro. L’ipotesi di omicidio volontario dovrà quindi essere verificata dai riscontri prima di essere confermata o potrebbe trasformarsi in eccesso colposo di legittima difesa o essere derubricata in legittima difesa senza neanche la necessità di un processo. Ma le indagini proseguono anche per dare un nome alla vittima: probabilmente un uomo dell’est Europa che dai primi rilievi fatti sulle impronte digitali non risulterebbe comunque schedato come pregiudicato. L’autopsia potrebbe fornire indicazioni sia sulla dinamica del decesso che forse sulla sua identità.

Ricerche anche per individuare i complici che lo hanno aiutato a fuggire per qualche centinaio di metri fino alla stradina vicina al cimitero dove è stato trovato morto, lo hanno spogliato per rendere più difficile l’identificazione e hanno avvertito il 118 per farlo ritrovare.

Il ristorante aveva subito un’altra tentata rapina dieci anni fa: i ladri avevano provato a fare irruzione nella trattoria, ma quella volta il colpo di fucile (sparato dal figlio) era finito in aria e aveva messo in fuga i malviventi. Immediata anche la reazione dell’amministrazione comunale di Casaletto Lodigiano. “Siamo ancora sconvolti per tutto quello che è successo – spiega il sindaco Giorgio Marazzina –. I Cattaneo sono una famiglia rispettata e molto apprezzata. Mario è una persona pacata, ben voluta da tutti e un gran lavoratore. Massima solidarietà da parte nostra. Spero si risolva tutto il più presto possibile”.

“Non riuscivo a dormire – racconta Pietro Colombi, 76 anni, che abita a ridosso del retro del locale – e ho sentito scattare l’allarme del bar a notte fonda. Qualche secondo dopo c’è stato un forte rumore che poi ho capito essere quello della saracinesca che veniva alzata. Immediatamente sono andato ad aprire la finestra della mia sala e ho visto quattro persone che urlavano: Mario Cattaneo, l’uomo che ha sparato, la moglie, la nuora e il figlio. In quel momento in particolare la moglie gridava al marito spingendolo in casa: Metti giù questo fucile. E il figlio gridava al padre: Perché hai caricato il fucile?”.

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