L’imprenditore campano Romeo resta in carcere. Respinta dal Gip l’istanza di scarcerazione. Secco no anche dalla Procura di Roma

L’imprenditore campano Romeo resta in carcere. Respinta dal Gip l’istanza di scarcerazione. Secco no anche dalla Procura di Roma
Resta in carcere Alfredo Romeo, l’imprenditore campano finito agli arresti con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip. La decisione è stata presa dal gip Gaspare Sturzo al quale i legali di Romeo avevano presentato istanza di scarcerazione. La procura di Roma  si era già espressa negativamente sull’’istanza di scarcerazione formulata dai difensori dell’imprenditore. Lunedì scorso, al termine dell’interrogatorio di garanzia, i legali di Romeo avevano formulato una richiesta di scarcerazione al gip Gaspare Sturzo, evidenziando delle presunte irregolarità nell’acquisizione delle prove. Romeo, accusato di aver messo a libro paga un dirigente Consip per ottenere dei favori.
 
Romeo nell’interrogatorio di garanzia non aveva risposto
 
Alfredo Romeo, davanti al Gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Immediatamente dopo il confronto tra le parti, si era espresso il suo legale, l’avvocato Giovanni Battista Vignola, che ha ricostruito la posizione del suo assistito nel merito della vicenda Consip: “Non era privilegiato,era emarginato sul interno di Consip. Altro che corruttore è stato fregato più volte e per questo ha presentato un esposto, in Consip e per conoscenza all’Anac e all’Antitrust, nell’aprile del 2016. Alfredo Romeo – ha detto ancora l’avvocato- viene rappresentato come il grande corruttore, ma se si legge bene l’ordinanza cautelare avremmo a che fare con un episodio di corruzione, ammesso che ci sia stata, non dico di quattro soldi, ma quasi”. Poi il legale ha detto la sua anche nel merito dell’esposto presentato da Romeo:
 
L’imprenditore aveva chiamato in causa ‘illegittime’ associazioni d’impresa
 
“Nell’esposto – fa sapere ancora l’avvocato Vignola- Romeo invitava la Consip ad essere più rigorosa negli accertamenti e e nei controlli sui grossi raggruppamenti illeciti che venivano fatti da grossi gruppi imprenditoriali che sono i veri padroni del mercato”. Nel lamentarsi di ciò – ha proseguito il penalista – Romeo faceva riferimento a queste associazioni temporanee di impresa illegittime, con cessioni fasulle, facendo i nomi. Li si possono fare indagini di maggiore spessore rispetto a questa”. Ma a stretto giro di posta era arrivata anche la posizione espressa dal Gip che ricostruisce, almeno secondo i suoi atti giudiziari, quanto accaduto tra il 2012 ed il 2014: “Romeo, avendo tra il 2012 e il 2014, perso tutte le gare con Consip, avvertì la necessità di avere un soggetto intraneo alla Consip che fosse a sua disposizione”. E’ quanto affermato da Marco Gasparri, dirigente Consip indagato per corruzione, rispondendo alle domande dei magistrati in sede di interrogatorio.
 
Negli atti si legge: “Romeo aveva bisogno di un soggetto che gli fornisse informazioni su gare e dinamiche interne a Consip”
 
Nel corso dell’atto istruttorio, riportato nell’ordinanza emessa dal gip a carico di Alfredo Romeo, Gasparri spiega che l’imprenditore “aveva bisogno di un soggetto che con assoluta sistematicità gli fornisse indicazioni e informazioni sia sulle gare sia sulle dinamiche interne a Consip”. Lo stesso Gasparri ha ricordato che in precedenza le società riconducibili a Romeo erano state escluse dalle gare Consip e che Romeo aveva quindi cercato qualcuno che lo tutelasse per il futuro. “Solo il modello criminale oggi attuato -scrive il gip- consente concretamente a Romeo di aggiudicarsi gare pubbliche, e comunque, l’occasione di partecipare ad altre non potrà che essere realizzata se non con lo stesso metodo, non avendo – a dire del Gasparri – e come da questi più volte contestato allo stesso Romeo nelle intercettazioni in atti, la società di questi capacità concrete di progettare a partecipare a una gara pubblica per aggiudicarsela”. Ed ancora ecco quanto si legge in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare: “Come è emerso dalle numerosissime conversazioni intercettate, Romeo utilizza in modo spregiudicato ogni tipo di relazione, avvalendosi in primis dell’attività del proprio consulente Bocchino, per orientare a suo favore gli esisti della gara. Dalle medesime intercettazioni emerge come si avvalga di relazioni con persone interne alla Consip ulteriori rispetto a Gasparri, pubblico ufficiale al proprio libro paga”.
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