Le motivazioni del Gip sull’arresto di Marra: “Pericolo di recidiva per nulla attenuato”. L’ex dirigente su Raggi: “Rientrato in Comune su forte impulso del sindaco. Sollecitato, pregato, supplicato…”

Le motivazioni del Gip sull’arresto di Marra: “Pericolo di recidiva per nulla attenuato”. L’ex dirigente su Raggi: “Rientrato in Comune su forte impulso del sindaco. Sollecitato, pregato, supplicato…”
Risale a poche settimane fa l’ultima istanza di scarcerazione presentata da Raffaele Marra, dopo quella avanzata ai giudici del Tribunale del riesame. I legali dell’ex capo del personale del Campidoglio, finito agli arresti per corruzione lo scorso 16 dicembre, si erano rivolti al gip Maria Paola Tomaselli, sollecitando la revoca o la sostituzione della misura cautelare nei confronti del loro assistito. Nel motivare il rigetto dell’istanza, il gip ha evidenziato come “il pericolo della recidiva” per Marra “non appare in nulla attenuato, risultando allo stato concreto e attuale, nonché di notevole intensità”.
Lo stesso magistrato, in un altro passaggio dell’ordinanza con la quale ha negato la scarcerazione all’imputato – che andrà a giudizio con rito immediato – sottolinea che “l’amministrazione capitolina, a seguito dell’emissione del provvedimento cautelare nei confronti di Marra, ha preso le distanze da questi sia a livello mediatico con le dichiarazioni rese dal sindaco Raggi, sia sostituendolo nell’incarico sino ad allora ricoperto appare un prevedibile sviluppo degli eventi e non può ragionevolmente ritenersi dato atto a dimostrare la recisione definitiva ed effettiva dei comprovati legami che l’indagato ha con tale contesto”. Ancora, riferendosi alle dichiarazioni rese dall’imprenditore Sergio Scarpellini, accusato di corruzione in concorso con Marra, il gip scrive: “Dalle dichiarazioni rese da Sergio Scarpellini nel corso dell’interrogatorio di garanzia e in particolare davanti ai pm, che hanno natura di una vera e propria chiamata in correità che ha confermato l’impianto accusatorio, già di estremo significato, e la ricostruzione dei fatti operata nell’ordinanza, emerge in maniera chiara, da un canto, la disinvoltura con la quale Marra era solito avanzare le sue richieste e con la quale faceva mercimonio della usa funzione, e dall’altro, come la determinazione dell’imprenditore di accoglierne le istanza fosse motivata dalla posizione di potere da questi rivestita e dalla capacità di influenzare le scelte della pubblica amministrazione ad essa connessa”. Oltre al pericolo di recidiva, il gip nel prendere la sua decisione ha tenuto in considerazione anche il rischio di inquinamento probatorio da parte dell’imputato.
 
L’ex capo del personale non fa sconti alla Raggi: “Rientrato in Comune su forte impulso del sindaco Raggi. Sono entrato, sollecitato, pregato, supplicato…”
“Io sono entrato sollecitato, pregato, supplicato di rientrare dall’aspettativa perché di questo si è trattato, io non volevo rientrare e potete sentire il sindaco e il vicesindaco, se è vero quello che vi sto dicendo, e mi hanno voluto conferire…”.
“In tutto ciò – ha aggiunto Marra – c’è un altro problema che il ruolo non doveva essere quello, il mio ruolo al comune sarebbe dovuto essere tutt’altro. Al che mi dissero ‘c’è un ruolo in cui in questo momento per questi pochi giorni – mi disse il sindaco – mi puoi aiutare a far partire la macchina amministrativa? e io dissi ‘l’unico ruolo che al momento mi potresti dare’ perché la proiezione non era fare il vice capo di Gabinetto vicario ma era fare il direttore generale del Comune che è ben altra cosa, è un incarico soltanto di coordinamento non è un dirigente allo stato puro è di coordinamento”.
Rispondendo alle domande del magistrato, Marra ripercorre le tappe del suo impegno in Campidoglio nei primi mesi della giunta Raggi, sottolineando di aver più volte manifestato la volontà di rimettere il mandato. “Mi sono trovato in un conflitto fra correnti del movimento”, ha spiegato Marra in un passaggio del suo interrogatorio. “Tra fine giugno e e inizio luglio, io ho più volte rimesso il mandato nelle mani del sindaco Raggi – ha affermato l’ex dirigente capitolino – perché io volevo andare via. Io ho chiesto più volte di essere esonerato dal ruolo, ho chiesto e ho scritto, ci sono i messaggi in cui chiedevo alla Raggi ‘se io sono un problema mandami via’, io non voglio rimanere a dispetto dei santi e questo l’ho detto più e più volte”. Ancora, sullo stesso argomento, Marra aggiunge: “Ci sono decine di messaggi tra me e il sindaco in cui più volte manifesto la volontà di andare via sin dai primissimi giorni del conferimento dell’incarico di Vice Capo di Gabinetto. Ci sono più e più passaggi con sms con il sindaco Raggi in cui io dico “non siete in grado di tutelarmi? Me ne voglio andare, mettetemi in aspettativa”.
“Negli ultimi mesi della campagna elettorale – prosegue Marra – siccome io conoscevo il funzionario Salvatore Romeo, mi avevano chiesto di dargli un supporto relativamente alle attività che avrebbero dovuto svolgere e mi chiesero la disponibilità a rientrare dall’aspettativa per dargli una mano. E io pur avendo in qualche modo dato una mano in quei giorni avevo più volte manifestato la mia indisponibilità a rientrare proprio perché avevo anticipato che ci sarebbero stati degli attacchi assolutamente strumentali nei miei confronti. La stessa cosa era successa inizialmente nel 2010 e poi nel 2013 con il sindaco, quando c’era stato il sindaco Marino”.
 
“Non conoscevo la Raggi, conoscevo solo una persona del Movimento ed era Romeo”
 
“Il mio rapporto con il Movimento è assolutamente inesistente. Io conoscevo una persona del Movimento che si chiama salvatore Romeo perché era un mio funzionario al dipartimento partecipazione, questo era il rapporto che avevo”. “La Raggi – afferma Marra – l’ho conosciuta quattro mesi fa, non la conoscevo da venti anni, io conoscevo un’unica persona del movimento, conoscevo Romeo”.
 
“Io sono una persona molto perbene, non sono un corrotto”
 
“Io sono una persona molto perbene, non sono un corrotto”. Lo stesso imputato, chiamato a rispondere sul suo rapporto con l’imprenditore Sergio Scarpellini (i due sono accusati di corruzione in concorso) spiega al magistrato che dire all’immobiliarista di essere “a disposizione era un modo per dire”. “Normalmente – afferma Marra – con una persona di una certa età pure quando uno fa una richiesta la risposta è ‘per qualsiasi cosa sono a disposizione'”.
 
“Con Scarpellini ci siamo incontrati, dieci, forse dodici volte”
 
“Nel 2016, penso di aver incontrato Scarpellini una o due volte. Diciamo – prosegue Marra – che il rapporto che abbiamo avuto io con il signor Scarpellini è un rapporto in cui nella vita ci siamo incontrati in sei anni forse dieci volte, dodici volte”. In un altro passaggio dell’interrogatorio, risalente allo scorso 20 dicembre, Marra si rivolge al magistrato affermando: “Ho dato disposizione ai miei avvocati di non presentare alcuna istanza di scarcerazione, di misura alternativa, io voglio rimanere in galera. Io devo rimanere qua fino a quando non sarò sufficientemente in grado di dimostrare la mia estraneità. Io sono una persona per bene, non sono un corrotto, non ho mai aiutato nessuno, questo deve essere chiaro”. “Voglio uscire da qua dentro con tutta la dignità che merito”, ha aggiunto Marra.
 
 
 
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