Germania. Spd: Martin Schulz eletto presidente col 100% dei voti congressuali. “I socialdemocratici sono tornati”, esclama tra gli applausi

Germania. Spd: Martin Schulz eletto presidente col 100% dei voti congressuali. “I socialdemocratici sono tornati”, esclama tra gli applausi

La Spd, il Partito socialdemocratico tedesco ha eletto domenica, nel corso del suo congresso, all’unanimità, Martin Schulz quale presidente e candidato a sfidare la cancelliera Angela Merkel alle prossime elezioni legislative di settembre. Fin da gennaio, in realtà, i leader della Spd avevano chiesto a Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, questa disponibilità a tornare in Germania per risollevare le sorti della socialdemocrazia tedesca, caduta ai minimi storici, nelle prove elettorali parziali degli ultimi anni. Così, quello che sembrava il candidato naturale alla leadership, Sigmar Gabriel, vicepremier nella Grosse Koalition con la Merkel, è stato messo da parte. Dal momento della candidatura di Schulz, tutti i sondaggi hanno confermato il nuovo trend in ascesa per i socialdemocratici. E la stampa ha cominciato a parlare esplicitamente di “Schulzeffect”.

Schulz ai delegati Spd: “è l’inizio della conquista della cancelleria”. E spiega il suo programma di governo

“Cari compagni e compagne, lasciatemi dire una cosa: questo è un momento travolgente, non solo per me. Grazie per la vostra fiducia, credo che questo risultato sia l’inizio della nostra conquista della cancelleria e quindi io accetto l’elezione”, ha detto Schulz ai delegati. Nel discorso ai delegati del congresso di Berlino di domenica, Martin Schulz ha evocato la storia della Spd, che compie quest’anno 154 anni, come storia di lotte per i diritti dei lavoratori, e ha lanciato un piano di investimenti su scuola e sanità pubbliche. Ha poi stigmatizzato il divario crescente tra cittadini della classe media e gli ultra ricchi. Questi ultimi, ha detto Schulz, hanno egemonizzato la politica tedesca negli anni della globalizzazione, con l’effetto di far salire la rabbia sociale, lo scontento, confluiti nell’ascesa delle formazioni politiche populiste e nazionaliste. Schulz si è impegnato a rafforzare la cooperazione internazionale, ma ha rigettato la retorica di Donald Trump, da lui definita “misogina, antidemocratica e razzista”.  Ha anche fatto riferimento alla necessità di un’Europa forte in risposta all’insicurezza globale, sottolineando che in Germania non c’è posto per gli islamisti che mettono in dubbio i valori fondamentali della democrazia. E ha attaccato il populismo, in particolare il movimento di destra euroscettico Alternativa per la Germania (AfD), parlando di “vergogna” per il Paese. Ha avuto dure parole anche per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale ha paragonato la Germania al regime nazista. Non sono mancate le critiche alle politiche della cancelliera Angela Merkel, ma ha promesso che con lui “non ci sarà diffamazione degli avversari politici” e che “la campagna elettorale sarà un momento celestiale di democrazia”.  “I socialdemocratici sono tornati”, esclama in conclusione Schulz tra gli applausi.

Il primo candidato nel dopoguerra ad aver raggiunto il 100% del voto dei delegati

Martin Schulz, candidato unico alla presidenza della Spd, è stato il primo nella storia del partito nel dopoguerra ad aver ricevuto il 100 per cento dei voti dei 605 delegati congressuali. Inoltre, il sondaggio commissionato dal settimanale Bild am Sonntag riporta la Spd al 32% dei voti, un punto solo in meno rispetto al blocco democristiano che sostiene la Merkel. Secondo gli analisti, ciò è dovuto al fatto che Schulza rappresenta, in fondo, una novità nel panorama politico interno, pur avendo egli fatto il parlamentare europeo per numerose legislature, mentre Angela Merkel sarebbe già al quarto mandato.

Effetto Schulz anche per gli iscritti alla Spd

In ogni caso, Katarina Barley, il segretario generale dei socialdemocratici conferma, in parte, le previsioni dei sondaggi, perché osserva che l’andamento degli iscritti negli ultimi due mesi non era mai stato così positivo: più tredicimila nuovi iscritti in poche settimane rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Già domenica prossima Martin Schulz sarà chiamato, comunque, a superare il primo scoglio elettorale: si voterà nel piccolo stato occidentale della Saar, attualmente governato da una coalizione larga CDU-SPD, la stessa che governa la Germania.

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