Gasparri. Un lager per combattere il terrorismo, una Guantanamo, dove rinchiudere gli islamici. Tissone (Silp Cgil): parole aberranti. I poliziotti democratici si augurano una pronta smentita almeno da Forza Italia, il suo partito

Gasparri. Un lager per combattere il terrorismo, una Guantanamo, dove rinchiudere gli islamici. Tissone (Silp Cgil): parole aberranti. I poliziotti democratici si augurano una pronta smentita almeno da Forza Italia, il suo partito

Gasparri Maurizio, senatore di Forza Italia, vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Madama, una  autorità dello Stato, non l’ultimo arrivato, torna su un argomento a lui e a quelli come lui molto caro: creare in Europa “una enorme Guantanamo dove rinchiudere tutte le persone sospette, cambiando le regole fondamentali del nostro diritto”. Immediata una dura presa di posizione di Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato dei lavoratori di Polizia, “Le parole del senatore Gasparri – afferma – sono aberranti e come poliziotti democratici ci auguriamo una pronta smentita almeno dal suo partito, Forza Italia. Una Guantamano europea per potenziali terroristi, magari solo perché di fede mussulmana? Tanto vale proporre la riapertura dei lager nazisti”.

La dichiarazione riportata dall’Ansa, nel momento in cui scriviamo, non vede reazioni, salvo quella del Silp Cgil, da parte delle forze politiche democratiche, forze distratte dalla giornata festiva. Non è la prima volta che Gasparri richiama Guantanamo, come “esempio” da seguire per combattere il terrorismo, dichiarando una vera e propria guerra di religione. Il vicepresidente del Senato prende spunto dall’episodio del terrorista islamico ucciso all’aeroporto di Orly “che  era stato segnalato come radicalizzato in carcere, dove era finito per una rapina. Poi, tornato a piede libero, ha tentato una strage. Non ci possono essere garantismi –afferma – nei confronti di potenziali stragisti. Bisogna individuare e rinchiudere tutti coloro che minacciano la nostra sicurezza e la nostra libertà”. Ancora: “Nei confronti di questi potenziali terroristi invasati dalla religione islamica servono misure radicali e decise. Bisogna avere coraggio – conclude il senatore, già ex fascista del  Msi – e uscire dall’ipocrisia nella quale siamo immersi”. Già, Guantanamo, per chi non lo sapesse è la struttura Usa all’interno della Base americana a Cuba, definita il “carcere dell’orrore”. Nel merito di carceri e torture si possono ricordare gli stadi cileni dove Pinochet torturava e poi faceva sparire i suoi oppositori  o, in tempi attuali, le prigioni turche.

Una differenza abissale tra l’Islam che professa pace e chi fomenta azioni terroristiche

C’è da rimanere annichiliti di fronte delle parole pronunciate dal Gasparri. Dice Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, “certi autorevoli esponenti del centrodestra, che nella loro ultima esperienza di governo hanno tagliato circa 3,5 miliardi di euro alle forze dell’ordine, portando il turn over al 20% e bloccando gli stipendi, farebbero bene a curarsi prima possibile da quella strana malattia che si chiama ‘salvinite’ e che sta mietendo vittime illustri”.

“È appena il caso di ricordare a Gasparri – prosegue Tissone – anche considerando il suo percorso politico, che negli anni venti e trenta una dittatura chiamata fascismo aveva già tra le sue parole d’ordine quelle di individuare e rinchiudere tutti coloro che, a insindacabile giudizio del regime, minacciavano la sicurezza del popolo. Anziché baloccarsi con pericolose boutade sulle agenzie stampa, il senatore forzista dia un contributo serio e concreto in Parlamento per le lavoratrici e i lavoratori in divisa. Non ci stancheremo mai di ripeterlo – conclude il segretario del Silp Cgil -, esiste una differenza abissale tra l’Islam che professa pace e tra chi fomenta o alimenta azioni terroristiche in nome di un qualsivoglia fondamentalismo religioso. Qui devono intervenire più soggetti, in base ai diversi ruoli: dalle famiglie, alla scuola, ai centri islamici perche questo è il tema dell’educazione. Parimenti non si devono ‘ghettizzare’ le nuove generazioni fornendo pericolosi alibi a chi potrebbe negativamente utilizzarle con finalità di odio. Finché certi politici in cerca di voti facili non capiranno questo semplice concetto, sarà arduo fare passi in avanti. Anche sul versante della lotta al terrorismo”.

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