Enrico Rossi (governatore Toscana): “Lotti blocca la nomina del presidente Agenzia del farmaco. Scelta unanime delle Regioni”. Il ministro propone un “suo” candidato. Ma che c’entra con lo sport? Niente. È la logica renziana

Enrico Rossi (governatore Toscana): “Lotti blocca la nomina del presidente Agenzia del farmaco. Scelta unanime delle Regioni”. Il ministro propone un “suo” candidato. Ma che c’entra con lo  sport? Niente. È la logica renziana

Luca Lotti, ministro per lo sport, uomo tutto fare di Renzi Matteo, impigliato nella vicenda Consip, salvato di recente da un voto di sfiducia, ora c’è una mozione dei democratici e progressisti in cui si chiede a Gentiloni di togliergli le deleghe, deve aver scambiato l’Agenzia italiana del farmaco per una squadra di calcio o, comunque, per una qualsiasi disciplina sportiva. A darne l’annuncio, a conferma di quanto da tempo circolava negli ambienti direttamente interessati, le Regioni in primo luogo, è il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in una intervista rilasciata a La Repubblica. Sono ormai molti mesi che la nomina a presidente è bloccata. Fa parte, forse, di quel pacchetto che ha visto proprio di recente numerose nomine  in Enti e aziende pubbliche in cui l’ex premier ha messo lo zampino, non si sa a che titolo e non si sa perché i ministeri interessati si sono prestati. O meglio, si sa, fa parte della “teoria” dell’uomo solo al comando, ora in attesa di tornarci, che continua a muovere le sue pedine tramite i devoti, quasi come in una setta.

Il Lotti, fra un incontro e l’altro, che con il suo ministero niente hanno a che vedere, trova il tempo di occuparsi dell’affare farmaci, una cosa di non poco conto che riguarda la salute degli italiani, ma anche gli affari di grandi case che li producono. Le Regioni da tempo hanno scelto, in modo unanime, un candidato. Non c’è una legge che lo preveda ma  è una consuetudine, visto il ruolo che svolgono nel settore della sanità.

Le Regioni indicano uno scienziato di grandissimo valore, direttore del “Mario Negri

La scelta è caduta sul professor Giuseppe  Remuzzi, direttore della ricerca del Mario Negri di Bergamo e Milano, l’istituto di ricerche farmacologiche in attività da più di 50 anni. Remuzzi  è uno scienziato di fama internazionale. Il suo curriculum occupa diverse pagine. Allora qual è il problema? Non ce ne dovrebbero essere, in un paese normale, ma non nell’Italia renziana, anche se Renzi è ora un normale cittadino. Lotti infatti si oppone e propone Carlo Gaudio ordinario di cardiologia a Roma che fa parte del consiglio di amministrazione dell’Agenzia. Il quale Gaudio è fratello del Rettore  della “Sapienza”. Una famiglia che ha messo le radici nella grande università romana, settore facoltà di medicina, guarda caso. Non a caso il governatore Rossi  rivolto a Lotti lo invita a “pensare alle nomine del Coni e non a quelle dell’Agenzia italiana del farmaco”. A voler essere maligni si potrebbe aggiungere che il Lotti non si accontenta delle nomine che riguardano il Coni e guarda oltre. Ma, ripetiamo si tratta di malignità di un incallito antirenziano. Enrico Rossi fa l’ingenuo ed afferma a chi lo intervista: “Il ministro dello Sport non c’entra niente con il governo dei farmaci. Non capisco a che titolo interviene in questa vicenda, sarebbe stupefacente se lo facesse solo a nome di una corrente del Pd”. Ribadisce che tutti i governatori sono d’accordo sulla nomina di Remuzzi, “uno scienziato di grandissimo valore, una persona colta e seria, insomma ha tutte le carte in regola”. Ancora: “Per ricoprire ruoli così complessi e delicati è richiesta competenza e trasparenza, non fedeltà politica. Bisogna nominare il migliore a prescindere da amicizie, equilibri o addirittura scambi politici”. Chi lo intervista coglie la palla al volo, tanto per  rimanere nel campo dello sport e fa il nome di Verdini, amico di Renzi e di Lotti. Rossi sembra cadere dalle nuvole. “Lo apprendo da voi. Ma se così fosse – risponde -sarebbe molto singolare. Gira e gira si torna sempre lì: è come l’attrazione della falena verso il fuoco della candela, poi va a finire che si brucia”. E parla di uno “scatto in avanti di noi governatori tanto più che per una volta abbiamo superato le divisioni politiche e siamo arrivati a un nome condiviso da tutti. Le Regioni con Remuzzi hanno indicato il candidato senza dubbio migliore, bisogna proseguire su questa strada”. Aggiungiamo noi che forse fra gli ostacoli non c’è solo Lotti, magari in  campo c’è anche l’Opus dei e qualche cardinale romano non propriamente “bergogliano”.

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