Doppia evasione in poche ore. A Frosinone in fuga (con le lenzuola) un boss della camorra in regime di sorveglianza speciale, ferito gravemente in una caduta un albanese

Doppia evasione in poche ore. A Frosinone in fuga (con le lenzuola) un boss della camorra in regime di sorveglianza speciale, ferito gravemente in una caduta un albanese
Un detenuto è evaso nella notte tra venerdì e sabato dalla sezione di alta sicurezza del carcere di Frosinone mentre un altro è stato bloccato dal personale della polizia penitenziaria. Si tratta di un cittadino albanese, e di un italiano, Alessandro Menditti, recluso in regime di stretta sorveglianza. Va detto che l’italiano, ancora in fuga, mentre l’albanese è ricoverato in gravi condizioni per una caduta, era stato arrestato da Alessandro Tocco, attuale dirigente del Commissariato di polizia di Cassino, quando, nel 2012, dirigeva la squadra mobile nel Casertano. Alessandro Menditti, evaso, avrebbe dovuto scontare altri 10 anni di carcere. In galera, va detto, c’è anche la moglie.
 
La fuga organizzata dall’esterno e probabilmente pianificata da un clan di albanesi
 
Da indiscrezioni, pare che l’apporto esterno sarebbe stato organizzato dal gruppo dell’albanese con cui il 42enne campano stava fuggendo. Lo straniero, però, dopo essersi calato con le lenzuola dalla finestra da cui hanno tagliato le grate, sarebbe caduto tentando di scavalcare la recinzione di circa 10 metri fratturandosi la colonna vertebrale. Per questo è stato necessario trasferirlo all’Umberto I di Roma. L’evaso, invece, è ricercato su tutto il territorio nazionale e alle ricerche partecipa anche un elicottero di carabinieri.
 
Capece (Sappe): “In 24 ore due evasioni. Gravissime carenze di organico”
 
Durissimo il commento del Sindacato degli agenti della Penitenziaria Sappe, con il segretario generale, Donato Capece: “A meno di 24 ore dall’evasione di un detenuto dalla Casa di Reclusione di Alessandria, nella notte si è verificata un’altra fuga di detenuti da un carcere italiano. A Frosinone è evaso un detenuto ristretto ad Alta Sicurezza, quindi pericoloso, mentre un altro che era con lui è caduto dal muro di cinta ed è grave in ospedale. L’evasione è avvenuta di notte, quando i due sono passati dalla cella, attraverso un buco, al tetto. Poi, con una corda fatta con le lenzuola, si sono calati all’esterno, dove probabilmente li attendavano dei complici.
 
Il detenuto albanese riacciuffato fuori dal carcere di Frosinone aveva indosso due telefoni cellulari
 
Uno dei due detenuti è riuscito a fuggire, un italiano; l’altro, albanese, è crollato dal muro di cinta ed è stato bloccato. Aveva indosso due telefoni cellulari e questo fa pensare che l’evasione fosse stata studiata nei minimi particolari. Quel che è successo è gravissimo anche perché da mesi denunciamo, inascoltati, la grave carenza organica di Polizia Penitenziaria del carcere – pensate che sul muro di cinta non si sono più neppure le sentinelle di controllo! – e le criticità generali dell’Istituto, a cominciare anche da una evidentemente discutibile organizzazione generale dei servizi del personale. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le evasioni – due in meno di 24 ore, ad Alessandria e Frosinone – ne sono la più evidente dimostrazione.
 
Ovunque sono state tolte le sentinelle della Penitenziaria sulle mura di cinta
 
Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro che hanno la responsabilità di guidare l’Amministrazione Penitenziaria si dovrebbe dimettere dopo tutti questi fallimenti. Rifuggiamo il sospetto che possa esserci un “disegno” che porta alla destabilizzazione della sicurezza, forse finalizzato ad abolire 41 bis ed ergastolo ostativo… Noi non facciamo la politica dell’esecuzione penale ne vogliamo intrometterci ma non possiamo accettare di fare da capro espiatorio in questa disfatta dello Stato all’interno delle carceri. La Polizia Penitenziaria fa fino in fondo il proprio dovere: le responsabilità dunque vanno cercate altrove!”.
 
Incomprensibile sottovalutazione dell’Amministrazione penitenziaria. Ogni 9 giorni un suicidio in carcere e tre tentativi sventati dal personale della Penitenziaria
 
“Ora bisogna catturare l’evaso, un boss della camorra appartenente al clan Belforte, ma contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento.
 
All’organico del Corpo della Penitenziaria mancano non meno di 7000 unità
 
Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno – anche quando tutti gli altri che si interessano di carcere poche ore al giorno o a settimana dormono -, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti. Solo nel 2016 abbiamo contato 6 evasioni da istituti penitenziari e 23 da detenuti ammessi a lavorare all’esterno”.
 
Tutti i numeri di una situazione ai limiti del collasso
 
“Le evasioni dalle carcere di Alessandria e Frosinone hanno responsabilità ben precise. Cercate i colletti bianchi. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti. E quella di Frosinone, come ieri quella di Alessandria, è una evasione annunciata che si sarebbe potuta evitare se fossero state ascoltate e raccolte le denunce del SAPPE”.
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