Delinquenza predatoria, arrestati 12 giovani (9 minorenni), accusati di decine di rapine

Delinquenza predatoria, arrestati 12 giovani (9 minorenni), accusati di decine di rapine
Dodici giovanissimi, nove dei quali minorenni e tra questi anche una ragazza, a seguito delle indagini della polizia sono stati raggiunti all’alba di lunedì da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di aver rapinato diversi esercizi commerciali tra l’Appio e il Tuscolano, a Roma, alla fine di gennaio.
 
Responsabili di almeno 6 episodi di rapina nei confronti di commercianti di origine straniera
“Abbiamo rintracciato una baby gang, composta da 12 soggetti che nella settimana tra il 17 e il 22 gennaio si sono resi responsabili di 6 episodi di rapina a danni di esercenti di origine straniera – ha spiegato Pamela De Giorgi, dirigente del commissariato appio-tuscolano che ha condotto le indagini nel corso di una conferenza in questura – Sono state compiute rapine e aggressioni al fine di procurarsi pochi beni. La cosa importante da sottolineare è la violenza usata nel corso di questi episodi: non hanno esitato assolutamente a pestare le vittime che si trovavano di fronte”.
 
Le accuse sono di rapina, furto, percosse e danneggiamento
 
La baby gang composta da ragazzi tra i 14 e i 19 anni è accusata di rapina, furto, percosse e danneggiamento. Ai fini del buon esito dell’attività investigativa fondamentale è stata la collaborazione delle vittime. Il modus operandi prevedeva che “entrassero nei negozi anche in dieci per volta – prosegue De Giorgi – due o tre rimanevano fuori a controllare, quattro o cinque tenevano buoni i proprietari e gli altri facevano razzia”.
 
L’identificazione si è resa possibile grazie ai riconoscimenti fotografici e i dettagli fisionomici
 
Modus operandi, abbigliamento, dettagli fisionomici riferiti dalle vittime e i successivi riconoscimenti fotografici, hanno permesso ai poliziotti di chiudere il cerchio attorno ai responsabili delle rapine. L’indagine ha ricostruito le dinamiche di tutti i casi, concentrati in quei specifici giorni: via Arco di Travertino, via Menghini, via Appia Nuova e via Enea sono i luoghi dove la banda ha colpito.
 
Non solo italiani tra le piccole belve. Arruolati anche ragazzi di origine ucraina ed argentina
 
Il più grande, C.J.S. 19 anni di origini argentine, indossava sempre un orecchino con ciondolo a croce, dettaglio importante ai fini del suo riconoscimento mentre B.R. romano e K.O. ucraino, entrambi 18enni, sono gli altri due maggiorenni. “Per i minori è stata disposta la permanenza in casa e definito che non possono avere né comunicazioni telefoniche e telematiche – sottolinea De Giorgi – mentre per i maggiorenni, già noti alle forze dell’ordine – sono stati disposti gli arresti domiciliari”. A seguito dei reati contestati “le famiglie sono rimaste particolarmente sorprese, non sospettavano tale attività dei figli minorenni – ha aggiunto De Giorgi – sono ragazzi che svolgevano una vita assolutamente regolare, frequentando regolarmente la scuola al mattino”.
 
Nel mirino solo piccoli negozi ed micro-attività prive di dispositivi anti-rapina
 
 I negozi presi di mira erano “piccoli supermercati in capo a cittadini bengalesi o negozi tipici di cittadini cinesi. Abbiamo riscontrato che le aggressioni sono state rivolte tutte verso punti vendita gestiti da stranieri tuttavia non siamo in grado di affermare che alla base delle aggressioni ci siano motivazioni razziali”. Probabilmente la scelta era dettata dal fatto che questi esercizi commerciali erano praticamente senza alcun dispositivo di sicurezza anti-rapina.
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