Consip. Tiziano Renzi denuncia la fuga di notizie e avvia indagini difensive. Tra conferme e smentite, la Procura revoca i Noe e chiama il Nucleo investigativo dei carabinieri. Emiliano in procura nei prossimi giorni

Consip. Tiziano Renzi denuncia la fuga di notizie e avvia indagini difensive. Tra conferme e smentite, la Procura revoca i Noe e chiama il Nucleo investigativo dei carabinieri. Emiliano in procura nei prossimi giorni

TizianoRenzi, padre di Matteo, denuncia la fuga di notizie sull’inchiesta Consip e in particolare sul suo interrogatorio e dà mandato al suo avvocato difensore Federico Bagattini di avviare indagini difensive e interrogare direttamente l’ad Consip Luigi Marroni che lo ha chiamato in causa ed altri come lui al centro dell’inchiesta condotta dalle procure di Roma e Napoli. “Con riferimento a quanto apparso in data odierna su taluni organi di stampa, aventi a oggetto stralci di atti del procedimento cui è interessato il dottor Tiziano Renzi – annuncia in una nota l’avvocato Bagattini – si comunica che questa difesa non ha avanzato richiesta di copia del verbale di interrogatorio svoltasi ieri, avendone fatta espressa rinuncia in ossequio alle esigenze di riservatezza previste dal codice di procedura penale, pur essendo in possesso solo dell’invito a presentarsi, nemmeno contenente la descrizione dell’addebito. Pertanto a fronte della continua pubblicazione di atti di detto procedimento, verrà indirizzata alla Autorità Giudiziaria procedente formale richiesta di rilascio di copia degli stessi, in quanto già indebitamente divulgati”.

I legali della difesa annunciano che “intervisteranno” l’ad di Consip, Marroni, che al Corriere della sera conferma le “cimici” nel suo ufficio

Con la stessa comunicazione, inoltre, il legale di Tiziano Renzi “preannuncia altresì che è stato dato mandato a questa difesa al fine di contribuire all’accertamento della verità e di esperire indagini difensive ai sensi dell’art. 391 bis ccp e procedere ad intervista delle persone informate sui fatti, tra cui l’ing. Luigi Marroni”. Quest’ultimo è stato protagonista di un’intervista al Corriere della sera, nel corso della quale ha detto che la Consip non è certo “un monastero tibetano” e che vi si reca tanta gente per chiedere favori. Cosa fa in questi casi l’amministratore delegato della Consip scelto e nominato da Matteo Renzi nel 2015? Semplice, ascolta, prende appunti, e poi li getta via. Tuttavia, Marroni ha confermato che nel suo ufficio fu operata una bonifica in cui furono rinvenute le “cimici” messe dai carabinieri su disposizione della Procura, ma che non informò l’Autorità giudiziaria. Ora, come seppe dell’esistenza delle “cimici”? Chi lo avvertì? Su questi interrogativi continuano le indagini della Procura romana.

Intanto, dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze giunge la smentita su un incontro di cui ha parlato Tiziano Renzi 

La statua della Madonna di Medjugorie, per la cui posa nell’area dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze Tiziano Renzi avrebbe chiesto l’intervento dell’ad di Consip Luigi Marroni, non è mai stata collocata. I vertici dell’ospedale, infatti, secondo quanto appreso, avrebbero lasciato decadere la proposta anche in considerazione del fatto che la struttura è dotata di uno spazio multiconfessionale nel quale possono pregare e raccogliersi i piccoli e le loro famiglie di diverse fedi. Ma la richiesta di collocare la statua della Madonna di Medjugorie, la cui devozione sarebbe condivisa da Carlo Russo e da Tiziano Renzi, risalirebbe a diversi anni fa quando Marroni era assessore regionale alla salute, incarico che ha lasciato nel giugno del 2015. Nell’interrogatorio di ieri davanti ai pm di Napoli e Roma il padre dell’ex premier, secondo quanto riportano alcuni quotidiani, collocherebbe nello scorso anno in piazza Santo Spirito a Firenze, l’incontro con Marroni, alla Consip dall’anno precedente, in cui si sarebbe discusso ancora della statua da collocare al Meyer.

Interrogato anche il sindaco di Rignano come persona informata dei fatti

“Sono stato chiamato come persona informata dei fatti e ho dichiarato quanto di mia conoscenza, in piena trasparenza e collaborazione”: il sindaco di Rignano sull’Arno, Daniele Lorenzini, conferma di essere stato sentito ieri sera dai pm di Roma e di Napoli, Mario Palazzi e Henry John Woodcock, in trasferta a Firenze. Lorenzini spiega all’agenzia ANSA di aver appreso “solo oggi, dalla stampa, di una comunicazione telefonica effettuata dall’assessore Roberto Bargilli nel mese di dicembre a una persona oggetto di indagine”, dice riferendosi alla telefonata che l’assessore della sua giunta ed ex autista del camper di Matteo Renzi per le primarie del 2012 avrebbe fatto a Carlo Russo, l’imprenditore fiorentino amico di Tiziano Renzi, nel dicembre scorso. Secondo il Fattoquotidiano, l’ex autista di Matteo Renzi, e attualle assessore del comune di Rignano, avrebbe “consigliato” Carlo Russo di non fare più chiamate telefoniche a Tiziano, perché sottoposto a intercettazione. Ed era appena il 7 dicembre. Come faceva Bargilli a saperlo, pochi giorni dopo l’ordinanzia dei giudici? Questo l’interrogativo del quotidiano di Marco Travaglio. “Come sindaco di Rignano sull’Arno, lunedì mattina incontrerò Bargilli per avere dirette informazioni sull’accaduto, riservandomi di prendere le necessarie decisioni affinché la mia Amministrazione possa operare con la trasparenza e la correttezza con cui governiamo dal 2012”. Frase sibillina, molto sibillina da parte di un sindaco,  Lorenzini, che ha già annunciato che si ricandiderà a sindaco di Rignano con una lista civica fuori dal Pd.

Alfredo Romeo, da Regina Coeli, fa sapere di essere vittima di un’aspra contesa politica. La Procura revoca la delega ai Noe e l’affida al Nucleo investigativo dei carabinieri romani

“Non è vero nulla, sono vittima di una strumentalizzazione che mi sembra solo la conseguenza di un’aspra contesa di natura politica”, sembra sia stato questo lo sfogo con i suoi difensori di Alfredo Romeo, l’imprenditore arrestato mercoledì scorso con l’accusa di corruzione, legata all’inchiesta sugli appalti Consip. Lunedì mattina è fissato l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli, dove è rinchiuso da quattro giorni, in una cella doppia. Intanto, mentre l’indagine prosegue tra Napoli, Roma e Firenze, la procura capitolina, in polemica con le “ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto”, comunica in una nota di aver revocato al Nucleo operativo ecologico dell’Arma, la delega per le indagini che da oggi è affidata al Nucleo investigativo dei carabinieri romani. Le procure di Roma e Napoli, titolari dei fascicoli, stanno scandagliando documenti, verbali di intercettazioni e altro materiale raccolto sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Previsto per la settimana prossima anche l’interrogatorio di Michele Emiliano

La prossima settimana potrebbe essere sentito, come persona informata sui fatti, Michele Emiliano, ma sulla data fissata per l’audizione con i magistrati romani c’è il massimo riserbo. Il presidente della Regione Puglia parlerà con i pm di alcuni sms che scambiò con il ministro Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto, nei quali si sarebbe fatto riferimento a Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi e ritenuto da chi indaga punto di contatto tra Alfredo Romeo e il padre dell’ex premier. Non è escluso che nei prossimi giorni i magistrati decidano di interrogare anche l’ex parlamentare Italo Bocchino, consulente di Romeo e indagato, come Russo e Renzi senior, per traffico di influenze, il reato che punisce forme di lobbying illecite dietro compenso o promessa di utilità. Al centro dell’indagine c’è una gara di ‘facility management’, ovvero servizi per la Pa, del valore di 2,7 miliardi (FM4) bandita nel 2014 e suddivisa in 18 lotti, alcuni dei quali puntava ad aggiudicarsi Romeo. L’imprenditore napoletano prese parte alla gara per il lotto da 143 milioni di euro per l’affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali a Roma, che andavano dalla pulizia alla manutenzione degli uffici. Per raggiungere il risultato, Romeo, secondo le accuse, aveva corrotto il dirigente Consip Marco Gasparri affinché gli desse una serie di informazioni indispensabili per avere la meglio sugli altri partecipanti.

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