Consip. Il ministro Lotti si difende su Facebook e attacca i giornali, ma dimentica di avere la delega all’editoria, in palese conflitto d’interessi. Cuperlo ne chiede “il passo indietro”, e M5S presenta la mozione di sfiducia

Consip. Il ministro Lotti si difende su Facebook e attacca i giornali, ma dimentica di avere la delega all’editoria, in palese conflitto d’interessi. Cuperlo ne chiede “il passo indietro”, e M5S presenta la mozione di sfiducia

Il ministro dello sport Luca Lotti, chiamato in causa da tempo nella torbida vicenda degli appalti Consip, cerca di difendersi su facebook, un modo per evitare di rispondere alle domande di giornalisti ficcanaso e indipendenti. “Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere. Oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato nei miei confronti la mozione di sfiducia. Si parla di tangenti, di arresti, di appalti. Tutte cose dalle quali sono totalmente estraneo”. Inizia così il post di Luca Lotti sul suo profilo Facebook. “Per essere ancora più chiaro – scrive il ministro – non mi occupo e non mi sono mai occupato di gare Consip, non conosco e non ho mai conosciuto il dottor Romeo. La verità è che due mesi fa mi hanno interrogato su una presunta rivelazione di segreto d’ufficio. Si tratta di un reato che si ripete tutti i giorni in alcune redazioni ma che io non ho mai commesso. Lo ripeto con forza e sfido chiunque oggi dica il contrario ad attendere la conclusione di questa vicenda così paradossale”. Parla di reato, ma dimentica di riflettere sul fatto che da quattro anni è membro del governo italiano, prima come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e poi come ministro. Non solo. “Attendo che eventualmente si celebri il processo, nelle aule di tribunale e non sui giornali: contano gli articoli del codice penale, non dei quotidiani”, conclude. Lotti bastona giornali e giornalisti, ma dimentica di scrivere di avere tra le sue mani da quattro anni proprio la delega all’editoria, un evidente conflitto di interessi. In altri paesi civili, questo palese conflitto personale avrebbe condotto alle dimissioni, al passo di lato, come gli ha consigliato di fare Gianni Cuperlo, in tarda serata, rispondendo a una domanda di Corrado Formigli.

Luigi Di Maio, 5Stelle: “Abbiamo depositato la mozione di sfiducia al ministro Lotti”. Gianni Cuperlo: “Avrei fatto un passo di lato al suo posto”

“Finché questa vicenda non sarà chiara noi vogliamo che il ministro Lotti e tutto il giglio magico si allontanino dal governo”, aveva detto nel pomeriggio il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, arrivando al Campidoglio per partecipare a un evento. “Abbiamo depositato una mozione di sfiducia al ministro Lotti perché è inopportuno che stia nel governo fino a quando questa vicenda non sarà chiara”. A sua volta, Gianni Cuperlo ha chiesto al ministro dello Sport, Luca Lotti, di fare un passo indietro. “Non chiedo le dimissioni di Lotti, ma io al suo posto un passo indietro, di lato, lo farei”, ha affermato, riferendosi all’inchiesta giudiziaria sugli appalti Consip. Cuperlo ha anche chiesto al premier Gentiloni di chiarire in Parlamento, perché, spiega, “c’è una mozione di sfiducia di un ministro”. Di fronte a un’accusa di “sciacallaggio politico” rivoltagli da Alessandro Sallusti, presente in collegamento con la trasmissione, e confermata da un violentissimo twit di Emanuele Fiano, letto in diretta da Formigli, Cuperlo ha risposto: “Io parlo con rispetto profondo verso Renzi, ma le vicende che stanno emergendo pongono delle domande a tutti, in primo luogo a lui. Detto questo non mi permetterei mai di dare dello sciacallo a qualcuno. Io ho mille difetti: non sarò un leader politico, ho fatto un congresso e l’ho perso malamente, ma ho rispetto per le persone. Il congresso del PD va messo in sicurezza rispetto alle polemiche di questi giorni, io non userò mai lo strumento giudiziario per fare lotta politica: non l’ho fatto neppure contro gli avversari, figuriamoci con i compagni del mio partito”.

In attesa di parlare ai giudici, Tiziano Renzi si fa sentire con una nota

Tiziano Renzi, commentando l’inchiesta Consip che lo vede coinvolto, con una nota spiega:  “Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla”. Sui rapporti, “riservati”, con Russo e Alfredo Romeo, Tiziano Renzi fornisce la sua versione: “Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla”. Il riferimento ad un “incontro segreto” tra Tiziano Renzi, Romeo e Russo “in una trattoria senza pretese con ingresso riservato” è contenuto nell’inchiesta di Emiliano Fittipaldi sull’Espresso. “Mi sembra di vivere un incubo”, scrive Tiziano Renzi nella sua nota, in attesa dell’interrogatorio. “Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia e mi hanno assolto ma la notizia è stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finirà ci sarà lo stesso spazio sui giornali che c’è oggi. Vivo perché i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non ciò che i giornali scrivono oggi”, sottolinea. Il suo interrogatorio è previsto per il primo pomeriggio di venerdì. Secondo l’ipotesi accusatoria fatta dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi, Tiziano Renzi e anche l’imprenditore Carlo Russo avrebbero indotto l’imprenditore Alfredo Romeo a promettere somme di denaro mensilmente in cambio di interessarsi per lui con l’ex amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni, con riferimento ad alcune gare di appalto.

Secondo l’Espresso, l’ad di Consip, Marroni, ai giudici: “Russo mi chiese per conto di Tiziano Renzi e di Verdini di intervenire sui commissari di gara”

“Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano ‘arbitri’ del mio destino professionale”, avrebbe rivelato ai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano lo scorso 20 dicembre Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip. Lo scrive L’Espresso che ha diffuso sul sito un’anticipazione di un’inchiesta che sarà pubblicata nel numero in edicola domenica. Marroni è stato sentito come persona informata sui fatti sull’appalto Fm4 da 2,7 miliardi bandito da Consip e sul sistema messo in piedi da Alfredo Romeo. Secondo il settimanale, nel corso dell’interrogatorio l’Ad di Consip “racconta di un vero e proprio ‘ricatto’ subito da un sodale di Tiziano Renzi, l’imprenditore Carlo Russo. Riferisce di pressanti ‘richieste di intervento’ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica società; di ‘incontri’ riservati con il papà di Renzi a Firenze; e di ‘aspettative ben precise’ da parte di Denis Verdini e Tiziano Renzi sull’assegnazione di gare Consip per centinaia di centinaia di milioni”.

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