Caso Consip. Mdp presenterà al Senato una mozione per il ritiro delle deleghe al ministro Lotti. Casson e Laforgia spiegano le ragioni. Il Pd non ci sta

Caso Consip. Mdp presenterà al Senato una mozione per il ritiro delle deleghe al ministro Lotti. Casson e Laforgia spiegano le ragioni. Il Pd non ci sta

Mercoledì Mdp, il Movimento dei democratici e progressisti, non voterà la mozione di sfiducia dei 5Stelle contro il ministro Lotti, ma ha assunto la decisione di presentarne una di censura per chiedere a Gentiloni di far fare un passo indietro. E si accende nuovamente lo scontro con il Pd. “Non arriverà nemmeno in Aula e comunque non prima delle primarie”, osservano fonti dem. Lo stesso capogruppo al Senato Zanda è tranchant: “Quando la mozione di Mdp verrà posta all’ordine del giorno del Senato la rigetteremo”. Il Movimento dei democratici e progressisti denuncia sulla vicenda Consip “i comportamenti familistici e clientelari nella gestione del potere”, chiede al premier di togliere all’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ogni delega. “Non è necessario attendere – si legge nel documento – che la giustizia faccia il suo corso per rendersi conto di come nella vicenda Consip la commistione tra affari e politica abbia dato luogo a un intreccio dannoso per l’autorevolezza e la rispettabilità delle istituzioni”. I renziani chiamano in causa anche chi al momento ricopre incarichi designati dall’esecutivo: “Qualcosa e’ cambiato. Il partito di Vasco Errani chiede le dimissioni di Luca Lotti”, sottolinea il senatore Marcucci. Il partito del Nazareno punta il dito contro gli scissionisti pronti ad accusare i dem di voler stringere un nuovo patto con Forza Italia per salvare il ministro.

Per il senatore Felice Casson, Mdp, “Lotti avrebbe dovuto fare un passo indietro e non l’ha fatto. Il governo deve intervenire”

Con una dichiarazione al nostro giornale, il senatore e magistrato Felice Casson spiega: “Vanno distinti i due piani, quello giuridico che fa il suo percorso e quello politico che ci riguarda direttamente. Per  questo  poniamo al governo e al presidente  del Consiglio Gentiloni un problema di opportunità e di sensibilità nell’affrontare la vicenda Consip”. Secondo il senatore Casson, “Lotti, a nostro parere, avrebbe dovuto fare un passo indietro, come gli era stato chiesto. Non lo ha fatto. Con la mozione impegniamo il governo e in particolare il presidente Gentiloni a  intervenire direttamente. Noi pensiamo che sia necessario oggi sospendere le deleghe al ministro Lotti fino a che, si  legge nella mozione, non si arrivi ad un chiarimento della vicenda che oggi lo vede convolto”.

Il capogruppo Mdp alla Camera, Laforgia: “diradare la nebbia attorno al governo”

“Siamo garantisti e su questo non retrocediamo. Però pensiamo che si debba diradare la nebbia attorno al governo, alle vicende che coinvolgono il ministro dello Sport e a quell’intreccio tra la politica e l’ambiguità di certi personaggi che le ruotano attorno”, ha dichiarato Francesco Laforgia, capogruppo di Mdp alla Camera in riferimento alla mozione per la sospensione delle deleghe a Lotti presentata da Mdp al Senato. “Per questo chiediamo a Gentiloni – ha continuato Laforgia – di difendere il governo, di procedere con la navigazione e di rimuovere gli ostacoli al buon nome di quella rotta, ritirando le deleghe al ministro, in attesa di un chiarimento definitivo. Lo facciamo assumendo una iniziativa autonoma, con la mozione di censura”.

L’atto parlamentare presentato dalla senatrice Cecilia Guerra. La reazione furibonda del Pd

Non le dimissioni, dunque, perché “vale la presunzione di innocenza”, ma la sospensione delle deleghe, perché “davanti all’intreccio indebito e troppo stretto tra politica, affari e istituzioni, che si sviluppa in una cerchia ristretta, anzi amicale”, Luca Lotti deve “separare il suo ruolo istituzionale da quello privato” e sostanzialmente “fare un passo indietro per il rispetto del suo ruolo istituzionale”, si legge nella mozione. Mdp si smarca dalla mozione di sfiducia presentata dai Cinque Stelle ma annuncia una propria mozione, che chiede appunto le sospensioni delle deleghe ministeriali per Lotti per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip. Ad annunciare l’atto parlamentare è Cecilia Guerra, che tiene a sottolineare come “va assolutamente distinta la questione penale dalla questione politica, molto seria”. E dunque Mdp non parteciperà al voto sulla mozione Cinque Stelle, perchè “tutta incardinata su questioni giuridiche ed ha più l’ambizione di mettere in difficoltà il governo, che noi invece sosteniamo”. E tuttavia la questione politica “va affrontata”, e per questo Mdp non voterà contro la mozione M5s. E per affrontarla presenta la propria mozione per la sospensione delle deleghe “fino a quando l’intera vicenda Consip non sarà chiarita”. Ma dal Pd la risposta è la stessa: “La respingeremo”, dice il capogruppo Luigi Zanda. Anche Maurizio Martina e Graziano Delrio fanno quadrato intorno a Lotti: “Dobbiamo avere grande rispetto per l’attività della magistratura, ma ritengo che il passaggio di mercoledì si supererà”, dice il numero due di Matteo Renzi nella corsa congressuale Pd auspicando “che tutto si chiarisca nel giro di poco tempo” durante il quale il ministro Lotti “continui a fare il suo lavoro”. Unica voce fuori dal coro quella di Emiliano: “Ognuno decide con la propria coscienza. Lotti dovrebbe valutare se le sue dimissioni aiutano o indeboliscono il governo. Io mi sarei dimesso”, taglia corto il terzo contendente per la segreteria Pd.

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